I capelli nel mito

Avete mai visto una dea classica pelata? Beh io no. Questo perché i capelli sono sempre stati sinonimo ed espressione di bellezza e potere. Già nel mito si ha un accenno alla loro forza grazie a quello di Berenice. In una elegia di Callimaco, giuntaci frammentata, si racconta del sacrificio di una ciocca a Venere, da parte della donna, per far sì che il marito tornasse sano e salvo dalla guerra in Siria. La chioma sacrificata sparì, per poi essere successivamente ritrovata dall’astronomo Conone, sotto forma di costellazione (che ancora oggi porta il suo nome).

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Il racconto piacque molto anche nei secoli successivi e fu riproposto da autori quali Catullo e Foscolo. Sempre secondo il mito, anche un altro personaggio, questa volta uomo, aveva tagliato i propri capelli e li aveva offerti all’oracolo di Delfi: Teseo. Quest’azione, però, non era stata fatta per ottenere un qualche favore dagli dei, ma rientrava in un canonico rito di iniziazione.

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I capelli nella Bibbia

Al di fuori (o forse no) del mito, la figura del capello ritorna prepotente, questa volta all’interno della Bibbia. Il protagonista è Sansone, che trae una forza sovrumana dalla sua lunghissima chioma. Si rinnova, quindi, il binomio capelli-potere. Una donna, Dalila, riuscì, dopo svariati tentativi, a raggirarlo e a tagliargli i capelli. Sansone fu prima catturato e umiliato, e poi, dopo giorni, portato in un tempio per essere schernito durante dei festeggiamenti in onore del dio Dagon. Intanto, però, erano ricresciuti i suoi capelli, e sfruttando l’occasione, fece crollare le colonne del tempio uccidendo se stesso e tremila filistei. Non ci si deve stupire nel pensare che l’accostamento capelli-potere rientri in così tanti racconti. Probabilmente, come direbbe Jung, esso fa parte di quei famosi “archetipi mentali”.

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I capelli nella musica

I capelli e la loro bellezza sono stati decantati da artisti di ogni secolo. Tra gli ultimi è doveroso ricordare De Gregori con “Belli Capelli” e, forse azzardando un po’, Brunori Sas, un cantautore cosentino che ha ottenuto recente successo. Una sua canzone del 2011, intitolata “Tre capelli sul comò“, ci racconta, con un allegro sottofondo di chitarra contrapposto al testo malinconico, una delusione amorosa. Cosa c’entrano i capelli? Beh, in questo caso, lascerei la parola all’artista:

“Mi chiedo ora

che cosa ne farò

dei tuoi capelli d’oro

volati sul comò

forse li porterò

ad una zingara e una strega

perchè ne facciano una droga

capace di farmi scordare di te”

Mattia Vitale

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