La fantascienza diventa realtà, è ora possibile viaggiare con combustibili green

Gli ideatori della saga Ritorno al futuro, Bob Gale e Robert Zemeckis, ci avevano visto lungo anticipando ciò che sarebbe successo 30 anni dopo la pubblicazione dei loro film. Alimentare una macchina con rifiuti non è più fantascienza ma è realtà. 

La famosa DeLorean usata per i viaggi nel tempo. Nella parte posteriore si può notare Mr. Fusion, dispositivo in grado di trasformare, tramite fusione nucleare, dei rifiuti in energia.

 

“Ritorno al futuro” è una trilogia di film, campioni di incassi, pubblicata tra gli anni ottanta/novanta narranti le avventure di Marty McFly e il suo amico scienziato “Doc”. Conosciuta da grandi e piccoli, non ha ormai più bisogno di presentazioni, essa è stata fonte d’ispirazione per molti in quanto ambientata in vari scenari tra cui quello di un futuro 2015 pieno di innovazioni tecnologiche. Molte di queste ultime sono da sempre oggetto di interesse per gli scienziati, un esempio lampante è appunto la macchina del tempo usata per fare i viaggi che costituiscono il corpo centrale della trama dei vari film. L’autovettura in questione è la famosa DeLorean, macchina molto comune negli anni ’80, modificata in modo tale da permettere i viaggi nel tempo. Il fulcro di tutto e ciò che permette di effettuare il viaggio è il flusso canalizzatore, un dispositivo inventato da Doc. Questo può essere alimentato da una scarica elettrica oppure, come vediamo nella seconda e terza parte della trilogia, da rifiuti organici. Come possono degli sporchi rifiuti riuscire ad alimentare un viaggio nel tempo o più semplicemente il motore di una macchina?

 

 

 

Dalla fantascienza alla realtà

Nel 1985, data di pubblicazione del primo film della saga, il pensiero del futuro e quindi della conseguente evoluzione tecnologica spaventava e affascinava tutti, grandi e piccini. Molti sceneggiatori cinematografici hanno portato la loro idea di futuro sui grandi schermi, immaginando gli scenari più disparati: dalle macchine volanti ai viaggi nel tempo, dalle navicelle spaziali ai viaggi ultra-stellari. Alcune delle invenzioni fantascientifiche sono tutt’ora irrealizzabili ma altre sono diventate tangibili e reali come per esempio i viaggi nello spazio, le astronavi e i combustibili non direttamente provenienti da fonti fossili.

Facciamo un passo indietro, nel lontano 1859 (che poi così lontano non è) venne scoperto il primo pozzo petrolifero e, da quel momento in poi, il mondo cambiò radicalmente. Al giorno d’oggi, il petrolio è la risorsa che manda avanti l’economia mondiale e il mondo stesso, esso ha portato alla globalizzazione. Per molte persone un mondo senza petrolio è inconcepibile ma purtroppo è una risorsa limitata. Lo si sapeva già dai tempi della sua scoperta, momento dal quale sono stati fatti studi per capire quanto petrolio avremmo potuto scoprire e quanto ne avremmo potuto estrarre. Si capì che ciò che era appena stato scoperto era una risorsa preziosa ma molto limitata e che quindi segnava l’inizio di un’era che avrebbe presto avuto fine. La facilità con la quale il petrolio poteva essere convertito in combustibile e le nuove scoperte tecnologiche, una tra tutte il motore a scoppio, portarono però ad un aumento esponenziale dell’utilizzo del nuovo carburante e quindi ad uno sfruttamento eccessivo dei suoi giacimenti. Non dimentichiamoci inoltre che uno dei prodotti secondari ottenuti dalla conversione del petrolio grezzo in combustibile è la plastica, una delle scoperte che ha cambiato radicalmente il mondo nel bene e nel male. In sostanza, oggi si può affermare che il petrolio ha i giorni contati. Gli scienziati dunque, da qualche anno a questa parte, stanno cercando di sviluppare nuove tecnologie per poter produrre combustibili alternativi a quelli fossili così da poter correre ai ripari prima dell’inevitabile. Si è partiti con l’idea di non cambiare la tecnologia ma il combustibile e quindi sono iniziate ricerche per capire quale materiale, se trattato nel modo giusto, può dare miscele di sostanze (idrocarburi) simili a quelli che compongono il petrolio. Facendo una piccola analisi della composizione del petrolio, si sa che esso ha origine da materiale organico decomposto (lipidi,proteine,ecc) misto a sabbia e fango. Quindi l’intuizione di prendere rifiuti organici è azzeccata poiché anch’essi sono materiale organico. Dall’idea strampalata di un film fantascientifico parte quindi una ricerca vera e propria di come poter trattare i rifiuti in modo da ottenere qualcosa di utile.

Green Diesel

Il green diesel è una delle tante alternative innovative al petrolio. Si parte dai trigliceridi che sono acidi grassi provenienti da olio vegetale o grasso animale, essi vengono trattati con idrogeno ad alta pressione e temperatura ottenendo degli idrocarburi di ottima qualità e molto simili a quelli ottenibili dal petrolio. Questo mix di idrocarburi che compone il green diesel ha una completa compatibilità con i motori diesel, non dà problemi né alle parti metalliche del serbatoio né alle parti in gomma (quali le guarnizioni) ed è quindi possibile usarlo come combustibile vero e proprio. Inoltre ha un grande vantaggio quale quello di dare emissioni di CO2 molto ridotte rispetto ad un diesel normale e quindi è anche un’alternativa più ecologica. Riassumendo si può dire che, partendo da rifiuti organici molto semplici e facilmente ottenibili, attraverso un processo poco elaborato che è possibile fare in qualsiasi raffineria petrolchimica si ottiene un combustibile parificabile al diesel (proveniente dal petrolio) che inquina di meno e recupera materiali di scarto utilizzandoli in modo intelligente e vantaggioso. Inoltre, come già menzionato prima, tutto questo è possibile senza la necessità di costruire nuovi impianti o nuovi macchinari poiché è possibile ottenere green diesel nello stesso stabilimento dove viene trattato il petrolio. Un vantaggio da tutti i punti di vista.

Definiamo il termine green

L’aggettivo green è un termine molto utilizzato negli ultimi anni, lo si mette davanti a determinate parole per indicare qualcosa che non ha un impatto negativo sul pianeta Terra, vedi per esempio il termine green economy che si usa quando ci si vuole riferire a provvedimenti che limitano i consumi o che promuovono il riciclo dei rifiuti. Questa parola però viene spesso utilizzata con un’accezione sbagliata o in contesti a cui non appartiene. Facciamo luce su questo nuovo modo di dire prendendo come esempio il cuore di questo articolo, il green diesel. Green non significa che utilizzando questo combustibile avrò emissioni di CO2 e di tutti gli altri inquinanti (per es. NOx, SOx, ecc..) pari a zero ma al contrario, potrò avere emissioni comunque elevate ma ciò che in realtà vuol dire green in questo contesto è che si dà agli scarti una nuova vita. Diciamo che per avere emissioni pari a zero ci si addentra in un altro mondo quale quello delle batterie usate per alimentare un’autovettura elettrica. Un esempio lampante sono le macchine prodotte dalla casa automobilistica Tesla, esse funzionano grazie a delle pile che usano energia elettrica per produrre potenza per poi far funzionare il motore. Possiamo dire che questa tecnologia è a emissioni zero a patto però che l’energia usata per ricaricare le pile sia prodotta da pannelli solari, centrali idroelettriche o qualsiasi altra fonte purché quella fossile.

Concludo citando una frase detta da Doc nel film: “Il vostro futuro non è scritto, il futuro di nessuno è scritto, il futuro è come ve lo creerete voi perciò createvelo buono!”. Insomma, Doc ha ragione, dobbiamo cercare di creare il futuro migliore per tutti noi magari partendo con il salvaguardare la Terra e quindi utilizzare un combustibile green. Chissà poi cosa ci riserverà il futuro!

 

 

 

 

 

 

 

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