L’ amore qui non passa: la diseducazione sentimentale dei nostri tempi e la risposta sempre attuale dei classici

Ne sentiamo parlare tutti i giorni, lo leggiamo nei libri, lo sogniamo come il più grande privilegio della vita di un uomo. L’ Amore è quanto di più desiderabile esista al mondo. Nessuno potrebbe mai dire di non volere l’amore e se lo fa, si sa, mente. Leggiamo un sacco di storie, eppure niente ci colpisce come qualcosa che abbia a che fare con i sentimenti. Insomma, onde evitare di cadere nel banale, tutto ciò che riguarda il cuore non ci è per niente estraneo, anzi, ci accomuna straordinariamente. 

L’Eros attraverso la poesia

La letteratura classica è stata la prima a farci brillare gli occhi grazie a storie di amore non corrisposto, dannoso, pericoloso, prezioso, agognato, desiderato, represso. Non può che venirmi in mente a questo punto Saffo, la poetessa di Lesbia, autrice di componimenti che ancora oggi non abbiamo dubbi a giudicare tra i più sublimi del nostro patrimonio artistico e letterario. In particolare cito i versi di una sua famosa lirica (Cfr Fr. 16 Voigt)

Alcuni di cavalieri un esercito,

altri di fanti,

altri di navi dicono che sulla

nera terra sia la cosa più bella, mentre io

ciò che uno ama

Sono questi, a mio parere, alcuni dei versi più belli della letteratura greca arcaica perché confermano ciò che è naturalmente portato a pensare un uomo quando ama e cioè che non esiste nulla di più bello dell’oggetto dell’amore. Presa consapevolezza del peso emotivo che può avere il sentimento amoroso, ciò che ritengo fondamentale discutere è il suo ruolo sociale.

l’amore qui non passa

Sì, perché pian piano, guardandomi intorno mi rendo conto che la nostra società vive e soffre silenziosamente una crisi, una diseducazione sentimentale. Voglio dire che non siamo più in grado di amare? No, questa è una condizione naturale insita nell’essere umano, un po’ come nascere e morire. Nessun uomo passa per questo mondo senza mai innamorarsi. Ritengo però che mai come oggi, molto spesso, siamo costretti a vivere l’amore nella falsa consapevolezza che sia una condizione accessoria e non necessaria e naturale, perché provare qualcosa di vero, non solo è estremamente raro in una società in cui il verbo avere suona più forte del verbo essere, ma è anche tristemente difficile, perché è difficile mantenerlo acceso. Senza scendere in una pesante critica verso la società odierna, oggi amare è qualcosa che “viene dopo”, dopo la realizzazione personale, dopo i personali interessi, dopo tutti i nostri slanci egoistici. Perché? Il problema, come si suol dire, è alla base. Vediamo il prossimo come qualcuno cui bisogna dare, verso cui doversi impegnare dovendo necessariamente rinunciare a qualcosa, dovendo quasi rinunciare a noi stessi. Questo perché la condivisione del nostro essere, che poi è il senso stesso dell’essere, il quale vive per confrontarsi e mutare progressivamente, sta soccombendo pian piano all’idea per cui crescere, significhi in primis avere, realizzarsi e poi eventualmente donare. Ci insegnano che prima veniamo noi, le nostre ambizioni, i nostri desideri, le nostre speranze e poi eventualmente, una volta raggiunto tutto questo, saremo pronti a scegliere qualcuno cui vada bene ciò che siamo diventati e quello che abbiamo ottenuto, come se l’amore avesse e dovesse seguire delle regole o debba sottostare a dei limiti imposti dalla ragione.

La risposta dei classici

Guardo indietro verso secoli di letteratura e mi dico che la lezione dei classici, quando “mala tempora currunt” , è sempre attuale. Tra le pagine dei grandi autori ho sempre trovato le risposte che cercavo e, anche nei momenti di sconforto, la poesia amorosa sembrava leggermi dentro e dare voce a sensazioni che non sapevo nemmeno di provare. Allo stesso modo, ora, i riferimenti alla classicità sarebbero davvero molti da citare. Da Catullo, ancora Saffo, Ovidio, i tragici e i commediografi, l’ Amore, scritto con la A maiuscola perché concepito come un “deus” e non come qualcosa di puramente astratto, ha avuto mille sfaccettature: è stato una questione di vita e di morte o un “lusus” , di certo però è sempre stato un elemento fondativo della società e dell’uomo classico, eroico, il quale nella gamma dei valori che lo rendono kalos kai agathos (letteralmente: di bell’aspetto e valoroso) non ha mai escluso il totale impegno sentimentale, inteso come uno stimolo grazie al quale, tramite un altro, riesce ad amare se stesso.

Penso a Medea e alla sua follia, penso alla passione di Catullo per la sua Lesbia, penso al terrore della guerra di Troia causata dall’infedeltà di Elena, ai precetti amorosi di Ovidio ne “L’arte di amare”. E penso ancora che leggere un classico sia un’occasione per comprendere che per amare in realtà non serva niente, se non la consapevolezza che sia necessario essere pronti a donare un po’ di sé e a migliorarsi. Mantenere dunque acceso un fuoco, una fiamma che è poi la volontà di cambiare, di correre verso qualcuno per non rimanere fermi e paralizzati in un “io” che non si evolve. Voglio dire che ciò che traspare dalla letteratura è come un sentimento ad un certo punto diventasse una questione di onore e di rispetto verso se stessi: al di là di cosa fosse giusto o sbagliato, una volta provato era naturale continuare a lottare, non tanto per l’oggetto del desiderio, quanto per Amore stesso. Catullo si è sentito umiliato dalla sua Lesbia, eppure continua a scrivere per lei, continua a donarsi nella sua più intima coscienza a una donna che, non solo non lo ama, ma che non lo rispetta. Non desiste però, ascolta il cuore, non reprime, non ignora.

E qui credo che stia il problema: siamo così convinti che l’amore sia qualcosa che venga dopo tutto il resto che abbiamo imparato ad ignorarlo, a silenziarlo, come se nella vita comunque ci sia tempo, come se le occasioni non manchino mai. Credo invece che il tempo di amare non sia mai abbastanza, così come sia assolutamente difficile trovare qualcuno per cui sentiamo di doverci spogliare da insicurezze e maschere. E’ come il tempo per vivere. Quando ci accorgiamo di non averne più o di non averne più per la persona che vorremmo, lo chiederemmo volentieri indietro.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.