Il Superuovo

La Costituzione italiana: scopriamo i volti principali che hanno contribuito alla sua stesura

La Costituzione italiana: scopriamo i volti principali che hanno contribuito alla sua stesura

Promulgata il 27 dicembre 1947 da Enrico de Nicola (cinque giorni dopo la sua approvazione presso l’Assemblea Costituente), la Costituzione Italiana è il frutto dell’accurato lavoro di molti personaggi illustri.

L’Assemblea Costituente italiana fu ricca di figure importanti, le quali hanno fornito il proprio contributo alla realizzazione della Costituzione della Repubblica Italiana, in un contesto storico post-bellico sintomatico da una forte volontà di cambiamento e rinascita. Osserviamone alcuni.

Sandro Pertini

Iniziata a Stella (in provincia di Savona) nel 1896, la vita di Sandro Pertini è stata segnata da molteplici eventi. Dopo aver concluso gli studi liceali si avvicinò agli ideali socialisti, iscrivendosi ufficialmente al Partito Socialisa nel 1918, dopo aver partecipato alla Prima Guerra Mondiale. Vicino all’interpretazione socialista di Filippo Turati, Pertini si laureò in Giurisprudenza a Genova  e successivamente conseguì un secondo titolo in Scienze Politiche a Firenze, deciso nel volersi opporre al potere fascista che aveva cominciato a strutturarsi a seguito della “Marcia su Roma” avvenuta nel 1922. La sua lotta antifascista lo portò a vedersi indirizzato varie condanne, la prima delle quali è datata giugno 1925, quando a seguito di un discorso di Benito Mussolini, Sandro pubblicò “Sotto il barbaro dominio fascista”. Dopo l’applicazione delle “Leggi eccezionali del fascismo” venne dichiarato “avversario irriducibile dell’attuale Regime“, ma riuscì a sfuggire alla cattura che ne conseguiva fuggendo in Francia con Turati. Tornò in segreto in Italia nel 1929 per continuare la propria attività politica, ma fu arrestato e condannato a 11 anni di carcere. Trasferito poi nel carcere di Turi, conobbe Antonio Gramsci, e dopo aver scontato i restanti anni di reclusione in carceri diverse, rimase per sei anni in confino politico nell’isola di Ponza, che vennero prolungati tramite un’ordinanza della prefettura di Littoria del 20 settembre 1940Tornò libero nel 1943 e collaborò con il Comitato di Liberazione Nazionale , partecipando anche alla liberazione di Firenze. Il 25 aprile 1945 comunicò  al popolo italiano la fine del Nazifascismo, e un anno dopo venne eletto membro dell’Assemblea Costituente organizzata per la stesura della Carta Costituzionale, dove difese gli ideali di giustizia sociale, uguaglianza e libertà. Venne eletto poi Presidente della Camera dei Deputati nel 1968 e Presidente della Repubblica nel 1978.

Piero Calamandrei

Nacque a Firenze nel 1889 e si laureò in giurisprudenza a Pisa nel 1912, lavorando poi come professore nell’Università di Messina, in quella di Modena, di Siena e infine in quella di Firenze. Durante il fascismo rifiutò la tessera del partito e collaborò per la fondazione del Partito d’Azione. Ottenne anche la nomina di Rettore presso l’Università di Firenze nel 1943, ma poiché fu arrestato, ricoprì tale carica dopo la liberazione di Firenze. Ottenne anche il titolo di Presidente del Consiglio Nazionale Forense e fece parte dell’Assemblea Costituente rappresentando il Partito d’Azione. Il suo contributo fu particolarmente rilevante in quanto, sottolineando quanto fosse importante garantire forme di uguaglianza, di riduzione degli ostacoli sociali ed economici, di valorizzazione della libertà.

Umberto Terracini

Nacque a Genova il 27 luglio 1895 e il suo cammino nel mondo della politica cominciò nel 1911, con l’adesione alla Federazione Giovanile Socialista, inoltre durante gli studi presso l’Università di Giurisprudenza di Torino fece la conoscenza di Palmiro Togliatti. Prima del coinvolgimento italiano nel primo conflitto mondiale si schierò contro lo strumento della guerra, un fatto che lo costrinse alla reclusione per alcuni mesi, a causa della sua “propaganda antimilitarista“. Avverso nei confronti delle tendenze riformiste, si recò a Mosca in più occasioni, condividendo gli auspici dell’Internazionale comunista di registrare, da parte del Partito comunista italiano, un allontanamento effettivo rispetto ai partiti di tendenza socialdemocratica. Venne arrestato più volte durante il dominio fascista, in quanto indicato come una delle figure di fede comunista più forti e pericolose nel paese, difatti venne accusato di sovvertimento alle istituzioni statali. Dopo l’introduzione delle leggi eccezionali del fascismo venne condannato a 22 anni di detenzione. Grazie al decreto di amnistia e indulto venne liberato nel 1937, ma gli esponenti del partito lo allontanarono, ma dopo il soggiorno in Svizzera, tornò in Italia e lottò con i partigiani. Il 2 giugno 1946 divenne deputato presso l’Assemblea Costituente con la carica di Vicepresidente dell’Assemblea, fino a divenire presidente l’8 febbraio 1947. Il suo operato fu rilevante soprattutto presso il Comitato di redazione, il cui compito era quello di raccogliere e armonizzare le proposte avanzate dalle sottocommissioni.

Oscar Luigi Scalfaro

Nacque a Novara il 9 settembre 1918 e si laureò in Giurisprudenza nel 1941, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La sua formazione culturale ebbe come principale riferimento l’Azione Cattolica. Poco dopo il conseguimento del titolo di laurea intraprese la via professionale della magistratura, ma si impegnò nella lotta al fascismo. Decise poi di dedicarsi alla politica, anche in virtù delle richieste del mondo ecclesiastico di garantire un avvenire positivo del partito della Democrazia Cristiana, fondato nel 1943 da De Gasperi. Nel 1946 venne eletto presso l’Assemblea Costituente come capolista per la DC, una carriera che continuò anche successivamente, diventando prima deputato nella Camera successivamente alle elezioni del 1948 e poi membro del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana, arrivando a ricoprire cariche sempre più importanti (es. Sottosegretario di Stato al Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale nel Governo Fanfani del 1954 e Sottosegretario di Stato al Ministro di Grazia e Giustizia nel Governo Segni del 1955), fino a diventare Presidente della Repubblica nel 1987.

Aldo Moro

Nacque il 23 settembre 1916 a Maglie (in provincia di Lecce) e si laureò, presso l’Università di Bari, in Giurisprudenza nel 1938. Ricoprì l’incarico di Professore di Filosofia del Diritto e di Storia e Politica Coloniale presso l’Università di Bari, per poi spostarsi a Roma come docente di Istituzioni di Diritto e Procedura Penale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza. Nel 1944 si iscrisse alla Democrazia Cristiana, mentre l’anno successivo divenne presidente del Movimento dei laureati di Azione Cattolica. Nel 1946 venne eletto all’Assemblea Costituente, dove fece parte della Commissione dei 75 incaricata di strutturare lo schema di Costituzione. Successivamente ricoprì altri ruoli importanti, ad esempio come Presidente del Gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana nel 1953, Ministro di Grazia e Giustizia nel 1955 e Ministro della Pubblica Istruzione nel 1957. Fu Presidente del Consiglio dei Ministri per cinque volte e fu ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978, dopo più di cinquanta giorni di cattura.

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