Il Superuovo

“Io invece cerco l’oceano”: ecco la filosofia che si nasconde dietro al film “Soul”

“Io invece cerco l’oceano”: ecco la filosofia che si nasconde dietro al film “Soul”

Un cartone animato stravolgente, che ha saputo dare forma a diversi insegnamenti di filosofi altrettanto rivoluzionari. 

Il filosofo Martin Heidegger

Soul è il nuovo successo firmato Disney Pixar che riesce a trasportare chiunque lo guardi in nuove dimensioni, interrogandosi sulle questioni fondamentali della vita, proprie anche della storia della filosofia. 

L’Io seminario 

Joe Gardner è un insegnante di musica in una scuola media che, dopo tanti insuccessi, riesce a ottenere l’incarico dei suoi sogni: entrare nella band di Dorothea Williams, una famosissima jazzista. Ma, improvvisamente, a un passo dalla meta, lui… muore! E così la sua anima, nel tentativo di ritornare nel suo corpo, si ritrova in nuove dimensioni, in particolare nell’Antemondo o Io seminario, nel quale le anime ancora non nate formano la loro personalità e ricercano la loro scintilla che caratterizzerà la loro futura vita. L’antemondo ricorda molto la situazione del mito di Er presente nella Repubblica di Platone, nel quale viene descritto come le anime scelgano i tratti del loro carattere, i loro scopi e il tipo di vita che vorranno condurre. Ed è lì che Joe incontrerà l’anima numero ventidue, che non ha alcuna voglia di andare sulla Terra per nascere e vivere! 

“Io invece cerco l’oceano”

E così “Soul” ci parla delle passioni degli uomini e dei loro scopi, quasi fossero già decisi prima della loro venuta al mondo, della continua speranza che finalmente i loro sogni diventino realtà. Ma se non si sta attenti spesso quei sogni possono trasformarsi in ossessioni, facendo perdere all’uomo il contatto con la vita. E così, proprio quando sembrava essere chiaro il messaggio del film, viene raccontata una storia da Dorothea Williams che spezza questa certezza, una pausa che permette di guardare l’insieme: 

Conosco una storia che parla di un pesce, che va da un pesce anziano e gli dice: “Sto cercando quella cosa che tutti chiamano oceano” “L’oceano?”  risponde il pesce più vecchio “è quello in cui nuoti adesso.” “Questo?” dice il giovane pesce “questa è acqua, io invece cerco l’oceano.”

Questo pesce pronto all’avventura ricorda qualcuno che, alla ricerca di grandi mete e risposte, non si accorge di ciò che gli gira intorno. Eppure filosofi come Martin Heidegger avevano già parlato di come l’uomo “viva la sua vita”: egli si ritrova “gettato” per caso in questa esistenza, calato nel mondo in una maniera del tutto peculiare. Egli non ha a che fare con una realtà fissa e già “decisa” in precedenza, nessuno scopo o ambizione predeterminata, ma si ritrova a progettare completamente la sua esistenza giorno dopo giorno. La vita per il filosofo tedesco è un insieme di possibilità che l’uomo deve costruire nel presente, e perciò essa non ha un significato o uno scopo che la contraddistingue e nemmeno un’essenza ben definita, poiché il suo senso è racchiuso solo nella sua esistenza. 

Joe Gardner e 22, fonte: ilfattoquotidiano.it

Prima di ogni logica 

Gli uomini, con i loro scopi e le loro grandi domande, alla ricerca del senso della vita! “Soul” gli ricorda che prima di puntare al cielo devono imparare a camminare sulla terra. Il filosofo Ludwig Feuerbach, interrogandosi sull’Essere, afferma che non si può partire ponendo davanti a sé un astratto obiettivo da raggiungere, ma che per abbracciare “quell’oceano” bisogna guardare a come è composto, alle differenze che lo contraddistinguono, poiché non può esserci nessuna risposta se si esclude la molteplicità dell’esperienza, che “la verità” è tale nel momento in cui ingloba dentro di sé le singolarità e le piccole cose dell’esistenza. E allora si può anche partire verso grandi sogni e mete, ma se ci si dimentica del sapore del cioccolato, della sensazione dell’acqua del mare sotto ai piedi, dell’abbraccio di una persona amata, ci si è già persi. E quella scintilla che caratterizza gli uomini non si nasconde in una passione o in un talento, ma nell’imparare a vivere assaporando ogni momento, poiché, come dice Feuerbach: 

“La vita è come una caffetteria, aperta a tutti senza eccezioni.”

La sfida allora sta, per dirla con Friedrich Nietzsche, nel dire sì alla vita anche nella sua problematicità e nelle sue contraddizioni, poiché esiste un regno dal quale la logica è bandita, e non resta che imparare a ridere della sua follia. Così, si potrebbe riassumere tutto questo con una frase del famoso scrittore Dostoevskij: 

“Amare la vita più del senso della vita? Proprio così: amarla prima della logica, come dici tu, assolutamente prima di ogni logica, e solo allora se ne afferrerà il senso.”

“Soul” è una sveglia che ricorda alle persone che sono un po’ tutte come quel pesce della storia, alla ricerca dell’oceano, senza accorgersi che ci stanno già nuotando dentro. 

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