I social sono ormai praterie aperte per la caccia all’uomo, o meglio, alla bestia.
Chiunque può diffamare ed infangare il nome di qualcheduno, basta mettere mano alla tastiera e dar sfogo alla propria voracità. Essere golpe e lione, machiavellicamente.
Ma qual è la finalità della critica non costruttiva? Che peso hanno le parole se si consumano in loro stesse? Si riducono a vagiti, versi animaleschi.
Volpi senza acume e leoni senza educazione, questo è il quadro “sociale” dei social.

Il problema è che i fenomeni diseducativi di oggi sono proprio gli esempi che dovremmo seguire: gli adulti, ormai alla soglia del mezzo secolo

Il Signore delle Mosche: la ricerca.

Il Signore delle Mosche di William Golding fa parte della serie dei grandi romanzi americani degli anni ’50, narra la vicenda di un gruppo di preadolescenti perdutosi su un’isola dopo un disastro aereo e del fallimentare tentativo di creare una microcosmo societario. In queste pagine prende vita la veduta pessimistica del genere umano, destinato ad autodistruggersi, e della brutale malvagità insita nell’animo.
L’isola diventa l’habitat e il palcoscenico dei selvaggi, ma è anche luogo di paure e di incubi: la bestia che striscia dal mare e vien dal cielo si nasconde, tra alberi e radure, in cerca dei poveri malcapitati da mietere.
I protagonisti tentano di fuggirle ma al contempo di stanarla, rendendole grazie con tribali rituali, danze e teste di maiali conficcate in delle lance.
La paura della bestia diventa la bestia stessa, e la sua mancata identificazione è il motore primario dello sfasciamento della società.

Diario di Rorschach

Sfera Ebbasta: la bestia presunta.

Il 2018 ha visto consacrarsi la trap in Italia, con record infranti, numeri mai ottenuti prima e certificazioni venute giù a valanga. A tutto gli effetti, è da considerarsi come  genere trainante e identificativo del paese, la musica dei Millennials e non solo.
La più alta cresta della nuova wave è rappresentata da Sfera Ebbasta, di cui l’anno che ci ha appena salutato ha regalato gioie, successi e glorificazioni, multi platini e milioni di ascolti su Spotify. Purtroppo, però, questo non basta a descrivere in toto il trascorso del cantante: se è vero sono passati 5 giorni dall’anniversario del suo Rockstar – l’album che ha inondato la scena, al vertice delle classifiche per settimane – è anche vero che il 2018 ha avuto un finale amarissimo: la strage del concerto di Corinaldo, in provincia di Ancona.

Stu48Maker

La tragedia.

Da quel maledetto 8 dicembre scorso, quando alla Lanterna Azzurra, discoteca dell’anconetano, furono 6 i morti, e numerosi i feriti, schiacciati dalla calca generata da uno spray al peperoncino che destò panicoconfusione, sono state spese tante parole e lanciate accuse, talvolta immeritate e gratuite. Una caccia alla cieca alla ricerca del colpevole da mettere al patibolo. Tra tante lance scagliate,molte hanno colto come responsabile dell’accaduto lo stesso Sfera Ebbasta.
Tali accuse, tuttavia, son risultate prive di fondamento, tanto che le indagine hanno poi virato le proprie indagini verso gli organizzatori della serata e i responsabili degli spray.
Ciononostante, il cantante è rimasto colonna portante delle teorie del complotto, delle critiche e delle ingiurie che i social, e non sono, gli hanno rivolto contro.

ilfattoquotidiano.it
Le accuse: l’identificazione.

Da un mese a questa parte, appunto, tanta attenzione mediatica è stata rivolta al personaggio e alla sua presunta colpevolezza. Dall’evento singolo ci si è poi spostati alla persona, al suo vissuto, al trascorso musicale e al significato dei propri testi.
Proprio su quest’ultimo punto, tante sono state le critiche e le sommosse: additato come cattivo esempio per i giovani, promotore di droghe e, non da ultimo, satanista.
Sui social e sui giornali se ne sono lette parecchie a riguardo, specialmente da parte dei più vetusti, che fin troppo facilmente hanno associato al cantante tutte le colpe dei problemi giovanili e nazionali, incarnazione del male e del demonio. Gli indici accusatori puntano tutti su una sola persona, ma ci si  è chiesti il perché? Ci si è chiesti chi punta il dito?
Ma sopratutto: chi è, realmente, la bestia?

Il Reporter
La caccia alla bestia.

Sfera Ebbasta è stato vittima di colpe e diffamazioni, la bestia presunta da cacciare e fare fuori. Non è stato complicato identificarlo, cucirgli addosso l’abito del pericolo.
Nel capolavoro di William Golding, la caccia alla bestia degenera col cacciare, prima, i propri simili e, dopo, se stessi.
Forse, il succo delle critiche stantie rivela un’altra faccia della medaglia: la paura reale di chi si è scagliato contro un giovane che, si voglia o no, rappresenta musicalmente i ragazzi di oggi, con i loro difetti e gli aspetti positivi, è l’incapacità di capirli e decifrarli, di calarsi nei loro vite e nelle loro considerazioni.
La paura reale è la distanza e il forte distacco tracciato tra presente e passato, tra due mondi che si allontanano sempre più, e Sfera Ebbasta è, nel bene e nel male, la marcata linea di confine, il punto di non ritorno.

XL Repubblica – La Repubblica.it

 

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