Oggi l’homo sapiens ha il controllo del pianeta, ma cosa ci distingue dagli altri animali?

Milioni e milioni di anni fa sulla Terra vivevano contemporaneamente diverse specie di “homo”, ma solo il Sapiens è riuscito a sopravvivere e ad evolversi, eliminando ogni rivale: com’è stato possibile?
“Eden”: l’incontro tra la Bibbia e la storia
Sanremo 2020, il rapper Rancore vince il premio per il miglior testo: nato a Roma nel 1989 definisce il suo un “rap ermetico“, in quanto così come i poeti anche Tarek, vero nome del cantante, utilizza un “codice” per trasmettere i suoi messaggi. In Eden questo è specificato già dai primi versi: si tratta di un messaggio cifrato comprensibile solo da chi vuole davvero farlo. Rancore descrivendo la sua canzone dice di aver sognato una mela che si stacca da un albero e rotolando percorre tutta la storia dell’umanità, nel testo si trovano infatti riferimenti alla storia, alla tecnologia, all’arte e alle fiabe, per farci comprendere quanto nella vita siano importanti le nostre scelte. Ogni strofa parla di eventi o personaggi collegati, appunto, tramite una mela:
Nella prima strofa il viaggio parte dalla Grande Mela e l’attentato alle torri gemelle che ha causato una cesura storica e la nascita di una visione distorta del nemico, infatti l’affermazione “la strega è in Iraq” indica come dall’11 Settembre 2001 il nemico per l’America abbia avuto solo un volto; continua con la fiaba di Biancaneve e i sette nani che non sono più nel bosco incantato ma tra le macerie della Siria devastata dalla guerra civile; troviamo poi Newton, che grazie ad una mela scoprì la gravità, e il marchio di Steve Jobs, la mela morsa della Apple.
Nella seconda strofa compaiono, invece, delle figure che sottolineano quanto siano importanti per il futuro le scelte che facciamo, in quanto “ogni scelta crea ciò che siamo“: i primi sono Adamo ed Eva che prima della decisione di mangiare la mela si trovavano “dove il cielo era infinito, dove c’era la festa e non serviva l’invito“, cioè nel Paradiso Terrestre, mentre dopo sono stati catapultati in un “mondo proibito“; dopo compare Paride che a causa dell’assegnazione della mela d’oro ad Afrodite scatenò la Guerra di Troia.
Le ultime due figure a comparire sono quella di Alan Turing, l’inventore del computer avvelenato con una mela al cianuro, e René Magritte, autore del quadro “Il figlio dell’uomo”.
La mela ha quindi un ruolo importantissimo nella storia dell’uomo già a partire dalla Bibbia: in realtà nel testo sacro non viene specificato quale sia un “frutto proibito” e solo in seguito questo viene identificato con la mela. Ciò che troviamo nelle Scritture è un riferimento all’albero della conoscenza del bene e del male e quindi viene da chiedersi: cosa rappresenta questo frutto, qualunque esso sia?
La mela e la rivoluzione cognitiva
La mela viene oggi riconosciuta come il frutto dell’albero della conoscenza a causa del quale Adamo ed Eva furono cacciati dal paradiso terreste: qui uomo e donna vivevano felici mentre dopo dovettero lavorare e sopportare la sofferenza e il dolore. Molte interpretazioni sono state date a questo passo della Genesi per capire cosa veramente potesse rappresentare la mela e adesso voglio proporne una: se la mela rappresentasse la rivoluzione cognitiva di cui parla Harari in “Homo Deus”?
Secondo lo storico milioni e milioni di anni fa sulla terra vivevano contemporaneamente diverse specie di “homo”, come i Neanderthal, gli Erectus e i Sapiens, ma solo questi ultimi sono riusciti ad andare avanti e ad evolversi: ciò fu dovuto alla prima delle tre grandi rivoluzioni della civiltà, cioè quella cognitiva. Stando ai fossili i Neanderthal ad esempio avevano un cranio più grosso rispetto ai Sapiens, tuttavia quest’ultimi svilupparono delle capacità di comunicazione e cooperazione maggiore che gli permise di sopravvivere ed eliminare i rivali. I nostri antenati sapevano comunicare e avevano sviluppato non solo un loro linguaggio, ma probabilmente anche una primitiva religione come testimoniano alcuni disegni rupestri. Non abbiamo molte informazioni su questi uomini, per esempio non sappiamo se erano organizzati in villaggi, clan o altro ma siamo certi che la loro intelligenza era superiore a quella degli altri. E se la mela rappresentasse questa rivoluzione?
La rivoluzione cognitiva è quella più importante nella storia dell’umanità, la rivoluzione senza la quale le altre non si sarebbero potute verificare: anche Rancore nel suo testo associa la mela alle rivoluzioni affermando “ogni mela porta un’intuizione“, appunto ponendo questo frutto come simbolo della conoscenza. Sarebbe, quindi, un’interpretazione più che valida, ma dobbiamo sempre ricordare che il frutto nella Bibbia non ha un ruolo positivo.
La conoscenza tra antropologia e cristianesimo
Antropologicamente parlando la Rivoluzione cognitiva ha permesso ai Sapiens di evolversi e sopravvivere ed ha avuto, dunque, un ruolo importantissimo e positivo, ma il cristianesimo non la pensa allo stesso modo. Se la mela rappresenta la rivoluzione cognitiva vediamo come nella Genesi questa non sia vista di buon occhio, infatti dopo aver mangiato il frutto proibito gli uomini vengono cacciati dall’Eden: è come se la conoscenza fosse qualcosa di negativo.
Premettendo che oggi questo aspetto non è fortunatamente più presente all’interno della religione cristiana, bisogna ricordare come fin dall’inizio la religione abbia elogiato l’ignoranza tanto che uno degli apologeti più famosi, Tertulliano, sosteneva che “non saper nulla che vada oltre al fede è saper tutto”. Per molto tempo il cristianesimo ha contrastato la conoscenza tra i fedeli probabilmente per fare in modo che questi fossero dipendenti per quanto concerne la fede da ciò che veniva detto dai presbiteri e dai frati. Ovviamente non bisogna negare la grande importanza che i monasteri hanno avuto nella conservazione delle opere antiche, anche se sotto questo aspetto è necessario fare alcune precisazioni: i cristiani hanno salvato quello che non hanno distrutto, in quanto nei primi secoli una delle occupazioni preferite dei credenti in Cristo era la distruzione delle biblioteche e dei centri di cultura, inoltre molte opere di grandi pensatori “pagani” furono sgrattate via e vi fu riscritto sopra.
In sintesi: la mela rappresenta tanto, la diffidenza verso la conoscenza del cristianesimo, la rivoluzione cognitiva per Harari, lo strumento di una scoperta per Newton, la guerra per Paride e la morte per Alan Turing. Ovviamente questa è solo una delle moltissime interpretazioni esistenti sul frutto proibito, ma è quella che ho ritenuto più utile per meglio comprendere la nostra società proprio perché attraverso questa, come ha fatto Rancore, è possibile seguire e guardare da una prospettiva diversa la storia dell’intera umanità dalle origini, quindi dai Sapiens, fino ai giorni nostri.