La depressione post-partum è una patologia che si manifesta dopo la nascita di un figlio. Tipicamente è associata al genere femminile, quindi alle neomamme. Recenti ricerche però hanno dimostrato che anche i padri possono soffrire della depressione post-partum.

Tempo fa si riteneva che la depressione post-partum fosse un fenomeno tipicamente femminile e che colpisse solamente le neomamme a seguito della nascita di un figlio. I ricercatori però si sono resi conto che anche gli uomini possono soffrire della depressione post-partum. Sfortunatamente il fenomeno ha iniziato ad essere indagato solo di recente, per cui le ricerche condotte in merito non sono ancora molte. Questo ha reso difficile individuare il fenomeno e realizzare un trattamento ad hoc.

La depressione post-partum nei padri (o PPD)

La patologia in realtà sembra anche essere piuttosto diffusa. Solo in America sono stati individuati oltre 3 milioni di casi all’anno e purtroppo i padri che presentano depressione post-partum hanno un rischio maggiore di sviluppare una vera e propria depressione in futuro. Inoltre la PPD può anche essere un fattore di rischio per lo sviluppo di molte condotte problematiche. Tra le più diffuse troviamo una riduzione delle capacità genitoriali e l’abuso di sostanze, fino ad arrivare a vere e proprie violenze domestiche.

Depressione paterna
La depressione post-partum paterna è una condizione molto più diffusa di quanto si possa pensare.

Un recente studio condotto dall’Università del Nevada (Las Vegas) ha approfondito le problematiche dei padri, cercando di comprendere il modo in cui affrontarle e superarle. Questa ricerca fornisce una visione molto dettagliata di alcune manifestazioni della depressione post-partum. Sembrerebbe infatti che a soffrire di depressione post-partum sia una percentuale di padri che oscilla tra il 5-10%.

Il Dr. Brandon Eddy, insieme al suo gruppo di ricerca, ha condotto uno studio qualitativo durante il quale ha esaminato molti dati, approfondendoli utilizzando una serie di metodi di analisi fenomenologica e del contenuto. In questo modo era possibile comprendere le esperienze di depressione post-partum dei padri.

I risultati

La ricerca ha messo in luce sei importanti temi. Innanzitutto la necessità di informare i padri dell’esistenza di questa condizione. Molti di loro infatti non solo non sapevano che anche gli uomini potessero soffrire di depressione post-partum, ma addirittura non sapevano di soffrirne. Un altro tema emerso è l’adesione alle aspettative di genere. I padri, in quanto uomini, tendono a comportarsi secondo gli stereotipi tipici del genere maschile, quindi si mostrano forti nonostante nascondano la loro sofferenza. Collegato al tema dell’adesione agli stereotipi di genere troviamo la repressione delle emozioni. Gli uomini infatti sono riluttanti nel condividere le proprie emozioni per paura di sembrare ridicoli o deboli di fronte alle proprie mogli.

Un altro tema emerso è la sensazione di sovraccarico, la quale comporta sensazioni di confusione, sfinimento e sensazioni di essere intrappolati. La situazione spesso è peggiorata dalla mancanza di sonno che incrementa i livelli di stress ed a lungo andare può portare anche a sintomi depressivi. Nei casi più gravi i padri potrebbero provare sentimenti di risentimento ed emozioni negative nei confronti del bambino, sentimenti che nascondono la sua sensazione di non essere in grado di prendersi cura del piccolo. Infine alcuni potrebbero provare sensazioni di abbandono e di essere trascurati dalle loro mogli, dal sistema sanitario o addirittura dall’intera società.

L’obiettivo di questa ricerca è rendere le persone più informate in merito alla depressione post-partum paterna, soprattutto gli uomini. Così come la depressione post-partum materna, anche quella paterna merita le giuste attenzioni perché inevitabilmente ha delle ripercussioni anche sul rapporto con la propria moglie e con il bambino stesso.

Interventi per la depressione post-partum

La depressione post-partum è una condizione relativamente recente perché solo da pochi anni ci si è concentrati in modo particolare alla conoscenza ed al trattamento della depressione post-partum. I tipi di intervento possono essere suddivisi in prevenzione primaria, secondaria e terziaria. La prevenzione primaria è rivolta a tutta la popolazione e prevede di fornire assistenza empatica e sostegno alle donne durante la gravidanza e durante il post-partum. Inoltre le donne dovrebbero ricevere aiuto durante lo sviluppo del proprio bambino durante il primo anno di vita.

Assistenza
Le donne in gravidanza dovrebbero ricevere assistenza empatica e medica, oltre che sostegno e supporto.

La prevenzione secondaria è invece rivolta alla popolazione a rischio, cioè coloro che presentano alcuni fattori che aumentano il rischio di sviluppare la depressione post-partum. Questo tipo di trattamento prevede uno screening precoce con questionari sefl-report prima del parto o subito dopo il parto, il tutto accompagnato da interventi di consultazione/counselling breve e da video-feedback. Infine la prevenzione terziaria invece riguarda specificatamente il trattamento perché è rivolto a madri (o padri) che già soffrono della depressione post-partum. Questo tipo di intervento comprende counselling/consultazione con la donna (indipendentemente dall’orientamento teorico di chi le fornirà il supporto necessario), interventi sulla coppia madre/bambino, interventi home visiting e nei casi più gravi anche cure farmacologiche.

Martina Morello

 

 

 

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