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John Lennon e la psicologia ci insegnano l’importanza del lavoro tra autorealizzazione ed equilibrio

John Lennon e la psicologia ci insegnano l’importanza del lavoro tra autorealizzazione ed equilibrio

Il lavoro è una delle dimensioni principali che caratterizza la persona. John Lennon e la psicologia del lavoro ci spiegano la sua importanza, tra obiettivi di vita e ricerca di equilibrio.

Sono passati 40 anni dalla morte di una delle più grandi icone pop della cultura popolare: John Lennon. Tra i fondatori dei Beatles, non è stato solo un cantante e un compositore, ma anche un attivista per la pace, che, grazie alla sua musica e al suo impegno, ha cercato di cambiare il mondo.

Una leggenda non solo per la musica

Lennon non è stato solo una leggenda della musica. Ha contribuito, con l’impegno e le sue canzoni, a promuovere pace e unione. E’ anche l’autore di brani più radicali come Working Class Hero, una critica al mondo soffocato dalla conformità e alla natura repressiva del potere istituzionale e Gimme Some Truth, un’invettiva contro il Presidente Nixon per aver favorito i fatti della guerra in Vietnam. E’ stato un simbolo e lo è tuttora. Tra le sue citazioni più famose, non ha mancato di parlare del lavoro:

Il lavoro è vita, lo sai, e senza quello esiste solo paura e incertezza

Lennon, con poche parole, descrive l’importanza che il lavoro ha per tutti noi, paragonandolo alla stessa vita. Quando manca si presentano la paura, l’incertezza di non poter provvedere più a sé stessi o a chi ci sta accanto. Il senso di precarietà, di insicurezza, attanaglia talmente l’individuo da togliergli il benessere e la possibilità di diventare ciò che desidera.

Il lavoro come bisogno di autorealizzazione

Nel 1954 Abraham Maslow, psicologo statunitense, ha proposto un modello gerarchico dei bisogni dell’uomo creando una piramide, in base alla quale la soddisfazione dei bisogni elementari è una condizione necessaria per soddisfare quelli di ordine più superiore. Alla sua base troviamo bisogni più materiali, come quelli fisiologici e di sicurezza, per poi arrivare a quelli più sociali e relazionali, come l’affetto e la stima. Al vertice è presente il bisogno di autorealizzazione, che si configura come un’aspirazione a diventare ciò che si vuole grazie alle proprie capacità. Il lavoro ci può permettere di soddisfare una parte di questa necessità. Realizzarsi dal punto di vista lavorativo rappresenta uno degli obiettivi di molte persone ed è proprio grazie a questo che si alimentano l’impegno, il duro lavoro, i sacrifici per raggiungere uno dei propri sogni. Quando il lavoro manca, però, non viene meno solo l’autorealizzazione, ma anche il bisogno di sicurezza, di stabilità. Questa privazione lede anche gli altri aspetti della vita dell’individuo, minacciando la sua salute fisica e mentale. L’autorealizzazione rimane solo un miraggio all’orizzonte.

Work-life balance: un sottile equilibrio

Il solo lavoro, però, non basta a realizzare sé stessi. E’ necessario vi sia un bilanciamento tra la vita privata e la vita lavorativa, il così detto Work-life balance. Si verifica quando l’individuo ha la percezione che le sue attività lavorative e non siano compatibili tra loro, promuovendo la propria crescita e aspirazioni. Ciò si rivela utile all’ambiente lavorativo stesso in quanto è dimostrato come un corretto bilanciamento aumenti la produttività e l’efficienza dell’individuo. Se questo equilibrio viene a mancare, diminuisce il senso di benessere e l’individuo non può realizzarsi in tutte le sue dimensioni. Dunque, per raggiungere l’autorealizzazione, vi deve essere armonia tra le varie dimensioni della persona. Tra queste vi è anche il lavoro, che, come ci ha insegnato John Lennon, non è solo guadagno materiale, ma parte importante del nostro benessere.

 

 

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