Joker: l’esempio vivente della passione del pubblico, e della critica, per antieroi e adattamenti

Perché abbiamo amato Joker? Probabilmente (anche) perché ci ha permesso di entrare nei meandri della mente umana

Quanto successo critico può avere un adattamento da un fumetto?
Quanto successo critico può avere un adattamento da un fumetto?

Spesso si tende a fare una forte differenza tra la cosiddetta cultura ”alta” e cultura ”bassa”. Un atteggiamento più inclusivo è poco considerato e talvolta addirittura criticato. Il Festival del Cinema di Venezia, però, l’anno scorso ha dimostrato non solo che le due culture si possono mischiare, ma che da questo mix si possono raggiungere risultati oltre ogni aspettativa.

 

Joker e il Festival di Venezia

Il Festival di Venezia è iniziato da poco e, sicuramente, verrà ricordato per essere il più ”particolare”. Immerso in una pandemia globale, il Cinema sembra voler lanciare il messaggio di non volersi arrendere. Purtroppo, il ”catalogo” offerto ha risentito in un certo modo di questa situazione: molti film hanno dovuto interrompere le riprese, mettere in pausa le produzioni… Tuttavia, anche questo Festival promette di essere spettacolare esattamente come i precedenti. D’altronde, la magia che lo contraddistingue è probabilmente impossibile da rimuovere. Si pensi solo all’anno scorso e alle sorprese che ha offerto.

Il Leone d’Oro era andato infatti a ”Joker”, sicuramente non un film canonico. Di fatto rientra in una tradizione di adattamenti dell’universo DC. Segue quindi l’esempio di tante pellicole che hanno mescolato quelle due culture che appaiono così lontane di cui si parlava nell’introduzione. Il protagonista era già stato interpretato più volte sul grande schermo, e ancora più spesso vi si è vista rappresentata Gotham. Non si tratta dunque di un personaggio originale. Inoltre, non è neanche il caso di un personaggio buono.

Il Joker è la nemesi dell’eroico Batman, il suo opposto, colui che scatena il caos e mette in difficoltà morale le sue vittime. Il Joker spaventa, scatena terrore e ansia nei personaggi che incontra, oltre che nello spettatore. Sicuramente non è un protagonista amabile, da ammirare o imitare. E allora perché è così amato?

Il Joker ha avuto molti volti, ma da anni è molto amato da tutti. Cerchiamo di capirne i motivi
Il Joker ha avuto molti volti e da anni è molto amato da tutti. Cerchiamo di capirne i motivi

 

L’amore per gli antieroi

Il Cinema non serve solo a svagarsi. Chi crea le storie che lo compongono attinge direttamente dal reale, prende delle esperienze, degli stralci di vita, delle emozioni, e riporta il tutto sullo schermo in un modo più chiaro. Diciamo che semplifica quel gran garbuglio dell’esistenza umana. In questo modo gli spettatori non evadono dalla loro realtà, ma la vivono come un’esperienza universale e spezzettata. Andare al cinema è come guardare la vita con una lente di ingrandimento: certo, le storie rappresentate possono essere lontanissime dal nostro quotidiano, ma i valori e i bisogni che le muovono non sono così diversi da quelli che ci ritroviamo a fronteggiare ogni giorno.

E questo piace alla gente. Le dà un’idea di completezza, di vicinanza e di comprensione. Vedersi rappresentata e capita crea un legame con i vari personaggi, la aiuta a orientare i propri comportamenti e atteggiamenti. Perché questa introduzione dovrebbe aiutare a comprendere l’amore che si prova per un personaggio come Joker? Innanzitutto perché, esattamente come qualunque altro antieroe, Joker permette di entrare in quella parte della mente umana più oscura e ingarbugliata. Gli antieroi generalmente propongono una visione diversa del mondo. In questo modo il pubblico riesce a vedere la sua stessa realtà con altri occhi, a riscoprirne aspetti e a riflettere su determinati dettagli che gli sono sempre parsi scontati.

Proprio per il desiderio di indagare sulla psicologia umana, l’antieroe permette di visitare una realtà mentale complessa. È spesso una sfida comprendere tutte le sfaccettature della mente dell’antieroe e, quando lo si fa, ci si ritrova a porsi domande profonde e difficili. L’antieroe, spesso al contrario del pio eroe, ci spinge a riflettere su noi stessi, sulla morale e sull’etica.

Una scena del film Joker
Una scena del film Joker, da Pictorial Press Ltd / Alamy Stock Photo

 

Il successo, ”nonostante” la natura di adattamento

Questo spessore psicologico sicuramente ha giocato un ruolo importante nel successo di ”Joker”. Il pubblico forse non si è visto rappresentato, ma sicuramente ha apprezzato questa indagine interna alla mente. Inoltre, il film voleva anche andare a spiegare come un uomo tutto sommato comune è diventato uno dei più crudeli villain della storia dell’entertainment, quindi anche la curiosità ha sicuramente avuto la sua giusta influenza. Questa caratteristica della ”curiosità” non è da sottovalutare. Essa è infatti uno dei motivi per cui gli adattamenti da fumetti sono così amati, e quindi positivi per l’industria cinematografica.

Si sa che gli adattamenti infatti sono spesso fatti per ”sfruttare” la popolarità di un’altra forma d’arte. In particolar modo, i fumetti si prestano molto a questa modalità produttiva. Oltre ad avere personaggi rodati e amati da un pubblico simile a quello cinematografico, per caratteristiche demografiche e di interessi, i fumetti presentano un mondo si già costruito, ma con regole spesso lontane da quelle suggerite dalla realtà. In genere tutto è possibile nel mondo dei comics. Questo permette agli sceneggiatori di basarsi su un universo e cambiarlo quasi a loro piacimento: le regole da seguire sono decisamente minori rispetto a quelle imposte dal mondo reale.

Inoltre, i personaggi si prestano molto ad un’approfondita analisi psicologica. Nonostante l’apparente semplicità di questa forma, bisogna ricordare che il suo target preferenziale è quello degli adolescenti. Per questo spesso dietro alle storie si cela una morale, un insegnamento di valori. I protagonisti non combattono solo il male, ma combattono anche se stessi, esattamente come fanno gli adolescenti che cercano ogni giorno di capire chi sono. Come si diceva all’inizio, nei film si cerca proprio una sorta di lente di ingrandimento sul nostro quotidiano. Cosa c’è di meglio di un fumetto per capire le parti più complicate dell’esistenza?

Nonostante dunque l’unione di una forma d’arte alta come il Cinema ed una più popolare come il fumetto, ”Joker” ha messo in luce quanto non solo un’unione di questi due mondi sia possibile, ma anche che i risultati non sono così disastrosi come ci si potrebbe aspettare.

File:Batman Begins 2.jpg - Wikipedia
Batman e il successo della trilogia di Nolan sono un altro esempio di quanto l’unione di due ”livelli” di cultura possa essere proficuo

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