Nasce in Cina il primo magistrato-robot: ma quali possono essere i rischi? Come possiamo rapportarci con l’introduzione della tecnologia nel diritto? Scopriamolo attraverso il caso Shangai.

Shangai, 2022. Molti amanti del sci-fi potrebbero ricordare scene di film ambientate in tribunali futuristici, ma la realtà dei “magistrati-robot” è tutt’altro che finzione. Grazie a dei complessi software di intelligenza artificiale, presto potremmo veder comparire questi “strani giustizieri” operare in tutto il mondo.
IL CASO SHANGAI: L’ALGORITMO DEI PRIMI MAGISTRATI-ROBOT
Sembrerebbe fantascienza, invece è realtà: a cura della Procura del popolo di Shanghai Pudong, è stato realizzato il software in grado di rilasciare sentenze giudiziarie, proprio come un magistrato umano. Grazie ad un intricato processo di testing e di insegnamento (per saperne di più sul machine-learning; re-indirizzamento al portale “Intelligenza Artificiale”, www.intelligenzaartificiale.it), la società è stata in grado di collaudare una macchina capace di riconoscere ben otto crimini, come il furto e la frode.
Con un sofisticato algoritmo che gli permette di “imparare da sé”, il magistrato-robot sembra poter relegare la giustizia come la conosciamo a “proto-diritto“. Una precisione quasi infallibile ed un’oggettività (quasi) indiscutibile, la macchina in questione sarebbe in grado di svolgere compiti come quello della valutazione delle prove. Tuttavia, non gli è ancora concesso il processo decisionale sulla condanna: il compito sembra essere troppo difficile. Ma sicuramente non impossibile.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ED IL MACHINE-LEARNING IN BREVE
Intelligenza artificiale, ma cosa è? Si tratta di software programmati per agire in autonomia. Figlia dei primi calcolatori (computer), è il risultato del crescente interesse verso il machine-learning, la branca della scienza informatica che studia la possibilità di ricreare macchine autonome e “conoscenti”.
La disciplina, nata con intenti dapprima di ricerca psicologica (in altre parole, nella volontà di studiare il comportamento umano tramite dei modelli artificiali del cervello umano), ha presto ottenuto l’attenzione di altri campi di ricerca e della tecnologia. Dal problem solving alla robotica – causa diretta dalla necessità di dare un corpo a questi artefatti – l’A.I. ha presto catturato l’attenzione di moltissimi.
Il suo carattere più problematico? Quello etico-sociale.
L’ETICA ROBOTICA E LA SOCIO-ROBOTICA: QUALI LE LIMITAZIONI SOCIO-ETICHE
Da sempre, il ruolo delle macchine è stato quello di supporto: la tecnologia A.I. non è da meno. Eppure, questa ci spaventa in modo particolare; perchè? Tutto sta nel nome: si tratta di intelligenze artificiali, di cervelli artefatti. Materiale pensante, costruito su base del cervello umano. Ne riproduce la razionalità, come il problem solving ed il processo decisionale, in un corpo artefatto e altamente preciso.
Non è un caso se nel 2017 è stato firmata la carta degli “Asilomar AI Principles“: un comitato di oltre 800 esperti, ha sottoscritto 23 principi per far fronte ai problemi etici dell’ I.A., al fine di preservare l’integrità dell’umanità e diminuire i rischi causati da un utilizzo improprio di queste neo-tecnologie. Problemi come l’utilizzo militare o l’omissione di scoperte scientifiche per fini politici ed economici devono essere monitorati e debellati: un’armata letale di robot super-intelligenti è, ormai, una possibilità (ed il problema più grande potrebbe diventare quello della responsabilità civile e penale; di chi sarebbe la colpa se degli A.I. iniziassero a nuocere alla gente?).
Un altro fronte è, però, quello della socio-robotica: oltre al valore etico dell’intelligenza artificiale, ci si è anche interrogati sull’interazione uomo-robot A.I., dando largo spazio a ricerche di carattere etico-antropologico. Un esempio: il tema dell’Uncanny Valley di Masahiro Mori. In breve, lo studioso si è interrogato sulla sensazione di inquietudine provocata da oggetti – o robot – dalle sembianze vicinamente umanoidi. Per porre rimedio a reazioni sgradevoli degli uomini, la socio-robotica si è unita alla robotica affettiva, trattando di argomenti quali la simulazione emotiva delle emozioni sui robot, in modo da rendere l’incontro con l’uomo più gradevole.
Quali saranno i risultati dell’I.A. nel mondo posto-moderno, è una domanda con una risposta ancora incerta, ma è impossibile non pensare l’intelligenza artificiale come il futuro della nostra società.
Fonti: Articolo di Tgcom24; Machine-learning di IntelligenzaArtificiale.it
Foto di copertina: Lyman Hansel Gerona su Unsplash