“Klaus – I segreti del Natale”: quando l’uomo naturale di Rousseau incontra la festa del Natale
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La riflessione di Rousseau sulla natura dell’uomo può essere riscoperta alla luce della nuova commedia natalizia targata Netflix

 

 

Klaus – I segreti del Natale è la nuova commedia animata distribuita da Netflix che sembra essere destinata ad imporsi come classico nell’Olimpo delle classiche commedie natalizie, affianco a pellicole come Mamma ho perso l’aereo, A Christmas Carol, Una poltrona per dueKlaus è molto apprezzata anche per le scelte tecnice di animazione: il regista  Sergio Pablos ha preferito un’innovativa animazione 2D in controtendenza rispetto alle nuove e sempre più diffuse tecniche 3D e CGI. Ma non è soltanto la finitura tecnica ad emergere: Klaus riesce a declinare temi classici universali, rintracciabili anche nella filosofia di Rousseau, come la condizione dell’uomo nella civiltà, la discordia e l’educazione, in una chiave nuova, godibile e non banale.

 

 

 

I segreti del Natale

Trama. Jesper è il figlio del ‘grande capo’ della Royal Post Office: indirizzato al lavoro del postino, seguendo le orme del padre, Jesper si contraddistingue per il suo atteggiamento da ‘vitellone’ viziato, abituato ad essere servito e a dormire in comode lenzuole di seta. Tutto cambia per lui quando riceve un ultimatum dal padre: Jesper dovrà essere in grado di affrancare almeno 6000 lettere nella lontana cittadina di Smeerensburg per continuare a vivere negli agi. Smeerensburg, però, è tutt’altro che un luogo facile e ameno: la cittadina è immersa nel freddo e nella neve perenne, i sui abitanti sono divisi in una millenaria ‘guerra civile’ tra le due fazioni dei Krum e degli Ellingboe, nessuno ha mai usufruito dei servizi di posta e non sa come inviare una lettera (situazione simbolo della profonda incomunicabilità tra gli abitanti di Smeerensburg) e nessuno ha ricevuto un’istruzione adeguata (al punto che la piccola scuola di Smeerensburg gestita della maestra Alva non è frequentata da alcun bambino della città). Come riuscire ad affrancare 6000 lettere in un contesto così primitivo? Che stratagemma può inventarsi Jesper? La svolta arriva all’incontro col boscaiolo del villaggio, il sig. Klaus, abile falegname e produttore di giocattoli di legno: Jesper intuisce subito la grande risorse che può rappresentare Klaus per il suo lavoro. Dopo che il primo giocattolo è stato consegnato in città, tutti i bambini di Smeerensburg desiderano, ora, un giocattolo del signor Klaus. Ma come far pervenire la richiesta al lontano boscaiolo? Lettere e spedizioni. In poco tempo Jesper riesce a portare a termine il suo compito scontradosi con i capi famiglia delle fazioni dei Krum e degli Ellingboe, che si oppongono al suo lavoro, e avviando così la tradizione del Natale in un Smeerensburg finalmente purificata dalle inutile lotte interne.

 

Stato di Natura e Stato Civile

Le dinamiche narrative e i temi di Klaus sembrano aprirsi ad una lettura in chiave Rousseauiana: la lotta di fazione tra Krum ed Ellingboe, la speranza di un futuro migliore riposta nei bambini e nella loro educazione e la bontà di Klaus possono essere interpretati alla luce del pensiero di Rousseau.

 

La società della cittadina di Smeerensurbg, riversata nel suo stato primitivo di “homo homini lupus” e di guerra tra fazioni, sembra essere stata corrotta proprio dall’avvento della struttura sociale: non c’è nessun motivo chiaro o concreto per cui i Krum e gli Ellingboe portino avanti questa guerra di fazione, ma lo scontro tra le due famiglie risulta millenario e addirittura fondativo della stessa popolazione di Smeerensburg. Iconica è, infatti, la scena in cui  Mrs. Krum, donna-generale della fazione dei Krum, spiega ad un’innocente bambina, colpevole di aver giocato con un babino della famiglia degli Ellingboe, che la guerra tra le due fazione è sacra e viene portata avanti per tradizione: la guerra c’era, c’è sempre stata e verrà portata avanti finchè Smeerensburg sopravvivrà. La civiltà di Smeerensburg sembra essere fondata su un atto di separazione e di disuguaglianza proprio come lo Stato Civile nel pensiero di Rousseau: per il filosofo francese l’avvento della società si sviluppa attraverso la fase di costituzione delle famiglie (divisione tra Krum e Ellingboe), affermazione della disuguaglianza ( i membri delle famiglie dei Krum ed Ellingboe si differenziano per tratti somatici distintivi, i capelli neri i primi e rossi i secondi, e per abililtà e capacità dei rispettivi membri), appropriazione dei beni di natura (i Krum e gli Ellingboe si appropriano di case e terreni e si danneggiano le proprietà a vicenda). La civiltà si Smeerensburg, insomma, è fondata su un atto di disuguaglianza, di separazione e di guerra che si perde nella notte dei tempi e che viene perpetuato di suoi abitanti in maniera cieca, senza riflettere sulle cause e sul senso del loro scontro.

 

 

 

Klaus e l’uomo naturale

L’unica contrapposizione allo stato bellicoso delle cose è rappresentato da Klaus, il boscaiolo di Smeerensburg che vive lontano dalla città, immerso nella natura. La sua condizione, lontano dalla civiltà, sembra rievocare la figura dell’uomo naturale di Rousseau, ossia l’umano prima dell’avvento dello stato civile. E infatti, Klaus è l’unico abitante di Smeerensburg estraneo alla guerra tra fazioni e che vive in rapporto diretto e felice con la natura: costruisce case di legno per gli uccellini, rispetta lo spirito del mondo naturale attorno a lui, non ha contatti o legami col mondo civilizzato, basta a se stesso e “niente può essere tranquillo come il suo animo”. La sua è una condizione di innocenza e neutralità rispetto alle intricate dinamiche civili di Smeerensburg e in lui si cela a speranza di redenzione di Smeerensburg. I giocattoli di Klaus diventano la scintilla che accende la rivoluzione a Smeerensburg: i bambini cominciano a giocare tra di loro incuranti delle tradizioni e della lotto tra fazioni, iniziano a vivere in maniera diretta e più solidale e cominciano a desiderare di essere istruiti ed educati. L’educazione è un altro tema importante nella filosofia di Rousseau: l’educazione, Rousseau sostiene, è uno dei pochi mezzi per indirizzare l’uomo verso una condizione più prospera e più felice lontano dalle disuguaglianze e ingiustizie sociali: con l’educazione si riesce ad impartire ai nuovi e giovani amini il valore della virtù, della solidarietà, della controllo delle passioni istintive e bellicose, dello spirito critico verso usanze degenerate e reiterate senza senso. A Smeerensburg, infatti, con l’apertura della scuola della maestra Alva, i bambini imparano a scrivere, imparano i nuovi valori che gli abitanti di Smeerensburg avevano perso o che, forse, non avevano mai avuto. Una rivoluzione culturale e sociale innescata da un uomo ai margini della società, un uomo innocente e naturale che ha permesso di aprire gli occhi sulle contraddizioni della sua civiltà e che ha fatto sorgere il desiderio dell’istruzione e dell’educazione. Grazie a Klaus, Jesper riesce a cambiare la sua vita e a direzionarla verso bisogni più veri, lontani dal lusso e dagli agi artificiali, al fianco della rinnovata cittadina di Smeerensburg.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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