Al giorno d’oggi è frequente sentire insieme l’idea di naturalità all’interno dell’ambiente familiare. Dall’ultimo Congresso Mondiale delle famiglie a Verona si evince la necessità di chiarire che le intenzioni di chi sostiene la famiglia naturale sono quelle di promuovere la vita e a cellula fondamentale della società: la famiglia.

Questa necessità di difendere la naturalità della famiglia implica una concezione ben precisa del nucleo familiare, che non può essere modificato e deve essere protetto per il bene della famiglia stessa, che in questo caso è sinonimo di vita.
Concezione che non tiene conto della diversità, delle altre possibili diverse concezioni di famiglia e anzi, le repelle e le etichetta come artificiali e illegittime. Una forma di autoreferenzialità che ha il solo scopo di riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, su basi culturali ed etnocentriche che non prendono in considerazione le diversità.

 

Manifesto per il convegno nazionale sulla famiglia. Verona, 2019

Altra motivazione per cui si cerca di incasellare il giusto e lo sbagliato è la necessità di sentirsi nel giusto, imputando ad altri di essere nel torto. In questo modo si elimina del tutto la parte empatica dell’essere umano e si pone nella dicotomia giusto-sbagliato una differenza di tipo morale. Si pone su un piedistallo tutto ciò che è giusto e tutti coloro che si ritrovano nella descrizione di giusto.

 

Identità e diversità

Una concezione prettamente sociale, che oltre ad essere frutto di trascorsi culturali specifici, è anche il risultato di un giudizio etico dei comportamenti sociali degli individui che fanno parte di una società. I quali devono sottostare ad un codice morale ben specifico, che permetta la sopravvivenza delle libertà di ognuno. Questo non implica per forza un rigido codice comportamentale, ma è necessario il rispetto reciproco, cosa che non si può dire sia presente nella concezione di famiglia naturale.

Con rispetto reciproco si intende un pensiero scevro da schemi e pregiudizi volti a categorizzare, nel senso negativo del termine. È normale essere influenzati dal proprio trascorso personale e culturale, ma sarebbe bene non permettere che quest’ultimi influenzino il nostro modo di vedere l’altero e non permettano di esprimere giudizi fini a se stessi, posti con il solo scopo di differenziare ed accentuare ciò che è diverso.

La cultura occidentale ci insegna a pensare che l’identità è fondamentale nella costruzione del sé. Ma questo concetto diviene violento nel momento in cui viene utilizzato per enfatizzare la superiorità e l’inferiorità, il giusto e lo sbagliato. Non è compito dell’identità quello di dividere, non può essere una concezione statica, ma deve essere fluida, in continuo cambiamento e pronta ad accettare ogni componente di alterità della realtà di cui fa parte.

 

Banksy, la biografia.

Professare la famiglia naturale è un modo per creare un’identità statica, per enfatizzare le strutture culturali italiane e creare una coscienza sociale che riunisca tutti gli italiani in un’unica corrente di pensiero. Senza tener conto delle influenze culturali, che sono sempre esistite, ma con l’era della globalizzazione sono ancora più evidenti.

 

Modern Family e il concetto di famiglia

Una serie televisiva molto conosciuta e che sdrammatizza sul concetto di famiglia è Modern Family.
Prodotta negli Stati Uniti d’America, narra le vicende di una famiglia allargata ben lontana dai cosiddetti canoni tradizionali. La serie mette in scena le vicende di un nucleo familiare diverso dalla norma, caratterizzata da intrecci poco usuali e che portano ad u giudizio esterno di chi gli sta intorno spesso superficiale. È comunque una serie televisiva comica, quindi racconta le giornate della famiglia in modo scherzoso e divertente. Mette in scena dei conflitti frequenti in famiglia, ma con un tono comico e allo stesso tempo reale.
La famiglia in questo caso è simbolo del continuo cambiamento della famiglia occidentale contemporanea, composta da parenti con caratteristiche sessuali, caratteriali ed etniche differenti.

 

Vignetta di Fran, fumettista italiana.

In questo modo vengono meno tutte quelle strutture convenzionali che portano alla concezione di famiglia naturale, che sostanzialmente non esiste e non può esistere. Non si può considerare la cultura occidentale come l’unico e legittimo polo culturale. Non si può perché è un pensiero superato, o dovrebbe esserlo, da almeno un paio di secoli. L’evoluzione del pensiero antropologico ci fa da testimone: da evoluzionista quale era, piano piano si è cominciato a tenere conto delle altre culture non più come inferiori e da civilizzare, ma come eguali nella loro diversità e equamente importanti dal punto di vista storico, antropologico, individuale e umano.

 

Levi-Strauss e la proibizione dell’incesto

Al concetto di famiglia naturale si oppone quello di famiglia. Che assume differenti accezioni in base al contesto culturale. Un antropologo che si è occupato di definire cosa è famiglia è Claude Levi-Strauss. Un etnologo, antropologo e filosofo francese del Novecento, che si è occupato di studiare i sistemi di parentela delle popolazioni nell’America del sud, particolarmente con i Bororo. A ciò collega il divieto al desiderio incestuoso, che crea esso stesso l’idea di famiglia. Proibizione che si concentra sul vietare l’endogamia, vale a dire vietare le relazioni tra coloro che appartengono allo stesso gruppo o stirpe, clan, tribù.

L’obbligo di scegliere il proprio marito o moglie al di fuori del proprio gruppo di appartenenza, in relazione al fatto che una scelta simile sarebbe infruttuosa dal punto di vista genetico, ma ci sono infinite condizioni psicologiche e culturali che mutano di società in società. Grazie all’esogamia, che è il contrario dell’endogamia (concessione di scegliere il proprio partner sessuale al di fuori del gruppo di appartenenza), l’individuo è obbligato ed è in grado di instaurare relazioni esterne che rafforzano la solidarietà sociale.

Non tutte le società hanno la stessa concezione di famiglia, in molte culture si pratica la poliandria e la poligamia, che a noi sembrano strani e anormali, ma la normalità è essa stessa un concetto culturale, definito da un pensiero e da leggi che sottostanno alla cultura. La normalità si imputa ad un’idea di sbagliato e della realtà circostante ben precisa, che non può non essere influenzata dalla cultura di chi osserva, ma non dovrebbe essere l’unico fattore influenzante.

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