La giornata internazionale contro l’omotransfobia ci ricorda i punti principali della liberazione omosessuale

17 maggio 1990, l’omosessualità viene espulsa dalla lista delle malattie mentali, solamente trentadue anni fa.

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Il 17 maggio è una data fondamentale per la comunità LGBTQI+ e per chi la sostiene, perchè rappresenta l’inizio della liberazione dai primi pregiudizi, e le prime consapevolezze a riguardo.
L’avvento ne è stato però più difficile di quanto si pensi, ripercorriamone i principali avvenimenti.

I moti di Stonewall

I moti di Stonewall fanno riferimento a una serie di violenti scontri fra gruppi di omosessuali e la polizia a New York.
Il primo scontro in assoluto avvenne attorno all’una di notte del 27 giugno 1969, la polizia irruppe nello Stonewall Inn, un bar gay nel Greenwich Village, un quartiere del distretto di Manhattan.
La goccia che fece traboccare il vaso, poi simbolo dello scontro stesso fu la donna transessuale Sylvia Rivera, che si dice abbia iniziato la protesta gettando una bottiglia contro un poliziotto.

“Say it clear, say it loud. Gay is good, gay is proud”

Prima dello scontro la situazione era molto delicata, la polizia usava tutti i motivi che riusciva a escogitare per giustificare un arresto con accuse di “indecenza“, tra cui baciarsi, tenersi per mano, indossare abiti del sesso opposto o anche il semplice essersi trovati nel bar al momento dell’irruzione.
Alla fine la situazione si calmò, ma la folla ricomparve la notte successiva.

Le posizioni antitetiche tra rivoltosi e polizia proseguirono fino alle 4 del mattino.
Il terzo giorno di rivolta si svolse cinque giorni dopo la retata allo Stonewall Inn; 1.000 persone si radunarono al bar e causarono gravi danni.
La rabbia contro il modo in cui la polizia aveva trattato gli omosessuali nei decenni precedenti affiorò in superficie.
L’anno seguente, in commemorazione dei moti di Stonewall, venne organizzata una parata, che da lí in poi prese piede con il nome di Gay Pride.

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La Nascita dei Gay Pride

I moti di Stonewall aprirono definitivamente le danze ai movimenti di liberazione ed emancipazione Omosessuale.
La parata di commemorazione degli stessi, come precedentemente ribadito, diedero vita alle prime parate, rispettivamente in America nel 1970, nel Regno Unito nel 1972, e in Italia, a Roma, solo nel 1994.
Da Stonewall in poi, venne definito giugno come mese della parata.
Il simbolo con maggior importanza del “Pride” è la bandiera arcobaleno, anche nota come “rainbow flag” creata nel 1978 dall’artista Gilbert Baker.

In Italia, la situazione mostro ancor più delicatezza, prima del 1970 l’omosessualità era un crimine, una malattia mentale, un tabú, ciò che non poteva nemmeno vagamente uscire allo scoperto.
Il 5 aprile 1972, però,  scese in piazza l’esasperazione degli omosessuali che interruppero con veementi proteste un convegno cattolico sulla sessualità a San Remo (definita la Stonewall Italiana).

Alcuni relatori proposero terapie per curare gli omosessuali, come ad esempio: elettroshock, ipnosi e terapie di conversione (del tutto fittizie) alla pari di crimini e violenze illegali.

Incominciò quel giorno la storia degli omosessuali moderni liberi di mostrare il proprio volto e la propria condizione al di là dei pregiudizi. Per le prime vere e proprie manifestazioni, bisognerà aspettare almeno un decennio.
Roma accolse nel 1994 il primo Gay Pride in Italia, con molta timidezza e paura (considerando la rimozione dell’omosessualità dai disturbi mentali solo quattro anni prima) e registrò 10000 partecipanti.

Il fiato sul collo del mondo Cattolico ha ostacolato con molta veemenza il movimento omosessuale, da sempre, e tutt’ora ostacola i molti passi che la comunità LGBT tenta di muovere.

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I Protagonisti della liberazione

La necessità della memoria riporta a galla svariate figure imponenti, sia nazionali che internazionali, vediamone alcune:

  • Mariasilvia Spolato: nata nel 1935, fu la prima donna dichiaratamente omosessuale in Italia. Nel 1971 fondò il Fronte di Liberazione Omosessuale. Il suo attivismo LGBT e la pubblicazione di libri sullo stesso tema portarono il ministero dell’istruzione, a licenziarla con la motivazione di essere “indegna” all’insegnamento. Venne successivamente allontanata dalla sua famiglia, e senza fissa dimora vagò per varie città italiane.
  • Harvey Milk: nato nel 1930, fu un un politico statunitense, militante del movimento di liberazione omosessuale. Primo componente delle istituzioni statunitensi apertamente gay, fu assassinato all’interno del Municipio.
  • Alan Turing: nato nel 1912, fu uno dei padri dell’informatica e uno dei più grandi matematici del XX secolo. Nel 1952 fu arrestato per omosessualità e portato in tribunale, dove a sua difesa disse di “non vedere niente di male nelle sue azioni”. Condannato e costretto a scegliere tra una pena a due anni di carcere o la castrazione chimica mediante assunzione di estrogeni, scelse la seconda per evitare la prigione. La depressione legata al trattamento e all’umiliazione subita, fu il motivo che lo condusse, al suicidio.
  • Virginia Woolf: nata nel 1882, rappresenta una delle principali figure letterarie del ‘900. Ha mostrato attivamente interesse nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi. Ebbe una lunga relazione con la scrittrice e poetessa Vita Sackville-West; le cui dinamiche si riflettono nel romanzo “Orlando”.

“L’ideale sarebbe essere capaci di amare una donna o un uomo indifferentemente, un semplice essere umano, senza provare paura, limiti od obblighi”

Simone de Beauvoir.

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