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Giulia Valentina è il Cicerone dei giorni nostri? Scopriamo l’arte del docere et delectare

Giulia Valentina è il Cicerone dei giorni nostri? Scopriamo l’arte del docere et delectare

Oggi Giulia Valentina ‘seduce’ quasi un milione di followers con la tecnica del ‘docere et delectare’. Cicerone sarebbe di certo orgoglioso di lei.

Giulia Valentina e i suoi chihuahua (ilmiocaneleggenda.it)

Cicerone è l’autore latino più celebre della letteratura, secondo solo a Virgilio. Il motivo? La sua incredibile capacità oratoria dimostrata in orazioni giudiziarie e politiche. Giulia Valentina, influencer popolarissima su Instagram, è inconsapevolmente erede diretta dell’arte retorica ciceroniana.

Il discorso perfetto ‘doce, delecta e move’

Ci sono pervenute ben 58 orazioni di Cicerone conservate per intero. Rielaborate e poi pubblicate, erano precedentemente pronunciate in tribunale, in Senato, o davanti all’assemblea popolare romana. Risolvono questioni di cittadinanza, atti violenti, legittima difesa o tentati omicidi e per la maggior parte hanno goduto di esito positivo. Chi si affidava a Cicerone in tribunale aveva sicuramente poco da temere poichè le sue capacità di padronanza dei mezzi espressivi e comunicativi erano pressoché insuperabili.

Le sue orazioni sono basate su tre ‘paroline magiche’, tre concetti che designano le funzioni dell’oratore: docere, letteralmente ‘insegnare’, cioè dimostrare una tesi nel modo più convincente e razionale possibile, delectare, ossia ‘dilettare’, dunque infervorare il pubblico e divertirlo, ed infine movere, quindi coinvolgere l’auditorio al punto di farlo appassionare e commuovere.

Che sia la tecnica vincente per avere la meglio in qualunque discussione o litigio? Probabilmente, a Cicerone ha permesso con ‘Le Catilinariae‘ del 63 a.C. di reprimere e sventare la congiura di Catilina. Ma vediamo come Giulia Valentina sia riuscita a farsi amare proprio per questo motivo.

Cicerone (studia rapido.it)

Giulia Valentina: l’attrattiva dell’autoironia

Giulia è la prova che i social non sono posti oscuri in cui dilaga l’ignoranza. Rovistando bene non è difficile individuare personaggi che, come lei, sono riusciti a guadagnarsi una consistente fetta di pubblico condividendo capacità personali e contenuti educativi. Giulia, torinese e classe 1990, trascina e incuriosisce ben 876mila persone: più di quanto Cicerone potesse auspicare. Lui probabilmente sarebbe geloso di questo risultato ma altrettanto meravigliato di come il metodo del docere et delectare possa godere di grande fortuna ancora oggi sui social.

Lei delecta con english humor e sano cinismo. Racconta episodi e situazioni del proprio quotidiano dandogli interpretazioni sagaci, inaspettatamente realistiche e crude. Propone una sorta di umorismo pirandelliano levando il riso per il tragicomico. Lei piace proprio perchè ha deciso di usare Instagram, luogo designato normalmente all’applicazione di ‘filtri’, per svelare invece piccole verità riscontrabili da chiunque nella vita di tutti i giorni.

La nostra Giulia delecta anche perchè ha la rara qualità di non prendersi sul serio, ha l’intelligenza di essere autoironica. Le si potrebbe conferire il titolo di prestigio di ‘anti-influencer’ proprio perchè riesce a spogliarsi di tutte le sovrastrutture e contratture di questo social in cui si pretende la perfezione. E lo fa anche vestendosi da zucca gonfiabile:

(ilsussidiario.net)

Instagram: uno strumento per docere

Giulia, quindi, con il suo frizzante carattere riesce a divertire il pubblico delectando proprio come faceva Cicerone. Eppure il livello di attenzione della sua community resta invariato anche quando l’influencer propone nelle stories argomenti più sensibili. Giulia ha toccato tante tematiche importanti dando vita a veri e propri dibattiti formativi tra lei e le sue seguaci. Ha parlato dell’importanza della prevenzione in campo medico, della violenza sulle donne e di questioni di attualità, tutto questo generando una rete vastissima di esperienze condivise.

Ma questi non sono i soli motivi per cui è tanto seguita. Forse ancora più fortunato è il personalissimo format ‘TGIG‘, acronimo per ‘Thank God It’s Giulia’, nato su Instagram e approdato anche sugli schermi televisivi. Appuntamento periodico in cui l’influencer presenta un ‘modo di dire’ inglese, elemento linguistico dei più ostici per qualunque traduttore, suggerendone una resa italiana altrettanto efficace e comprensibile.

Giulia Valentina dunque ‘doce, delecta e move’ i followers affezionati. E Cicerone come la prenderebbe? Si sentirebbe un esempio o proverebbe astio e invidia atteggiandosi a rancoroso hater?

TGIG (m.youtube.com)

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