Il Superuovo

La Natura in Tolkien: aiutante o nemica, potenza attiva e spirito.

La Natura in Tolkien: aiutante o nemica, potenza attiva e spirito.

I popoli e la natura

Nella Terra di mezzo vivono diversi popoli ed etnie. Ognuno di loro ha un diverso approccio alla Natura e la sfrutta in modo diverso.
Gli Hobbit, popolo della Contea, vedono la Natura come la propria casa. La sfruttano solo per l’essenziale, senza sovrastarla con la tecnologia avanzata. “(Gli Hobbit) non capiscono e non amano macchinari più complessi del soffietto del fabbro, del mulino ad acqua o del telaio a mano”. Il loro stile di vita è semplice e rurale, infatti la Contea rappresenta l’innocenza e la spensieratezza. Gli Hobbit hanno un atteggiamento molto infantile nei confronti nella Natura e si impegnano per preservarla.
Più complesso invece è il rapporto tra la Natura e gli Elfi. Gli Elfi non solo la amano, ma hanno con essa un dialogo profondo. Spesso nel romanzo Legolas l’Elfo appoggia l’orecchio al suolo o ascolta ciò che ‘dicono’ i boschi. Gli Elfi non si limitano a contemplare la bellezza della Natura, ma la ascoltano e dialogano con lei, come se fosse una creatura. Il loro rapporto con essa è puro e non strettamente funzionale. Infatti gli Elfi vivono con gli alberi. Non li usano solo per dormirci sopra, ma si fidano di loro, parlano con loro. Nella descrizione di Lòrien emerge questo forte dialogo: “..mai come allora aveva percepito così all’improvviso e con tale intensità il contatto e la consistenza della corteccia di un albero e della vita che vi scorreva. Il legno in se stesso, ed il suo contatto, gli procuravano una gioia diversa da quella del falegname o della guardia forestale: era la gioia vissuta dall’albero che penetrava in lui”.

Gli orchetti, Saruman e Sauron invece corrompono la Natura, devastandola con le diavolerie della tecnologia. Isengard è un chiaro esempio di dominio avido e devastante:non vi è armonia e nemmeno equilibrio. “Ruote di ferro giravano ininterrottamente, martelli battevano; di notte pennacchi di fumo esalavano dalle condutture, illuminati dal basso di luce rossa, blu, o verde veleno”. Isengard genera diavolerie tecnologiche: Gandalf spesso dice che la mente di Saruman funziona come una macchina. Isengard è tetra, grigia, è un instancabile macchinario che ha devastato la foresta degli Ent.

La Natura attiva: Tom Bombadil e Barbalbero

Ne ‘Il Signore degli Anelli’ la Natura non ha solo un ruolo passivo, ma diviene un ente attivo, in grado di prendere importanti decisioni.
Tom Bombadil è un personaggio enigmatico. Tolkien non rivela molto su questo personaggio, ma ne trasmette la purezza. Bombadil non è il padrone della Natura: “Il più anziano, ecco chi sono. Ricordate, amici, quel che vi dico: Tom era qui prima del fiume e degli alberi; Tom ricorda la prima goccia di pioggia e la prima ghianda […] conobbe l’oscurità sotto le stelle quand’era innocua e senza paura: prima che da Fuori giungesse l’Oscuro Signore”. Tolkien volutamente lascia questo personaggio avvolto nel mistero. Bombadil e la Natura sono visti come spirito e purezza.

Un altro esempio di Natura attiva sono gli Ent. Gli Ent sono i ‘Pastori degli Alberi’. Sono alberi in grado di parlare e muoversi e sono custodi delle foreste. Nel romanzo assumono una decisione molto importante. In particolare è Barbalbero a convocare l’Entaconsulta. Gli Ent discutono sul fatto di abbandonare il loro stile di vita paziente e pacato per muovere guerra contro Saruman. Saruman sta devastando la foresta di Fangorn, abbattendo alberi in continuazione. Alla fine decidono di devastare Isengard. In questo passo emerge la forza attiva della Natura e tutta la sua potenza. L’acqua e la natura sovrastano le grigie macchine che continuano a generare diavoli. La ribellione degli Ent può essere vista come allegoria dei fenomeni naturali che vanno a devastare le creazioni dell’uomo.

L’amore per la natura emerge in continuazione nel romanzo, passo dopo passo. La Natura si dimostra più potente di qualsiasi macchinario e in grado di assumere delle decisioni. Tolkien ne trasmette la potenza devastante e il suo ruolo di preziosa aiutante o spietata avversaria.

Antonella Soldi 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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