La devianza vista nella serie tv “Mare fuori”: scopriamo cosa vuol dire davvero essere “deviato”

“Il soggetto, dal momento in cui nasce, non è sin da subito parte della società in cui vive. Non saprà sin da subito adattarsi e conoscere norme e valori della stessa. La fase che li consentirà di essere “alla pari” con gli altri è proprio la “socializzazione”.”

Fonte: Skuola.net

La socializzazione è un pezzo fondamentale nel “puzzle sociale” dell’individuo. Se questo passaggio non viene effettuato, il soggetto assimila valori e regole diverse dagli altri, avrà un’altra prospettiva e diventerà, come affermò Parsons, un deviato.

 

La socializzazione e la teoria di Parsons

La socializzazione è un processo che si identifica come lo scambio interviene razionale di modelli culturali. Esso è anche un processo istituzionale dov’è la famiglia e la scuola intrecciano con altre agenzie ed inoltre ha un ruolo fondamentale nella formazione dell’identità dell’individuo. È proprio questa la fase dove i soggetto si integra e diventa un essere sociale e apprende regole e significati culturali.

In molte società il compimento della socializzazione viene celebrato con dei riti di passaggio che possono essere: di separazione, di segregazione e di aggregazione.
Nelle società contemporanee invece, la celebrazione di questi riti non è particolarmente diffusa infatti al loro posto ci sono specifiche agenzie di socializzazione come: la “famiglia nucleare” che stabilisce processi educativi ed il “gruppo di pari” ovvero il punto di riferimento del soggetto nella fase adolescenziale.
Numerosi furono i sociologi che parlarono di socializzazione ma , importante fu la teoria di Parsons. Quest’ultimo sottolineò l’importanza fondamentale della socializzazione nell’interiorizzazione di oggetti e di rapporti sociali. Secondo la sua teoria, la mancanza della socializzazione porta alla devianza dove l’individuo non adotta un comportamento conforme alle regole da seguire all’interno del gruppo sociale punto.

 

Fonte: Bollettino culturale

“Mare fuori”: tra malavita, amori adolescenziali e devianza

Tutti almeno una volta avranno sentito nominare, che sia tramite social o qualsiasi altro canale di informazione, La famigerata serie TV ” mare fuori “.
È un prodotto televisivo targato Rai nato nel 2020 e, nel giro di 3 anni conta tre stagioni, con in programma la quarta non ancora trasmessa.
“Mare fuori” ha come scenario la città di Napoli e, come luogo principale l’istituto di pena minorile (IPM) che ospita 70 ragazzi: 50 maschi e 20 femmine. Ciò che accomuna questi ragazzi è sicuramente la loro tenera età, essendo quasi tutti minorenni ma soprattutto il loro trascorso difficile, la loro appartenenza alla malavita che li ha portati alla devianza ed a commettere scelte sbagliate.
“Mare fuori” parla di loro, è un teen drama dove i protagonisti scavano dentro loro stessi per conoscersi e capire chi vogliono davvero essere.

Fonte: Open

Cosa porta davvero alla devianza?

Per quanto istituzioni come la famiglia e la scuola possa possano indirizzare il soggetto verso la retta via, ciò non toglie la possibilità che quest’ultimo intraprenda la strada della devianza. Al giorno d’oggi numerosi sono i comportamenti che possano condurre i giovani verso la devianza, tra cui anche l’uso spropositato dei social network. Un esempio lampante proviene dalla recente notizia che vede come vittima un bambino di 5 anni. I colpevoli sono un gruppo di giovani youtuber italiani che, nel tentativo di registrare una challenge per il loro canale YouTube, si sono ritrovati a bordo di una Lamborghini che, a causa dell’alta velocità si è catapultata addosso ad una Smart che vedeva a bordo una madre e i suoi due bambini. Per tale ragione gli youtubers, chiamati “theborderline”, hanno deciso di chiudere il loro canale YouTube, per rispetto nei confronti della vittima e della loro famiglia.
Questa è una prova di come, gli strumenti odierni possano essere nocivi per sé stessi e gli altri, se ne si fa un uso spropositato.

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