La devozione religiosa nel Medioevo: Dalla realtà storica alla saga di The Witcher

Nel mondo in cui tutti noi oggi viviamo, spesso si fatica a comprendere il modo in cui la religione permeava le vite degli uomini in quel periodo storico noto come “Medioevo”. Bisogna dunque cercare di far chiarezza al fine di evidenziare la straordinaria capacità accentratrice assunta dalla fede nel corso dell’Età di Mezzo. 

L’IMPORTANZA DELLA SALVEZZA: DUE GRANDI ESEMPI

Quando ci si accinge ad argomentare sulla diffusione delle dottrine religiose durante l’epoca medievale, non bisogna mai dimenticare le condizioni di vita vigenti in quel preciso periodo storico. La maggior parte delle popolazione non poteva consumare più di due pasti al giorno e mangiare la carne più di una volta alla settimana. In un’epoca dove si poteva morire da un momento all’altro a causa di guerre, epidemie,pestilenze e catastrofi naturali, la promessa della salvezza andava inevitabilmente a raccogliere attorno a sè milioni di adepti. Tra gli esempi più rilevanti della straordinaria potenza accentratrice svolta dalla fede durante l’epoca medievale figurano il cristianesimo e la dottrina islamica. Seppur in maniera differente, infatti, entrambe le dottrine, mediante il rispetto di determinati principi, offrivano quella promessa di salvezza così tanto ricercata dagli uomini di quel delicato frangente storico. Il potere incalcolabile raggiunto dalla dottrina  cristiana è ravvisabile all’interno di quel fenomeno storico noto come “Crociate”. Accanto a motivazioni prettamente di carattere pratico, i cavalieri cristiani diretti in Terra Santa erano davvero mossi da un grande entusiasmo religioso, senza il quale non si potrebbe spiegare come riuscissero a superare gravissime difficoltà di carattere ambientale e organizzativo. I cavalieri cristiani erano pronti percorrere migliaia di chilometri lungo un problematico e faticosissimo tragitto per raggiungere Gerusalemme e guadagnare così la tanto agognata salvezza. Accanto al fenomeno delle crociate, la straordinaria potenza assunta dalla dottrina islamica è ravvisabile negli anni immediatamente successivi la morte di Maometto. Intorno alla prima metà del VII secolo, le tribù islamiche riunite attorno all’unica legge coranica iniziarono una fase di conquista destinata a creare un vastissimo impero, che nella sua fase di massima espansione si estendeva dalla Spagna all’Asia centrale.

 

DAL MEDIOEVO STORICO AL… MEDIOEVO VIDEOLUDICO!

L’epoca medievale ha da sempre esercitato un grande fascino, rappresentando uno dei temi storici privilegiati per la realizzazione di film, romanzi fantasy, serie tv e videogiochi. Tra tutti i prodotti videoludici ispirati al mondo medievale, quello che più rappresenta il potere assunto dalla religione nell’età di mezzo è sicuramente la saga di The Witcher. Ispirata alle avventure vissute dal witcher Geralt di Rivia nei romanzi fantasy di Andrzej Sapkowski, la saga debutta nel 2007 su Playstation 3, per poi incontrare anche un secondo e terzo capitolo rispettivamente negli anni 2011 e 2015

 

LA RELIGIONE IN THE WITCHER 3

La straordinaria capacità accentratrice  svolta dalla della fede durante l’epoca medievale trova la sua più grande rappresentazione nel terzo capitolo della già citata saga videoludica, ovvero The Witcher 3: Wild Hunt. All’interno del videogioco, i Regni Settentrionali, proprio come la realtà storica medievale, presentano una grande varietà di culti e religioni. La fede più diffusa è quella del culto di Melitele, ovvero una dea dalle tre forme: la giovinetta, la donna e l’anziana. Il centro del culto di Melitele si trova in Ellander, a est di Vizima. Non sono soltanto le donne a pregare la dea, ma anche gli uomini in difficoltà. La grande diffusione del culto di Melitele è dovuta principalmente al messaggio di pace e amore predicato dai chierici, che spesso si ritrovano a gestire anche ospedali, rifugi e orfanotrofi. Nel mondo di gioco, la diffusione del culto di Melitele è stata uguagliata da quella del culto del Fuoco Eterno, nato nella città di Novigrad. I chierici del Fuoco Eterno sono caratterizzati dal fanatismo e da una devozione pressoché totale. La religione è ostile verso qualunque diversità, inclusa quella dei non-umani. Il culto del Fuoco Eterno viene ampiamente appoggiato dal sovrano di Redania Radovid V, promotore di un’incessante persecuzione contro maghi e stregoni. Il potente e inflessibile sovrano Radovid, per raggiungere i suoi intenti, si serve di veri e propri cacciatori di streghe, i quali operano con il pieno appoggio della chiesa del Fuoco Eterno. Così come nel medioevo storico, anche nel mondo di The Witcher la religione permea la vita degli uomini in maniera straordinaria, spingendoli ad effettuare lunghissimi pellegrinaggi lungo gli angusti territori dei Regni Settentrionali. Il mondo di The Witcher, per quanto fantasy, affonda le sue radici proprio nel Medioevo storico, offrendoci una chiara e limpida dimostrazione del variegato panorama e della potenza esercitata dalle dottrine religiose durante l’epoca medievale. Per concludere il nostro discorso, vorrei sottolineare la presenza di un diario intitolato “Religione e vita”, acquistabile dal commerciante di Nido del Corvo (un piccolo centro cittadino presente nel gioco),  il quale ci offre un insegnamento quantomai banale ma al tempo stesso alquanto significativo e fondamentale:

Dovremmo quindi anteporre la religione alla vita, o dovrebbe invece essere la vita a prevalere sulla religione? Al mondo esistono tante scuole filosofiche quanti sono i filosofi, e tante storie quanti sono gli esseri umani, per tacere di elfi, nani, halfling, gnomi e tante altre creature sagge che hanno familiarità con i travagli dell’anima. Da parte mia, avendo vissuto per ben centoventi anni grazie a un consumo smodato di vodka e di ravanelli, posso dirvi che non esiste un modo per riconciliare tutti e che ciò che piace a uno certamente provocherà malanimo in un altro, mentre un terzo estrarrà il coltello qualora gli fosse chiesto di deviare dal suo usuale percorso fosse anche di un solo capello. Che possiamo fare, quindi? Come dovremmo vivere? Dovremmo vivere come ci pare, come detta la nostra anima, senza curarci dei filosofi e dei vaneggiamenti di chi pretende di insegnarci cosa si deve fare, ivi comprese le sciocchezze contenute in questo libro, che non valgono più delle storie che si raccontano ai bambini.

 Andrea Dugo

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.