Intervista a Michele Battistin, Section Leader del CERN: un centro di ricerca scientifica e di inclusione culturale

Intervista al Section Leader del CERN Michele Battistin, una discussione riguardo le attività che si svolgono all’interno del CERN, i suoi contributi alla nostra società e il futuro della ricerca scientifica.

BREVE INTRODUZIONE

Il CERN, nome più conosciuto della Organizzazione europea per la ricerca nucleare, situato sul confine di Svizzera e Francia, è il più grande laboratorio al mondo di ricerca riguardante la fisica delle particelle. Venne fondato nel 1953 successivamente ad una convenzione tra 12 stati (gli attuali stati membri sono 23). L’intero complesso di ricerca comprende 7 acceleratori di particelle, tra cui il celebre LHC (Large Hadron Collider, la cui circonferenza misura 27 chilometri). Illustri scienziati come il nostro Carlo Rubbia e Peter Higgs hanno portato avanti progetti di ricerca che sono valsi al CERN numerosi riconoscimenti scientifici e tre premi Nobel nell’ambito della fisica delle particelle. Il CERN però è anche un esempio di un ambiente inclusivo e multiculturale, un laboratorio dove lo spirito di collaborazione vince su ogni pregiudizio e conflitto. In occasione del trentesimo anniversario del CERN, il fisico statunitense Isidor Isaac Rabi ha pronunciato queste celebri parole:

«Il CERN è stato fondato meno di 10 anni dopo la costruzione della bomba atomica. Penso che l’esistenza della bomba abbia avuto una grande importanza nel rendere possibile il CERN. L’Europa è stata teatro di violente guerre per più di duecento anni. Adesso, con la fondazione del CERN, abbiamo qualcosa di diverso. Spero che gli scienziati al CERN si ricordino di avere anche altri doveri oltre che proseguire la ricerca nella fisica delle particelle. Essi rappresentano il risultato di secoli di ricerca e di studio per mostrare il potere dello spirito umano, quindi mi appello a loro affinché non si considerino tecnici, ma guardiani di questa fiamma dell’unità europea, così che l’Europa possa salvaguardare la pace nel mondo.»

L’INTERVISTA A MICHELE BATTISTIN

Al centro stesso ho avuto la possibilità e la fortuna di conoscere Michele Battistin, ingegnere meccanico e uno dei Section Leader del CERN. Sono riuscito a scambiare con lui due parole: ecco il resoconto della nostra breve ma interessante discussione.

Per la cronaca, Michele è quello a destra.

D: Il CERN possiede un alone di grande fascino e mistero, ed è sicuramente uno dei centri di ricerca scientifica più importanti al mondo, ma spesso le persone non sono informate riguardo a ciò che succede effettivamente al suo interno. Usando parole semplici in modo da dare una chiara idea ai nostri lettori, quali attività vengono svolte all’interno del CERN?

R: Al CERN si producono e si fanno collidere particelle per capire quale sia effettivamente la natura ultima della materia.

D: Per portare a termine questo processo viene data una grande quantità di energia alle particelle utilizzando i vari acceleratori, giusto?

R: Le particelle vengono guidate attraverso una serie acceleratori costituiti da magneti verso il punto di collisione prestabilito. A seguito della collisione fra particelle, la densità di energia è così elevata che riproduce le condizioni presenti negli istanti successivi al Big Bang. Questo significa che siamo in grado di osservare gli istanti primordiali del nostro universo.

D: Il CERN è rinomato per le sue attività di ricerca, tra cui la conferma sperimentale dell’esistenza del bosone di Higgs che ha portato alla vittoria di un premio Nobel nel 2013. Tuttavia al CERN vengono portate avanti numerose attività e iniziative che portano alla scoperta di applicazioni pratiche di grande valore per la società, dalla industria alla medicina moderna.

R: Esattamente. Le ricadute tecnologiche dal CERN verso la società civile sono molto importanti e spesso la loro origine è poco nota. Un esempio è il World Wide Web (il protocollo http): pochi sanno che sia stato ideato qui al CERN verso gli inizi degli anni novanta. Altre applicazioni utilissime trovano uso specialmente in campo medico, dall’imaging medicale, alla risonanza magnetica, alla PET, e ultimamente nella produzione di isotopi per la fisica medica.

D: Ritornando a una prospettiva di ricerca e fisica teorica, secondo lei quali saranno i prossimi grandi sviluppi e scoperte in ambito scientifico grazie ai risultati ottenuti dal CERN?

R: Mi poni una domanda a cui non so a dare una risposta precisa, non essendo un fisico teorico (ride). Ti posso dire che una parte della comunità scientifica del CERN sta lavorando al progetto un nuovo acceleratore di particelle (FCC – Future Circular Collider) di 100 km che, se approvato e portato a termine, permetterà di raggiungere livelli di energia molto più elevati aprendo così la strada allo studio di processi fisici che al momento sono inaccessibili.

D: Molto interessante. Una ultima domanda che poco ha a che fare con la scienza: il CERN è un ambiente dove la diversità viene accolta e celebrata, un ambiente di ricerca multiculturale che collabora per svelare i misteri della materia oltre pregiudizi e differenze nazionali. Si sente al suo interno questo forte clima di inclusione?

R: Assolutamente. Il Laboratorio accoglie giovani ricercatori da ogni parte del pianeta. Nei locali del CERN si sentono parlare decine di lingue. Qui al CERN lavorano scienziati provenienti da Paesi in conflitto tra di loro, uno di fianco all’altro in un clima di serena collaborazione. Le tensioni internazionali non varcano i confini del Laboratorio.

D: Uno sforzo collettivo per un bene comune: l’avanzamento della ricerca scientifica e lo sviluppo di tecnologie utili a migliorare la società e la vita dei suoi cittadini.

R: Esatto, il fine ultimo è l’avanzamento della nostra conoscenza scientifica e tutti lavorano verso questa direzione.

Edoardo Bramini

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