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Animali e coronavirus: ecco spiegato quali sono le caratteristiche e come agisce

Animali e coronavirus: ecco spiegato quali sono le caratteristiche e come agisce

Dalla morfologia alle loro caratteristiche, ecco come i coronavirus si diffondono tra gli animali

Il covid-19, virus appartenente alla famiglia dei coronavirus, è un problema attuale che, purtroppo, ci tormenta da tempo. Tuttavia, i coronavirus non infettano soltanto gli esseri umani, ma anche gli animali: alcuni tipi, come sappiamo, riguardano ad esempio i pipistrelli, mentre altri ancora i bovini e i suini, fino a colpire addirittura i pesci e i cetacei. In questo articolo vedremo quindi le caratteristiche delle infezioni da virus appartenenti alla famiglia Coronaviridae in campo animale.

PROPRIETA’ E CARATTERISTICHE DEI CORONAVIRUS

In termini di classificazione, all’interno della famiglia Coronaviridae, si distinguono due sottofamiglie: i Coronavirinae e i Torovirinae. Morfologicamente parlando, questi virus presentano una forma sferica e sono dotati di un envelope (ovvero uno strato protettivo costituito da proteine, fosfolipidi e polisaccaridi) dotato sulla superficie di spike proteici che gli conferiscono l’aspetto di una corona. Oltre ad essere di dimensioni piuttosto grandi, ovvero circa 120 – 160 nm, questi virus presentano un genoma a RNA e, in linea generale, negli animali sono responsabili di infezioni respiratorie e intestinali. Come detto in precedenza sono virus a RNA, caratteristica che gli conferisce la capacità di variare velocemente e adattarsi a diverse specie, come ad esempio i pipistrelli, in cui l’infezione decorre in maniera asintomatica. Nelle specie serbatoio, inoltre, sono in grado di diffondersi ma anche di ricombinarsi durante la replicazione virale.

RESISTENZA AD AGENTI CHIMICI E FISICI

Essendo virus dotati di envelope, presentano un’elevata resistenza a pH fortemente acidi mentre invece risultano essere sensibili alla luce del sole e alle alte temperature. Un altro sistema per inattivare in maniera veloce questi virus, è l’utilizzo di solventi dei lipidi ma anche comuni disinfettanti come la formalina in soluzione all’1%. A temperature di -30 °C questi virus sono in grado di sopravvivere per sette anni, tempo che si allunga a vent’anni se subiscono processi di liofilizzazione.

REPLICAZIONE

Una volta che il virus raggiunge una cellula, rilascia all’interno del citoplasma l’RNA che si comporta come RNA messaggero (mRNA) determinando la sintesi di una particolare poliproteina dalla quale si libera una replicasi necessaria al fine di concludere il ciclo di replicazione. Questa replicasi determina la produzione di RNA che funge da stampo per un’ulteriore mRNA in grado di codificare per diverse proteine che presentano numerose e differenti funzioni. La formazione completa delle particelle virali si avrà nel momento in cui si verificherà l’interazione con il core, che a sua volta andrà ad interagire con proteine localizzate nel RER (reticolo endoplasmatico rugoso) e nel Golgi della cellula ospite infettata. Una volta formate, le particelle virali vengono trasportate verso la membrana cellulare dove attraverso esocitosi o lisi cellulare vengono rilasciati all’esterno.

CARATTERISTICHE DELLE INFEZIONI NEGLI ANIMALI

In linea generale, le infezioni da coronavirus determinano infezioni a livello respiratorio e gastrointestinale, la cui intensità può variare a seconda delle condizioni di salute dell’ospite e della virulenza dello specifico virus. Tuttavia, questi virus possono colpire animali da allevamento come bovini, suini e pollo, determinando quindi gravissime perdite economiche negli allevamenti. Tuttavia, alcuni coronavirus sono in grado di colpire anche gli animali da compagnia come gatti e cani. Nel gatto i Feline coronavirus (FCoV) determinano l’insorgere della peritonite infettiva, malattia piuttosto grave che risulta essere difficilmente controllabile. Nel cane, invece, il Canine coronavirus (CCoV) e il Canine respiratory coronavirus (CR-CoV) determinano, rispettivamente, infezione enteriche e respiratorie.

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