La candidatura di Vannacci alle elezioni europee non si può ignorare, ecco perché

A un mese e qualche giorno dalle elezioni europee, Roberto Vannacci viene candidato tra le file della Lega, lasciando l’Italia decisamente sottosopra.L’8 e il 9 di giugno si torna alle urne: tutti i cittadini italiani maggiorenni sono invitati a dare la loro preferenza per i nuovi rappresentanti al Parlamento Europeo. Un appuntamento da molti considerato secondario nel nostro calendario politico, ma che non lo è per niente. I primi sondaggi vogliono una discesa del tasso di astensionismo in questa tornata elettorale: sicuramente auspicabile, ma non una cosa certa. Fra i tanti nomi che si sono sentiti fra i candidati, ne spicca uno in particolare: quello del generale Roberto Vannacci.

Le elezioni europee 2024

Siamo arrivati ad una nuova tornata elettorale europea, dopo l’ultima avvenuta nel maggio 2019. Tutti i cittadini maggiorenni dei vari Paesi membri voteranno, fino al 9 di giugno, i loro rappresentanti al Parlamento Europeo. L’Italia elegge 76 parlamentari che andranno direttamente a Bruxelles, su un totale di 720 parlamentari totali divisi fra tutti i Paesi Ue. Il sistema elettorale è proporzionale, come in tutta Europa. Si potranno esprimere da una a tre preferenze (alternando i due generi): vengono eletti i candidati che hanno più voti in una specifica circoscrizione. L’Italia è divisa in cinque circoscrizioni sovra-regionali, con un numero di seggi proporzionali alla popolazione residente.

La Lega e la scelta di Roberto Vannacci

Sembrava quasi uno scherzo grottesco quello della Lega. Il partito di Matteo Salvini, esattamente il 25 aprile, giorno della Festa della Liberazione dal regime nazi-fascista, ha annunciato la candidatura alle elezioni europee del generale Roberto Vannacci fra le sue file. Una trovata di campagna elettorale decisamente di cattivo gusto, viste le idee pienamente in linea con quelle del ventennio dimostrate in varie occasioni da Vannacci. Una mossa disperata di Salvini, un estremo colpo di reni per cercare di differenziarsi da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che quasi appare moderata in confronto alla Lega a questo giro. Quindi, perché non candidare un generale dell’esercito sospeso per undici mesi a causa del suo libro Il mondo al contrario, dove spiega la sua agghiacciante visione del mondo?

Perché non possiamo ignorare Vannacci?

Il Partito Democratico ci prova a fare campagna da opposizione nei confronti sia della Lega, che di Fratelli d’Italia, ma semplicemente non ce la fa. Ne abbiamo l’ennesima conferma con il suo invito a ignorare la candidatura del generale Vannacci. Ma come è possibile pensare di ignorare un personaggio così estremista che viene candidato dal quarto partito italiano per consensi? Che insegnamento può dare questo invito, fatto da quella che dovrebbe essere la principale compagine di sinistra d’Italia? Non possiamo e non dobbiamo ignorare Vannacci e la sua candidatura con la Lega, perché tutti dobbiamo essere consapevoli di ciò che si annida nelle ideologie malate di alcuni esponenti di destra nostalgici. Vannacci è quello che ha scritto nel suo libro e che ha dichiarato in diverse interviste che essere omosessuali è una malattia, che servirebbero classi separate per i disabili e che, dulcis in fundo, alla fine Mussolini era “uno statista”. La gravità di queste frasi fa raggelare il sangue e il Pd, invece di educare i propri elettori e di far notare lo scempio, chiede di ignorarlo.

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