Il Superuovo

Kendrick Lamar lancia un grido di rabbia per le discriminazioni subite dagli afroamericani

Kendrick Lamar lancia un grido di rabbia per le discriminazioni subite dagli afroamericani

Il rapper, cantautore e produttore discografico statunitense, Kendrick Lamar, nel 2015 ha pubblicato il suo pezzo “The blacker the berry”, nel quale parla delle numerose discriminazioni subite dagli afroamericani.

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Kendrick Lamar in questa canzone usa delle parole molto forti per sfogare la rabbia che prova nei confronti delle discriminazioni subite dalla sua gente, nominando anche fatti di cronaca inerenti alle violenze subite. “The blacker the berry“, una volta ascoltata, smuove le coscienze.

Ciò che si nasconde dietro al testo

Kendrick ha la straordinaria capacità di far immedesimare l’ascoltatore in ciò che dice nelle sue canzoni, un pò per le parole che usa (non a caso nel 2018 ha vinto un premio Pulitzer, arrivando laddove un rapper non era mai arrivato) e un pò per la rabbia con cui si esprime nei confronti del tema delle discriminazioni nei confronti negli afroamericani, tema che lo tocca da molto vicino.

You sabotage my community, makin’ a killin’

You made me a killer, emancipation of a real nigga.

Kendrick nacque durante la presidenza Reagan. Il sabotaggio della comunità di cui parla è l’afflusso di crack nelle aree impoverite di Compton (dove è nato e cresciuto), facilitato in parte dalla CIA a conduzione bianca. In quegli anni lo Stato si approfittava dell’introduzione di una droga che ha portato a migliaia di omicidi. L’autore vede questi omicidi e la mentalità violenta che questi giri producono come l’antitesi del “reale”.

Inoltre, nel testo viene ripetuta, tra una strofa e l’altra, la frase:

The blacker the berry, the sweeter the juice.

Questa frase posa le sue radici nel romanzo di Wallace Thurman “The blacker the berry”. Con l’espressione “Più nera è la bacca, più dolce è il succo“, l’artista vuole dire che, più la pelle è nera, più il sangue risulterà appetitoso per chi discrimina le persone di colore.

I cenni storici citati nel brano

This plot is bigger than me, it’s generational hatred

It’s genocism, it’s grimy, little justification

I’m African-American, I’m African

I’m black as the heart of a fuckin’ Aryan

Kendrick allude all’odio tra bande rivali tramandato di generazione in generazione. Vuole usare la musica per incarnare la sua generazione attraverso le parole e fornire un’influenza positiva, però il tentativo di eliminare la cultura della violenza che caratterizza la sua comunità è molto più grande di lui e non può farlo da solo. Inoltre, come si può notare, l’autore asserisce “Sono nero come il cuore di un fottuto ariano”, denunciando le persecuzioni compiute durante il nazismo.

Nella strofa finale della canzone Kendrick aggiunge:

So why did I weep when Trayvon Martin was in the street. When gang-banging make me kill a nigga blacker than me? Hypocrite!

In questo passaggio finale, Lamar denuncia la natura ipocrita dell’essere umano, in particolare quella della sua gente, facendo l’esempio dell’omicidio, avvenuto nel 2012, del 17enne Trayvon Martin, ucciso a Sanford, in Florida, per mano di George Zimmerman, vigilante volontario che si era insospettito vedendolo camminare per strada. Dopo questa tragedia, buona parte dei giovani afroamericani, finito lo scalpore portato dai media, ha continuato a vivere il proprio stile di vita nelle gang, continuando anche tramandare morte e violenza.

Attivismo del XXI secolo

Sono tanti gli esempi storici di attivisti neri per le cause dei diritti degli afroamericani, tra i più importanti abbiamo Martin Luther King, Malcom X Rosa Parks.

Ma oggi l’attivismo prende forme diverse, sia perché gli afroamericani godono di qualche diritto in più rispetto agli anni passati, sia perché i mezzi di comunicazione si sono triplicati e con loro anche il modo di condividere le idee con un pubblico più vasto.

Kendrick Lamar ha smosso le coscienze dei suoi milioni di ascoltatori usando la musica, “The blacker the berry” ha una pathos particolare e spinge il pubblico a ragionare su quanto gli atti discriminatori portino le vittime a conformarsi senza accorgersene alla visione che i razzisti hanno di loro: la violenza porta solo altra violenza, e una delle conseguenze principali del considerare uno o più individui devianti a livello sociale, è che questi individui cominciano a comportarsi esattamente come la società li etichetta. Questi sono i messaggi che Lamar ha voluto trasmettere al suo pubblico con questo capolavoro.

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