Il Superuovo

Quanto sono importanti gli altri? Ce lo spiega la sigla di Scrubs

Quanto sono importanti gli altri? Ce lo spiega la sigla di Scrubs

“Meglio soli che male accompagnati” “Che schifo che fa la gente, mamma mia” “Preferisco star da solo/a, così ho meno problemi” sono tutte frasi abbastanza comuni, spesso usate una dopo l’altra. Ma veramente si sta meglio in compagnia di se stessi e basta?

Un accenno di risposta lo possiamo trovare nella sigla della serie tv Scrubs. Si tratta della canzone Superman di Lazlo Bane. Il ritornello dice:

But I can’t do this all on my own

No, I know I’m no Superman

La traduzione sarebbe: “Non posso fare tutto questo da solo, so di non essere Superman”. Ed è proprio così, una vita interamente in solitudine, senza nessun tipo di supporto è semplicemente impensabile. Abbiamo bisogno di rapporti con altre persone, di una rete sociale. Vediamo insieme quali sono i risvolti dell’avere o non avere relazioni interpersonali.

 

Salvato da un amico

In primis, avere buone relazioni con gli altri è considerato un fattore protettivo. Cosa vuol dire? Che diminuisce le probabilità che un fattore di rischio dia esito negativo in un determinato soggetto. Esempio: se io vivo un evento traumatico (trigger, evento che potrebbe portare a delle conseguenze) e sono già una persona che ha problemi emozionali (fattore di rischio), se ho persone al mio fianco ad aiutarmi (fattore protettivo), è probabile che io riesca a elaborare meglio la situazione.

Parlando concretamente: l’amicizia tra JD e Turk è di grande aiuto per entrambi. Nelle situazioni stressanti che incontrano in ospedale, sanno di poter contare l’uno sull’altro. Se alla fine di una giornata pesante sappiamo di poter contattare i nostri genitori, parenti, amici, fidanzati o qualsiasi altra figura che una persona possa avere, saremo più felici. Questo perché? Perché ci sentiamo meno soli, possiamo chiedere aiuto se in bisogno,  o più semplicemente perché abbiamo qualcuno con cui ridere della vita e farla sembrare più leggera di quello che è.

Cosa succede quando sei un’isola?

E quindi se non si hanno queste persone? Purtroppo non tutti sono così fortunati, molte persone si ritrovano con un vuoto, una carenza di supporto sociale. Oppure hanno solamente periodi di vita in cui sentono di essere un’isola, di non essere connessi a nessun altro, anche se la realtà non è quella.

Esempi di possibili conseguenze dovute ad una mancanza di rete sociale, indicate da vari studi sono: maggiori difficoltà emozionali, maggiori difficoltà nel fronteggiare lo stress, aumentato rischio di atti antisociali, delinquenza e così via. Le conseguenze più gravi solitamente si presentano quando una persona, già dalla giovane età, sente la mancanza di presenze stabili nella propria vita (e qui si potrebbe aprire un grosso capitolo sull’attaccamento alle figure genitoriali, che però lasceremo in sospeso per un’altra occasione). Ad esempio, la mancanza di amici in fanciullezza può causare successive patologie psichiche, così come un coinvolgimento nel crimine giovanile o adulto. Anche se, dobbiamo dirlo, queste ricerche sono prevalentemente correlazionali e non si è certi di un rapporto causa-effetto. Evitando situazioni estreme, possiamo dire che non avere supporto sociale, potrebbe semplicemente portare a risultati scolastici inadeguati, un’avversione verso la scuola, tendenza ad auto-isolarsi ancora di più e tanto altro.

Guardiamo la figura di Elliot in Scrubs durante la prima stagione: zero amici, bassa autostima, genitori critici, una leggera mancanza di sensibilità verso gli altri. Ecco, in diverse puntate la vediamo in preda allo sconforto per non riuscire ad appartenere a nessun gruppo, di non essere apprezzata per quello che è. Questo è un esempio di sofferenza dovuta all’essere un’isola. Cosa si può fare per evitare ciò?

L’unione fa la forza

Noi siamo per natura esseri sociali. Lo psichiatra William Glasser disse: “Migliorare i nostri rapporti significa migliorare la nostra salute mentale”, ma nella pratica quotidiana cosa significa?

Ovviamente bisogna considerare la situazione di ogni singolo individuo: un alcolizzato che a causa del suo disturbo ha allontanato i propri cari, potrebbe trarre beneficio dai gruppi di mutuo-aiuto, anche dal punto di vista sociale e non solo riabilitativo. O ancora una persona con ansia sociale che fatica ad avviare rapporti potrebbe trarre vantaggio da un percorso terapeutico, volto a spingere gradualmente la persona a migliorare nelle interazioni interpersonali. Oppure utilizziamo un esempio molto attuale: una persona in lockdown per Covid-19. La situazione che stiamo vivendo ora è di sicuro molto strana e ha delle ripercussioni sulla nostra quotidianità. Banalmente, si potrà utilizzare di più la tecnologia che abbiamo a disposizione per tenersi in contatto e perché no, alimentare e migliorare i rapporti con le persone care. Le possibilità di allargare anche le nostre conoscenze online stanno aumentando sempre più (ponendo la giusta cautela e attenzione) e questo potrebbe aiutare molto alcuni soggetti.

Quindi quanto sono importanti gli altri? La risposta è: molto.

“I need you here with me
‘Cause love is all we need
Just take a hold of the hand
That breaks the fall”

 

 

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