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La coscienza di Zeno e Thomas Shelby: Una sfida all’ “ultima” sigaretta.

La coscienza di Zeno e Thomas Shelby: Una sfida all’ “ultima” sigaretta.

La letteratura ed il grande schermo portano avanti ormai da tempo una lunga storia d’amore ricca di controversie. Entrambi però, hanno in comune la propensione a trattare, ognuno a suo modo, temi di ogni tipo.

Lei conoscerà sicuramente la storia delle due capre che stanno mangiando le bobine di un film tratto da un best-seller e una capra dice all’altra: “personalmente preferisco il libro”.

Alfred Hitchcock

Ad approdare anche su Netflix, è il già ampiamente trattato tema del Fumo. Infatti nella celebre serie:”Peaky Blinders”, l’attore e protagonista irlandese Cillian Murphy, conta, dall’inizio delle riprese sino all’ultima stagione, la bellezza di più di 3000 sigarette fumate sul set.

“La gente fumava tutto il giorno all’epoca, è semplicemente diventata una cosa anche di Thommy”.

Cillian Murphy

  La storia che accomuna il celebre racconto alla serie è proprio questo particolare vizio del fumo, offrendo in qualche modo alle sigarette, la concezione salvifica di un molo d’attracco durante le numerose tempeste che attanagliano le loro vite trasandate.

 

IL FUMO PER ITALO SVEVO

La “Coscienza di Zeno”, offre una struttura innovativa rispetto ai romanzi del tempo, caratterizzata da una prefazione, un preambolo e diversi temi tra i quali, per l’appunto, il fumo. Il vizio del protagonista, non è altro che una dipendenza sviluppata fin da ragazzino e sempre combattuta senza successo. Inizialmente il fumo è per Zeno una reazione al rapporto con il padre, che poi si allargherà a forma di difesa verso la realtà circostante e il mondo intero. In tal senso, ogni tentativo di smettere di fumare non è che uno stimolo ulteriore di desiderio. L’inettitudine di Zeno riflette però, una dimensione più profonda della riflessione di Svevo sull’uomo, che verrà rivelata solo nella conclusione del romanzo: la malattia del protagonista è comune in realtà a tutti gli uomini che vivono nella società contemporanea, alienante e contraddittoria.

LA MERCIFICAZIONE DELLA SIGARETTA

L’introduzione nel 1892 delle prime macchine confezionatrici fece diminuire i prezzi di vendita, estendendo così il consumo delle sigarette ai ceti meno abbienti e con l’avvento della grande guerra, la sigaretta, prese piede anche tra i soldati ammassati nelle trincee abbandonati ad un’alienante ripetitività, alla quale si alternavano momenti di paura e noia. Al loro ritorno si ritrovavano a fronteggiare uno stress post-traumatico ed un senso di alienazione di una società che ormai non gli apparteneva più. Una sensazione alla quale ha dovuto tenere verosimilmente conto, anche il personaggio interpretato dall’attore irlandese.

QUESTI PERSONAGGI SONO VERAMENTE MALATI?

Entrambi non sono mai riusciti a smettere di fumare, ciò che li accomuna è la stessa rabbia nei confronti della propria inettitudine alla vita ordinaria, mutilati dal dolore cronico e sopraffatti dal risentimento. Guardandoli sempre più da vicino, si possono notare evidenti somiglianze caratteriali. Essi, cercano di smascherare le menzogne della società ma ne fanno al tempo stesso ampiamente parte, uno gestisce una gang di uomini di strada più spacconi che furbi, l’altro è un inetto ma farà in qualche modo successo. Un po’ come Thommy che dopo essersi garantito il trono di Birmingham, sbarazzandosi di Luca Changretta e Alfie Solomons, decide di prendersi un periodo di stop, sotto il consiglio del fratello maggiore Artur. La pausa dagli affari di famiglia però, sembra fargli tutt’altro che bene. Il disturbo da stress post-traumatico si acuisce quando l’uomo non ha la mente occupata in articolate macchinazioni e la situazione porta Polly, sua zia, ad incoraggiarlo a farsi aiutare, anche se l’unico fastidio che lui stesso accusa, rivelandolo al rivale Solomons è solo una banale cecità, risolta dall’utilizzo di un paio di occhiali nuovi. Stesso atteggiamento di Zeno, che si dichiara guarito davanti al Dottor S. ma lo è davvero? Beh, no, ma riesce in ogni caso ad adattarsi alla sua condizione di uomo all’interno di un contesto sociale malato.

Woody Allen: “Il dittatore dello stato libero di Bananas” 1971.

Roberto Meli

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