Il Superuovo

Intel: ritardo nella produzione delle CPU a 10 nanometri

Intel: ritardo nella produzione delle CPU a 10 nanometri

La Intel, la più grande e importante azienda al mondo produttrice di CPU, aveva annunciato mesi fa il progetto secondo il quale sarebbero state prodotte dei nuovi processori a 10 nanometri (nm, un miliardesimo di metro). Già da qualche settimana, però, sono state diffuse alcune voci su un eventuale ritardo proprio nella produzione di questo tipo di CPU.

Per evitare una ricaduta sui mercati in seguito a queste voci, molte delle quali false o comunque ingigantite, l’azienda stessa ha deciso di diramare un comunicato, dove annunciava ufficialmente che la produzione delle CPU sarebbe continuata, ma che avrebbe potuto subire un ritardo imprecisato.

Nonostante questo comunicato, la Intel ha comunque cominciato a perdere appeal per gli investitori, anche perchè non ha saputo ben gestire la propria posizione dominante. Negli ultimi anni sono state molti competitor che hanno preferito concentrarsi sull’innovazione e sulla ricerca mentre Intel, provando a mantenere il suo primato, perdeva terreno. Una delle aziende più note è TSMC che, diventando anche un fornitore di Apple per i processori di iPhone e iPad, ha già da tempo completato la produzione delle CPU a 10 nm e sta cominciato quella delle CPU addirittura a 7 nm.

La legge di Moore e la corsa ai 5 nanometri

Grafico che rappresenta l'evoluzione delle CPU secondo la legge di Moore
Grafico che rappresenta l’evoluzione delle CPU secondo la legge di Moore, fonte: quora.com

Parlando di processori e di nanometri, non si può non citare una nota legge formulata nel 1965 da Gordon Moore, uno dei fondatori proprio di Intel. La legge, della Legge di Moore, è esprimibile tramite una singola e semplice frase: “La complessità di un microcircuito, misurata ad esempio tramite il numero di transistori per chip, raddoppia ogni 18 mesi (e quadruplica quindi ogni 3 anni).”

Fino all’inizio degli anni 2000, questa legge era considerata valida e abbastanza precisa. Il numero dei transistor di un processore, infatti, raddoppiava effettivamente ogni 18 mesi. Con l’aumento del numero dei transistor, però, diminuiva la distanza fra questi ultimi, fino a quando, poco prima del 2010, si crearono problemi fisici dovuti al calore che veniva prodotto dal processore senza essere dissipato correttamente.

A quel punto, quindi, non era più possibile creare CPU più potenti aumentando semplicemente il numero dei transistor (aumentando quindi la frequenza del processore), ma si cominciarono a sviluppare le CPU multicore che agivano come due CPU indipendenti ma che lavoravano in parallelo.

Ad oggi, quindi, la Intel e gli altri produttori hanno cominciato a concentrarsi molto sulle CPU multicore, non rinunciando però allo sviluppo di processori a 10, 7 o addirittura 5 nanometri che, però, presentano numerose problematiche proprio per la dissipazione del calore. La vera sfida è infatti produrre CPU parallele, dove però ogni core ha un gate (la distanza di un transistor con quello più vicino) di meno nanometri possibile.

 

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