Jonas scommette sul governo giallorosso: l’etica della responsabilità che poggia sull’economia verde

Fra pochi giorni il governo giallorosso potrebbe insediarsi con l’accordo tra tre forze politiche. Scopriamo perché Hans Jonas sarebbe a favore.

Il Capo dell Stato Mattarella incontra i quattro leader dei maggiori partiti presenti in Parlamento durante le consultazioni.

Da giorni si attende la fine di una crisi di governo che ha gettato nel caos la politica italiana che tra interviste, smentite, promesse e disincanto sembra aver trovato la quadra nell’accordo tra Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali. A detta di alcuni giornali e politici questo che va a formarsi sarà il governo della “paura del voto” e del “contro Salvini”, ma tra le varie dichiarazioni dei membri di spicco dei due maggiori partiti autodefinitesi ‘responsabili’ ci sarebbero i temi, uno su tutti l’economia verde e circolare.

Uomo, tecnologia e natura: un ripensamento necessario

Hans Jonas (1903-1993)

Da sempre ci si è interrogati sul rapporto uomo-natura, dualismo antico che poggia le proprie basi scientifiche nella filosofia cartesiana e che dal XX secolo deve necessariamente comprendere la tecnologia come evoluzione dell’opera umana nell’arte della produzione. Il sogno faustiano in cui il faro dell’azione umana risiederebbe nello sviluppo tecnologico è andato ad intaccare il già precario equilibrio dell’ambiente in cui, citando Martin Heidegger “siamo già da sempre immersi”. È necessario quindi ripensare il suddetto rapporto se si vuole rendere la teoria in pratica. Hans Jonas, neokantiano, sottolinea come sia necessario questo ripensamento se si vuole dare speranza alle generazioni future, coniugando etica universalistica e realismo politico. Mentre all’inizio dei tempi l’uomo provava paura di fronte ai fenomeni della natura, nel mondo contemporaneo il rapporto si è rovesciato, la forza dell’uomo aumentata e di conseguenza acuito il timore per le azioni su di essa. È allora necessario estendere “ la sede ontologica dello scopo da ciò che si manifesta ai vertici della soggettività a ciò che si nasconde nel mare dell’essere […] essendo in un certo senso un fenomeno alla superficie della natura, la punta visibile di un iceberg ben più grande, la soggettività dà voce a ciò che sta sotto ed è muto” ( Il principio responsabilità Un’etica per la civiltà tecnologica, Einaudi, Torino 2009 p. 89).

La responsabilità ecologica e ambientalista

Il principio responsabilità Un’etica per la civiltà tecnologica, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino 2009.

In virtù del ripensamento del rapporto uomo-natura, l’uomo come portavoce dell’ambiente in cui vive, la Terra, ha il dovere di proporre un’etica di responsabilità per il futuro con lo scopo di migliorare le condizioni di vita delle future generazioni. L’opera di Hans Jonas è del 1979, fu tradotta e portata alla luce in Italia solo undici anni dopo e con l’avvento della politica ultra-liberista portata avanti dai governi Berlusconi è sempre stata relegata ai margini della discussione politica, mentre assumeva carattere rilevante nell’ambiente della bioetica; la tematica dell’ambiente e della responsabilità per il futuro sembra invece essere tornata di moda da quando una ragazzina svedese si è fatta portavoce della problematica. Il punto della questione è che un’etica della responsabilità non può prescindere dai temi ambientali ed ecologisti in cui “ la ‘responsabilità’ non pone da sé gli scopi, ma è l’istanza formale che grava su ogni agire causale interumano facendo sì che se ne possa chiedere conto. Essa è quindi la condizione preliminare della morale, […] il sentimento che l’accompagna” (Op. cit. p. 117) .

La politica italiana è responsabile?

Nicola Zingaretti stringe la mano a Luigi Di Maio, i leader del possibile futuro governo.

L’interrogativo è d’obbligo poiché l’incertezza ha sempre contraddistinto la politica italiana. Hans Jonas ritiene che però sia obbligatorio sperare. E allora come Pascal scommise su Dio, credo che il filosofo di Mönchengladbach, riporrebbe la propria fiducia su un governo che ha messo, ancora nella teoria, la svolta ambientalista, il ripensamento del rapporto uomo-natura e la responsabilità per il futuro. Solo portando nella pratica di ogni giorno dei governi mondiali queste idee sarà possibile sviluppare nel popolo l’idea che il pianeta Terra è bene comune.

Francesco Azzara

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