Il Superuovo

La fine del Conte bis: scopriamo i retroscena dell’attuale crisi di governo

La fine del Conte bis: scopriamo i retroscena dell’attuale crisi di governo

Eccoci qua, alle soglie dell’ennesima crisi del governo italiano. Questa volta, il malcapitato è il Conte bis: ma cosa significa? E che cambiamenti ci saranno? Facciamo chiarezza.Puntualmente, ogni due anni, in Italia, il governo di turno va incontro ad una crisi. Sono ben lontani i tempi in cui l’esecutivo riusciva, abbastanza tranquillamente, a finire la legislatura: siamo arrivati, dal 1946 ad oggi, a ben 66 cambi di colore. E’ anche vero che siamo inseriti in una situazione molto particolare, praticamente inedita. Tra Recovery Fund e gestione della pandemia da Coronavirus, conosciamo gli attori dell’ennesima defaillance tricolore.

Conte bis: un identikit

8 agosto 2019. Mentre la maggior parte di noi si rilassa in riva al mare, il segretario della Lega Matteo Salvini, all’epoca vicepremier, annuncia di voler ritirare i suoi senatori dal governo Conte, a causa delle ripetute incomprensioni nella maggioranza. E così, il giorno dopo, viene ufficializzata la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio che, il 20 agosto, decide di rassegnare le dimissioni. Intanto, i parlamentari del Carroccio chiedono a gran voce elezioni anticipate, speranzosi in una grande coalizione di centrodestra, comprendente Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Come di rito, si aprono le consultazioni: appare lo spiraglio di una nuova maggioranza, formata da Partito Democratico, Movimento 5Stelle e Liberi e Uguali. Nove giorni dopo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferisce nuovamente a Giuseppe Conte il compito di creare l’ esecutivo. Ecco che, il 5 settembre 2019, il governo giallorosso giura al Quirinale ed entra ufficialmente in carica.

Vita e morte del Conte bis…e i miracoli?

Ricapitolando, ci troviamo davanti ad un governo di centrosinistra, fondamentalmente. Ma guardiamo meglio i colori dei ministri, dei viceministri e dei sottosegretari, perché saranno proprio questi i responsabili della crisi attuale. Abbiamo una maggioranza numerica di pentastellati e piddini, seguiti da parlamentari indipendenti e, soprattutto, da tre politici di Italia Viva, nuovo schieramento dell’ex premier del Pd Matteo Renzi. Il rimpasto di governo ha creato molti disordini, sia nell’opposizione di centrodestra, che nel popolo: di fatto, a pochissimi giorni dal giuramento, si tiene un’enorme manifestazione in piazza di Montecitorio. In questo si può riassumere il breve operato del Conte bis: innumerevoli contrasti e bracci di ferro. Del suo operato, inevitabilmente, ricorderemo la gestione della pandemia di Covid-19, la liberazione di Silvia Romano e il referendum sui tagli dei parlamentari. Ma andiamo a vedere cosa lo sta portando alla crisi: oltre all’interna debolezza del M5S, importante è il ruolo aggressivo e preponderante di Italia Viva.

La crisi di governo: perchè?

Infatti, la compagine di Renzi non concorda con Pd e Movimento 5 Stelle su diverse questioni inerenti alla pandemia e alla ripartizione del denaro ricevuto dall’Italia grazie al Recovery Fund europeo. Ci sono tutti gli ingredienti per una crisi: due parti della maggioranza che non riescono a scendere a compromessi su un argomento cruciale, il malcontento popolare e la minaccia di una mozione di sfiducia, con anche il proposito di ritirare i senatori di Iv. Cosa ci possiamo aspettare? Innanzitutto, diversi incontri di negoziazione fra Giuseppe Conte e Matteo Renzi, dove i due cercheranno trovare accordi. Nonostante ciò, davanti a noi non si stende uno scenario rincuorante.

I 5 possibili scenari

Ci sono cinque possibilità, più o meno verosimili. Si parte dal rimpasto di governo in un Conte ter: infatti, il Presidente del Consiglio gode della fedeltà di Pd e M5S, quindi basterebbe una riscrittura del pacchetto Recovery e qualche nuovo nome di Iv nell’esecutivo per assestare i contrasti. Un altro piano è quello della crisi pilotata: Conte rassegna le dimissioni, ma già con la lista dei prossimi ministri in mano, molti dei quali di Italia Viva, tutti pronti per un Conte ter. Il terzo scenario è quello della sfida in Parlamento: Conte dimette i due ministri renziani, facendo aprire una crisi, ma non si dimette, andando a sfidare il rivale direttamente in Senato. Passiamo alla quarta chance, decisamente fantasiosa: il premier riesce a trovare dei reponsabili, ossia parlamentari che prenderebbero il posto dei 18 senatori di Renzi. Così facendo, si assicura la fiducia grazie a Pd, M5S, qualche esponente del centrodestra e qualche renziano pentito, mandando Italia Viva all’opposizione. Arriviamo allo scenario più drastico: elezioni anticipate. Non si trovano accordi, il Movimento e il Pd non accettano un governo senza Conte, quindi si torna alle urne, con il benestare del Presidente della Repubblica. Cosa succederà? Un indizio è arrivato nella tarda serata di ieri: il piano Recovery è stato approvato in Parlamento, con l’astensione dei due ministri renziani. Si apre lo scenario della crisi più nera.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: