Il Superuovo

Come si gestisce il potere a Wall Street? Ci risponde Niccolò Machiavelli nel “Principe”

Come si gestisce il potere a Wall Street? Ci risponde Niccolò Machiavelli nel “Principe”

Jordan Belford e Niccolò Machiavelli, due personaggi apparentemente lontani e diversi, ci insegnano a conquistare e gestire il potere.

Linkiesta.it

Immagina di essere un ragazzo promettente e con grandi ambizioni che è appena arrivato a Wall Street e di essere riuscito a farti notare tra i tuoi colleghi, come fai a non rendere vani i tuoi sforzi? Come riuscire a non perdere tutto? E come devi comportarti con i tuoi sottoposti? La risposta è nel “Principe” di Machiavelli.

Un braccio di ferro tra il potere e il buon senso

Il 25 dicembre 2013 esce in tutte le sale cinematografiche statunitensi The Wolf of Wall Street, diretto e prodotto da Martin Scorsese, racconta la vita di Jordan Belford, traendo spunto dall’autobiografia che lo stesso Belford scrisse durante la sua detenzione di 22 mesi in una prigione federale, sotto il consiglio di Tommy Chong (comico, attore, regista e sceneggiatore canadese naturalizzato statunitense).
Il protagonista, Jordan Belford, è interpretato da Leonardo DiCaprio, che colleziona col film, la sua quinta collaborazione col regista Martin Scorsese.
Jordan arriva a Wall Street con un grande sogno: diventare broker; e conosce i piaceri che solo il denaro puó comprare e che a lui fino a quel giorno erano stati preclusi: donne, droghe e sesso. Attenzione peró, saranno proprio questi piaceri a portarlo lentamente verso il declino, per fargli poi perdere tutto. Un declino facilmente evitabile?
Si, se Jordan Belford avesse conosciuto Il Principe di Niccoló Machiavelli.
Il Principe è un trattato di dottrina politica scritto da Niccoló Machiavelli nel 1513.
Il trattato, nei suoi 26 capitoli, parla di come vada conquistato il potere in un principato, di come quest’ultimo vada mantenuto (anche giocando con la fortuna e talvolta con la sventura), delle doti che deve avere un buon principe, e di quali espedienti usare per farsi amare e al contempo rispettare dai propri sudditi.
 

Come si conquista il potere?

Perché un principe che può fare quello che vuole è un pazzo; un popolo che può fare ciò che vuole non è savio.
 
Machiavelli, nel Principe, classifica due tipi di principati: i principati ereditari, e i principati acquistati (conquistati).
I primi si ottengono per diritto di sangue; mentre i secondi vanno conquistati con le armi, ma se la parte più difficile puó sembrarci la conquista in quanto tale, Machiavelli ci pone dinanzi il primo problema a cui deve far fronte il principe che riesce a conquistare il principato: fare i conti con le leggi e le libertá dei sudditi che vi abitano (capitolo 5).
Un principe a quel punto avrebbe tre scelte: la prima, imporre la sua legge e distruggere ció che gli è avverso; la seconda, risiedervi; la terza, lasciare ai sudditi le loro libertà. Se è vero, com’è vero, che un principe avrebbe tre scelte, è altrettanto vero che un buon principe non esiterebbe a scegliere la prima opzione, per evitare rivolte future e ribellioni.
Il mio nome è Jordan Belfort. […] Sono un ex membro della classe media cresciuto da due ragionieri in un piccolo appartamento di Bayside, a Queens. L’anno in cui ho compiuto ventisei anni, a capo della mia ditta di brokeraggio, ho guadagnato quarantanove milioni di dollari, il che mi ha fatto incazzare perché con altri tre arrivavo a un milione a settimana.
Se Wall Street fosse un principato, Jordan Belford, più che “il lupo” ne sarebbe stato il principe. Partito come apprendista a Wall Street, Jordan, riesce in pochissimo tempo ad attirare l’attenzione del suo eccentrico capo, Mark Hanna, che non risparmia i suoi consigli per la futura carriera del promettente giovane, ma la sventura è dietro l’angolo, così, proprio il giorno dell’assunzione di Jordan, si verifica il “lunedì nero”, Jordan quindi perde il posto, e dopo non poche incertezze trova lavoro in un call center che si occupa della vendita di penny-stocks, azioni che gli consentono di ottenere fino al 50% di commissioni e che danno il via alla sua fortuna. Vendita dopo vendita, azione dopo azione, Jordan conquista il suo posto nello spietato mercato di Wall Street, concedendo ai suoi dipendenti ogni lusso e libertà, ai limiti del morale e del legale.

Come si puó mantenere il controllo del potere?

Coloro e’ quali solamente per fortuna diventano, di privati, principi, con poca fatica diventano, ma con assai si mantengono.”
Il principato è stato conquistato e il popolo è stato sottomesso al volere del nuovo principe. Questo basta per evitare nuove possibili ribellioni? Ovviamente no. Cosa deve fare allora un buon principe per continuare a governare?
Una delle prime risposte a questa domanda ci viene fornita nel capitolo 13 del trattato di Machiavelli: è necessario arruolare un esercito di “arme proprie” , non di mercenari, ma di sudditi, che sentano comune la causa per cui lottano; questo serve non solo a garantire un esercito al principato, ma anche a creare quella che oggi chiameremmo identità nazionale, ma che per motivi temporali e geografici, definiremo identitá di principato, è proprio grazie a questa piccola scintilla, pronta a divampare negli animi dei suoi sudditi, che il principe si garantirà un esercito leale e dei sudditi fedeli.
Al capitolo 15, il trattato spiega “quelle cose per le quali gli uomini, e specialmente i principi, sono laudati o vituperati”, il buon principe non dovrebbe essere, secondo Machiavelli, né crudele, né pietoso, né feroce né animoso, né religioso, né incredulo e simili; il buon principe deve infatti incarnare tutte queste caratteristiche ed essere talvolta l’una cosa, talvolta l’altra, in base a ciò che richiede il momento. Al capitolo 16 inoltre, Machiavelli, mette in guardia il principe dalla troppa liberalità che lo condurrà inevitabilmente alla povertà e alla miseria, solo per ricevere in un primo momento il favore dei sudditi, invitandolo invece alla parsimonia; al contempo però è necessario che il principe non sia in odio al popolo, infatti deve temere più la rivolta del popolo intero, che la congiura di pochi (capitolo 19).
Come un fiume in piena che talvolta è quieto, talvolta, esondando, distrugge tutto ciò che lo circonda, la fortuna può accompagnare il principe lungo il suo percorso, ma può anche metterlo in serie difficoltà. Il consiglio di Machiavelli (capitolo 25) è di ricordare sempre che la fortuna è donna, e come tale va trattata: con decisione e durezza, senza mai cedere o mostrarsi incerti ai suoi occhi, solo così la si potrà conquistare.
Datemi i giovani, gli affamati e gli stupidi e in men che non si dica, li faccio diventare ricchi.
Jordan cominciò a costruire il suo impero economico mattone dopo mattone, o meglio, persona dopo persona, aveva reclutato i migliori venditori della zona “La Lontra, che vendeva carne e erba. Chester, che vendeva pneumatici e erba. E Robbie, che vendeva tutto quello su cui riusciva a mettere le mani, soprattutto erba” e da un magazzino, in poco tempo ritornò a Wall Street, e, dopo un’intervista con la rivista Forbes che lo battezzerà come “The wolf of Wall Street” il suo ufficio comincia a riempirsi di giovani, affamati e uomini della classe media non soddisfatti della loro vita, che pregano Jordan di offrirgli un lavoro, di regalargli il sogno di Wall Street. Jordan non si tira indietro, anzi, li assume tutti, per loro è un leader, un motivatore, molte volte la loro salvezza, come per Kimmie Belzer (interpretata da Stephanie Kurtzuba) che conobbe Jordan poverissima e grazie a lui, che non solo l’assunse, ma le pagò anche gli arretrati dell’affitto, trovò la sua fortuna.
Jordan quindi è un leader liberale, non incute timore ai suoi dipendenti, li motiva, li accompagna, li sostiene, instillando nei loro cuori la stessa scintilla che un buon principe
instillerebbe negli animi del suo esercito.
La buona sorte accompagnerà Jordan per buona parte della sua vita, finché scelte incaute, decisioni avventate e vizi, non faranno straripare gli argini del fiume, distruggendo tutto ciò che Jordan aveva creato.

 

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