LA LETTERATURA RIPARTE DAL SOCIAL READING: COME I BOOKTOK STANNO SPOPOLANDO SUL WEB

Sempre più numerosi i gruppi di lettura: ”Spopola Telegram, ma tutto parte da TikTok”.

Tutti pazzi per i libri: dai gialli fino al fantasy passando per i romanzi fino ai grandi classici. Eppure un tempo, per alcuni, leggere qualche pagina poteva tramutarsi in una grande sfida. A farci ritornare la voglia di sfogliare “Un mattone polacco minimalista di scrittore morto suicida” sono stati, come spesso accade, i social network.

TELEGRAM COME BIBLIOTECA VIRTUALE

Leggere per fuggire dalla realtà. Pile di libri come torri di castelli pronti a crollarci addosso. Pagine e pagine dove percorriamo la storia di qualcuno cercando di trovare quel filo rosso che ci accomuna al personaggio principale del racconto. La lettura è sempre stata vista come un atto solitario, eppure ultimamente non è più così. La Generazione Z torna a leggere e non in solitaria. Tutta colpa del web, dove “Chi si somiglia si piglia” e quindi molti utenti si danno appuntamento in quegli angoli nascosti del web dove poter condividere il proprio hobby. Nasce così il social reading, uno spazio dedicato agli amanti della lettura. Il protagonista resta lui, il libro. Tutto ruota attorno al libro, che viene recensito dagli utenti. TikTok è il gatekeeper della situazione e l’arduo compito di creare contenuti spetta ai booktoker che, in certo senso, potremmo considerarli come “Gli Influencer del libro”. Questi esperti hanno un ulteriore compito, ovvero quello di fare da ponte con Telegram, l’app di messaggistica da cui nascono i gruppi di lettura. Ecco che quindi avviene un vero e proprio processo di migrazione degli utenti da TikTok per approdare su Telegram, ritenuta da alcuni non solo come più sicura, ma soprattutto come luogo ideale per la creazione di una community.

Libreria con una sezione dedicata ai #booktook.

IL RITRATTO DEL BOOKTOKER

Non sono bookgramer, tantomeno bookgramer. Sono i booktoker, l’occhio dell’industria editoriale sulle sub-community. Soltanto l’hashtag #booktok conta 91 miliardi di visualizzazioni, una potenziale fetta di consumatori per una qualsiasi casa editrice. Qui entra il gioco il booktoker che deve fare quello che qualsiasi influencer farebbe: scegliere un prodotto da presentare ai propri utenti sapendo che il prodotto in questione debba rispecchiare i valori della community. Insomma, se il tuo pubblico ama il fantasy con draghi sputafuoco e principesse da salvare certamente non consigli il vangelo, nonostante qualcuno potrebbe trovare dei punti in comune. Se il booktoker conosce la sua fanbase è perché ha monitorato le insights, la carta d’identità di ogni account social. Per far si che il nostro influencer sia quanto più reale possibile, deve fare in modo che la presentazione del libro si alterni con la rappresentazione del sé. È il filo rosso che unisce il booktoker e gli utenti. Infine, con le live o gli incontri dal vivo la lettura diventa spettacolo.

IL TREND DEL SILENT READING PARTY

Siamo a Bari, per l’esattezza sui tetti del borgo antico. Un luogo suggestivo per leggere qualcosa, mettendoci anema e core. Si, ma in religioso silenzio. Sono i Silent Reading Party, fenomeno nato negli Stati Uniti per contrastare la dipendenza da smartphone. Tutto quello che devi fare è leggere, lasciando che i problemi che caratterizzano la tua quotidianità non finiscano nelle pagine del libro che hai tra le mani. A parteciparvi sono soprattutto loro, la Generazione Z, ma anche i Millennials e persino i Boomers. Riscoprire il piacere della lettura attraverso i social è la dimostrazione di come applicazioni come Telegram possano avere un incredibile potenziale. Il trend ci ha fatto capire come le generazioni si sentano sempre più sole, non trovando qualcuno con cui poter condividere le proprie passioni. Allora l’utente diventa amico, quello che dispende consigli. Una community tramuta in una famiglia. Un tetto dove leggere in silenzio sotto una coperta azzurra diventa casa. E il booktoker? Il nostro libraio di fiducia.

 

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