La dolcezza di bevande come la Coca-Cola può generare illusioni gustative

Sono tantissimi i nuovi gusti e le nuove tipologie di Coca-Cola sul mercato di tutto il mondo. È veramente meglio preferire bevande senza zucchero, con dolcificanti artificiali?

Bicchiere di Coca-Cola, illustrazione

Fresca e dissetante, la Coca-Cola è una bevanda che piace proprio a tutti. Da qualche anno sul mercato ne esistono di moltissime tipologie diverse. Per evitare di introdurre troppi zuccheri si potrebbe pensare di scegliere bevande con dolcificanti artificiali, ma i ‘recettori del dolce’ ne riconoscono la differenza?

La Coca-Cola è la bibita più conosciuta in tutto il mondo

Da quando la Coca-Cola è stata inventata come rimedio per il mal di testa dal farmacista americano John Stith Pemberton nel 1886, la ricetta di questa bevanda è cambiata molto, fino ad arrivare al tipico gusto a cui si è abituati oggi.  La lattina della Coca-Cola è diventata addirittura una vera e propria icona pop: Andy Warhol prima di tutti ne ha recepito il forte impatto comunicativo, tanto che le sue celebri serie la elevano a rappresentazione del concetto di democrazia sociale applicata all’arte.

“[….] Tu guardi la tv e vedi la Coca-Cola, e sai che il Presidente beve la Coca-Cola, Liz Taylor beve la Coca-Cola e puoi pensare che anche tu bevi Coca-Cola. Una Coca-Cola è una Coca-Cola e non esiste nessuna somma di denaro che possa garantirti di bere una Coca-Cola migliore di quella che sta bevendo un barbone all’angolo della strada. Tutte le Coca-Cola sono le stesse e tutte le Coca-Cola sono buone. Liz Taylor lo sa, il Presidente lo sa, il barbone lo sa, e lo sai anche tu”.
Andy Warhol, The Philosophy of Andy Warhol (From A to B & Back Again), 1975

Andy Warhol, Five Coke Bottles, 1962

I nuovi gusti della Coca-Cola sono tantissimi

Emblema della globalizzazione e amata proprio da tutti, la Coca-Cola negli ultimi anni ha subito modifiche con l’obietto di rinnovare la bevanda e di andare incontro, con aromi nuovi, ai gusti di un numero sempre più grande di persone, consumatori con gusti nuovi, esigenze diverse. Ecco che con il seguente elenco si vogliono riassumere le diverse tipologie di Coca-Cola attualmente disponibili sul mercato mondiale.

1. Coca-Cola Classica
2. Coca-Cola Cherry: all’aroma di ciliegia
3. Coca-Cola Lemon: all’aroma di limone
4. Coca-Cola Lime: all’aroma di lime
5. Coca-Cola Citra: all’aroma di limone e lime
6. Coca-Cola Vaniglia: all’aroma di vaniglia
7. Coca-Cola Plus Coffee: scura, all’aroma di caffè
8. Coca-Cola Clear: bianca, priva di caramello
9. Coca-Cola Zero Zuccheri
10. Coca-Cola Zero Zuccheri con estratti di Stevia
11. Coca-Cola Zero Zuccheri gusto Limone
12. Coca-Cola Light
13. Coca-Cola Sango: all’aroma di arancia rossa.
14. Coca-Cola Senza Caffeina

Alcuni dei numerosi gusti di Coca-Cola, illustrazione

Che cos’è il sapore di una sostanza

Il gusto è un senso chimico complesso: comprenderne il meccanismo può essere utile anche nel quotidiano, uno strumento guida per la scelta e l’acquisto degli alimenti più comuni . È per precisione specificare il fatto che la maggior parte della sensazione che si attribuisce al gusto è in realtà dovuta all’olfatto. Mentre si mangia, le sostanze volatili del cibo salgono verso l’alto, arrivano nella cavità retronasale, dove le afferenze olfattive restituiscono una sensazione olfattiva, l’aroma. È per questa ragione che per modificare in modo blando il sapore di una sostanza ci si può chiudere il naso con le mani, ed è per questo stesso motivo che quando ci si ammala di raffreddore, il sapore delle sostanze è molto più affievolito. In questo caso infatti non sono le papille gustative della lingua a non funzionare, ma sono le vie aeree ad essere occluse. È comunque solo con la percezione della lingua, il gusto, che l’aroma si combina in quello che si riconosce essere il sapore di una sostanza.

Olfatto e gusto, illustrazione

Come funziona il gusto

Se la componente olfattiva è in grado di comunicare all’organismo l’identità della sostanza ingerita, la componente gustativa è essenziale, non solo per ingerire il cibo in modo piacevole, ma perché comunica all’organismo il potere nutritivo e la possibile tossicità degli alimenti. Come è noto, è la lingua ad essere l’organo principale della percezione del gusto. La lingua è un muscolo, che occupa gran parte della cavità orale, responsabile (1) del trattamento meccanico del cibo tramite compressione, abrasione e rimescolamento, (2) dell’assistenza alla masticazione, (3) della secrezione di enzimi che iniziano la digestione in bocca, e sicuramente anche (4) dell’analisi sensoriale degli alimenti tramite recettori tattili, termici e gustativi.  I recettori gustativi, o cellule gustative, distribuiti sulla superficie dorsale della lingua, sono cellule epiteliali che si raggruppano in calici gustativi, situati su estroflessioni della mucosa della lingua, le papille gustative.  Il meccanismo di percezione del gusto inizia quando le sostanze gustative che compongono gli alimenti si legano ai prolungamenti dei recettori gustativi, microvilli, anche chiamati peli gustativi, in grado di avviare una catena sinaptica di trasmissione dell’informazione.

Recettori del gusto, illustrazione

I recettori gustativi possono subire illusioni gustative

Sebbene ogni recettore gustativo sia in grado di riconoscere tutti i gusti, sulla lingua le sensazioni gustative possono essere suddivise in regioni, per il fatto che ogni recettore gustativo manifesta una maggiore sensibilità per un solo tipo di gusto. È per questa ragione che il dolce e il salato sono associato alla punta della lingua, l’aspro ai suoi lati, l’amaro al fondo e l’umami, cioè il “saporito” al centro della lingua.
I recettori gustativi non sono presenti solo sulla lingua, ma anche nella cavità orale in generale, in tratti della faringe, della laringe, a livello di tutto il tubo digerente, anche nell’intestino, dove sono rilevanti in quanto sensori in grado di riconoscere come vengono individuati e assorbiti gli zuccheri alimentari, nel pancreas, essenziali per la regolazione di glucosio nel sangue.  Se quando si parla di ‘illusioni’ si pensa tipicamente a qualcosa di visivo, non si può trascurare il fatto che le illusioni, quindi percezioni distorte e quindi errate di fenomeni e oggetti reali, non interessano solo la vista. I recettori del gusto, ed in particolare i recettori del dolce, in organi come il pancreas sono fondamentali per rilevare la dolcezza degli zuccheri nutritivi. Alimenti e bevande spacciate per ‘senza zuccheri’, che si acquistano per evitare il consumo di eccessivo zucchero, non sempre sono la soluzione migliore. Alcuni dolcificanti artificiali che a livello della lingua sentiamo essere dolci come lo zucchero, vengono riconosciuti come tale anche a livello di altre strutture del nostro corpo, come il pancreas. È a questo livello che questi dolcificanti illudono la struttura che ci sia zucchero e ciò determina risposte endocrine a stimoli illusori, quindi scorrette, che possono generare squilibri.

Distribuzioni dei gusti nulle diverse regioni della lingua, illustrazione

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