Il Superuovo

La definizione del vero amore tratteggiata da John Donne e dai Pinguini Tattici Nucleari

La definizione del vero amore tratteggiata da John Donne e dai Pinguini Tattici Nucleari

Il vero amore colma il riflesso della bellezza degli amori passati. Salvo che poi finisce nel peggiore dei modi, “ha insegnato la differenza tra le ciliegie e le amarene”.

L’unica definizione dell’amore è che l’amore è un assioma. Eppure il primordiale bisogno di tratteggiarlo resta ancora irrisolto nelle arti, nella letteratura, nella musica. “Se mai ho visto bellezza, che desiderai e possedetti, non fu che sogno di te”, vergò Donne in The Good-Morrow, come a dire che un meraviglioso sogno era diventato realtà. Che simile non significhi uguale lo canta una ballad dei Pinguini attraverso una metafora dal linguaggio semplice e moderno. Che cos’è, dunque, il vero amore?

The Good-Morrow stanze I-II

John Donne è figlio del suo tempo: poeta metafisico e concettista, nonché personaggio poliedrico, del Seicento inglese. La sua ricerca poetica nel suo insieme implica una progressione ragionevolmente lineare e graduale: dall’atteggiamento “libertino” dei primi Songs and Sonnets alla celebrazione dell’amore, poi alla sua assolutizzazione e privatizzazione negli ultimi. The Good-Morrow è un poema inserito perfettamente in tale raccolta di liriche amorose.

I Wonder by my troth, what thou, and I
Did, till we lov’d? were we not wean’d till then?
But suck’d on countrey pleasures, childishly?
Or snorted we in the seaven sleepers den?
T’was so; But this, all pleasures fancies bee.
If ever any beauty I did see,
Which I desired, and got, t’was but a dreame of thee.

La tesi del vero amore è condotta a partire dalla sua antitesi. Rispetto all’Esperienza archetipo e paradigma, tutte le altre esperienze e gli altri rapporti vissuti prima dell’incontro che ha dato accesso a questa nuova sacrale pienezza dell’essere si rivelano ora, a posteriori, nulla più di segni vuoti, meri presagi o profezie di ciò che, annullandosi, li ha investiti del loro vero senso. L’incompletezza, l’astrazione e l’inappagamento sono i comuni denominatori della bellezza rigettata nel presente con un disprezzo appassionato. Ma il disgusto si placa quando si realizza che l’elemento carnale conduce a quello spirituale. O meglio, la fusione dell’amore fisico con la sua controparte filosofica l’ha reso divino e unico. In uno straordinario concetto metafisico a questo amore completo viene dato lo status di latte materno, mentre le sue indulgenze nei piaceri rustici sono come uno svezzamento. 

And now good morrow to our waking soules,
Which watch not one another out of feare;
For love, all love of other sights controules,
And makes one little roome, an every where.
Let sea-discoverers to new worlds have gone,
Let Maps to other, worlds on worlds have showne;
Let us possesse one world, each hath one, and is one.

Le anime dei due amanti si ergono nella luce del nuovo mattino per ricevere il buongiorno. L’atto fisico dello svegliarsi paragonato ad un destarsi spirituale rivela ancora una volta che l’amore materiale è una tappa sufficiente e necessaria per giungere all’amore spirituale. Non sono contemplati negazione, scetticismo, paura. Al contrario i cuori del poeta e della sua amata ne sono privi  poiché la loro reciproca presenza nelle proprie vite significa così tanto che null’altro può attrarre la loro attenzione. Neanche ciò che a quel tempo era considerato di estrema importanza: la scoperta del Nuovo Mondo. L’angusta stanza si è trasformata nel loro universo, una dimensione che comprende solo il poeta e la sua amata. L’esperienza dell’amore è centralizzata; la realtà dell’amore è agli occhi dei due amanti immersi nel loro privilegiato hic et nunc l’unica effettivamente tale. E se mai siano esistiti più mondi adesso si sono fusi in un unico.

The Good-Morrow stanze III-IV

My face in thine eye, thine in mine appeares,
And true plain hearts do in the faces rest,
Where can we finde two better hemispheares
Without sharpe North, without declining West?

La vera bellezza sta nel fissarsi negli occhi così a lungo da riuscire a vedere il proprio volto negli occhi dell’altro. Questo riflesso rivela il vero cuore dei due amanti: sincero e senza macchie. L’amore permette di liberarsi di tutti i lati negativi e sentimenti oscuri; di diventare persone migliori. Al tempo stesso, l’universo completo e autosufficiente generato dagli amanti tra di loro è assolutamente separato, privo di qualunque relazione con ogni altro mondo, ogni altra sfera di esperienza umana. Al contrario del mondo che è diviso in emisferi, il loro non conosce confini. Non ha un freddo nord, e nemmeno un occidente che dice addio al sole. Cè sempre il sole e fa sempre caldo.

What ever dies, was not mixd equally;

If our two loves be one, or, thou and I
Love so alike, that none doe slacken, none can die.

Esiste una connessione tra l’alchimia e l’immortalità dell’amore. Se quello che muore è fatto di parti inegualmente commiste, il vero amore è indistruttibile poiché è puro; se la mescolanza causa impurità che minaccia la longevità della sostanza, è difficile rompere il legame della sostanza pura dello zampillio del flusso d’amore. E’ ristabilita per l’ennesima volta la connessione tra corpo e anima: la morte può solamente distruggere la loro unione fisica ma le loro anime connesse contrasterà e supererà gli effetti della morte rendendolo eterno.

Pastello bianco

L’ultima fatica dei Pinguini Tattici NucleariAhia, ha dato alla luce il nuovo singolo, Pastello bianco. La quarta traccia anche se accoglie l’eredità di Scooby Doo, La storia infinitaScrivile scemo è la più malinco-nostalgica in assoluto. Il significato del brano è stato spiegato dallo stesso Zanotti:

“La storia di due ragazzi che si conoscono da tantissimo tempo, che si incrociano in diverse storie d’amore condensate in una sola linea narrativa. Tutto finisce male, è una sorta di “breakup song” romantica e triste, un classico insomma. Una ballad quasi sanremese nell’incedere di archi e piano (e con pochissime chitarre), che nasce vecchia per restare giovane. E che parla di cose decisamente moderne, come i social media”.

Per i PTN il vero amore esiste, ma non fa rima con per sempre, non rende mai protagonisti gli amanti e si adatta alla realtà contemporanea visti i cenni ai social network, alla password del wifi. “Il nostro vecchio gioco era di non parlare mai. Come due serial killer interrogati all’FBI. I tuoi segreti poi a chi li racconterai?”, come a dire che il vero amore confida ogni segreto, si fida per davvero. Anche smarrito si nutre della speranza di compiere una metamorfosi di quei segreti vergognosi e bianchi, in uno sfavillio di colori. E’ questo il significato del ritornello, “E scrivevo tutti i miei segreti col pastello bianco sul diario. Speravo che venissi a colorarli e ti giuro, sto ancora aspettando”. Qualsiasi cosa, la scelta tra una Coca-Cola e una tisana thai, anche la meno piacevole, un  litigio dentro un bar per il conto da pagare, diventa speciale. Ma la vera essenza della ballata, riconducibile a Donne, è l’insegnamento che il vero amore da anche alla più insignificante delle cose, rendendola indimenticabile perché ne spiega la differenza.

 

 

 

 

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