La “conta delle pecore”: un metodo per dormire che non aiuta a dormire

Contare le pecore non aiuta a dormire, la psicologia ci spiega il perché.

Tutte le persone vorrebbero e hanno bisogno di dormire. Ci sono persone che riescono a dormire meglio di altre e c’è chi, per appisolarsi, utilizza dei metodi tramandati da generazioni. Ad esempio “La conta delle pecore”.

LA CONTA DELLE PECORE

Una pecora. Due pecore. Tre pecore…spero che non ti sia addormentato! La “conta delle pecore” è uno dei metodi più antichi e conosciuti che dovrebbe aiutare le persone che hanno difficoltà a dormire. Ma in cosa consiste questa conta? Nel caso tu non la conoscessi, la conta delle pecore consiste nel chiudere gli occhi e immaginare una fila infinita di questi “animali di lana” identici che saltano un recinto. Mentre si conta ogni pecora che salta oltre l’ostacolo, la mente dovrebbe scivolare un po’ per volta nella noia e riuscire poi ,finalmente, a dormire. Probabilmente il metodo nacque dalla fantasia dei pastori che contavano le pecore di notte per scacciare via le loro preoccupazioni. Ma perché questo metodo è inefficace? Dei ricercatori di Oxford , non molto tempo fa, reclutarono un campionario di 50 persone volontarie, definite insonni, che vennero divise in tre gruppi. Il primo gruppo doveva contare le pecore, il secondo immaginava panorami rilassanti e il terzo doveva utilizzare un metodo di sua scelta. Si è visto come chi aveva immaginato una scena rilassante si sia addormentato 20 minuti prima di quelli che hanno contato le pecore. Le persone ,quindi, che contavano gli animali di lana trovavano molto più difficile prendere sonno. Questo avviene perché il contare le pecore obbliga a seguire una sequenza numerica che impone al cervello di concentrarsi. Mentre pensare a posti rilassanti, come il mare, inibisce la corteccia cerebrale e porta l’individuo ad addormentarsi. Quindi è meglio non contare le pecore se vuoi dormire!

IL VERO MOSTRO DELLA NOTTE: L’INSONNIA

Il mostro che potrebbe afferrare la vostra caviglia fuori dal letto è l’insonnia. Ma che cos’è? L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato dall’incapacità di dormire nonostante il corpo ne abbia bisogno. Si caratterizza per uno scarso riposo che compromette il funzionamento sociale e lavorativo del soggetto. Il tutto crea disagio alla persona, che avrà la sensazione di non aver riposato e  di sentirsi ancora più stanca. L’insonnia può essere legata a problemi dell’addormentamento, legata a un risveglio mattutino precoce, risvegli notturni transitori o di breve durata o cronica(che dura più di un mese). Una delle più recenti ricerche, riguardo questo tema, ha dimostrato che il 20% degli italiani soffre di insonnia transitoria/breve, mentre il 30% soffre quella cronica. La stessa ricerca ci informa che 7 milioni di persone usano sonniferi e tranquillanti per addormentarsi. Ma quali sono le cause? Le cause possono essere sia fisiche (disturbi respiratori, cardiaci, gastroenterici e/o dolori muscolari), cause ambientali ( stanza troppo luminosa, poco comoda e così via) e cause psicologiche. L’ansia, lo stress e la depressione portano all’insonnia a causa di problemi economici, di lavoro. preoccupazioni future, eventi traumatici e vita quotidiana priva di passioni. Se vuoi provare ad allontanare il mostro continua a leggere.

COME AFFRONTARE L’INSONNIA

Per affrontare l’insonnia è utile parlare, dapprima, con un medico per capire se il disturbo sia scaturito da patologie organiche. Nel caso invece dovesse essere legato a problemi psicologici bisogna capire qual è il messaggio personale che il disturbo vuole comunicarci. Ci sono, però altri metodi, sicuramente più utili e scientifici della “conta delle pecore”. Ad esempio si possono imparare delle tecniche di rilassamento (respirazione, training autogeno etc.), fare yoga, seguire uno stile di vita sano, fare sport (attenzione a non farlo nelle ore serali prima di coricarsi perché ci sarebbe ancora molta adrenalina attiva ). Risolvere problematiche che ci affliggono ,bisogna essere regolari negli orari per dormire e dormire solo quando si ha sonno. Inoltre cerca di evitare i tranquillanti (se non necessario), di utilizzare cellulari o pc poiché vanno ad influire negativamente sul rilascio di melatonina (ormone del sonno che favorisce l’addormentamento), evitare anche alcool e caffè e anche i pisolini pomeridiani. Nel caso dovesse essere un’insonnia cronica è utile andare da uno specialista. Se ti sei addormentato mentre leggevi il mio articolo…beeeeh il mio intento è quello di aiutarti a dormire!

 

 

 

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