Insetti al posto degli insetticidi chimici: la nuova frontiera dell’agricoltura biologica e sostenibile

Lo studio approfondito degli insetti ha portato alla luce una serie di strategie ottimali per diminuire l’uso degli insetticidi, che sono causa di inquinamento e di insorgenza di forme di resistenza in numerosi parassiti nel campo dell’agronomia. 

Sembra strano il concetto di utilizzare insetti per debellare una serie di artropodi parassiti, invece, entomologi e non solo, si sono adoperati per il loro controllo attraverso tecniche altamente sofisticate.

Il problema degli insetti parassiti in campo agricolo

Gli insetti sono il più vasto raggruppamento animale del mondo, sono in gradi di colonizzare gli ambienti più disparati, adattandosi a una serie di condizioni più o meno estreme. In alcuni casi sono molto utili all’uomo, come per esempio le api e tutti gli insetti impollinatori, che permettono il proliferare di piante sia da fiore che da frutto e molte altre specie vegetali. Purtroppo però, soprattutto con l’avvento della globalizzazione, c’è stata un’introduzione importante di numerose specie definite “aliene”, ossia non appartenenti a quell’habitat, a cui però si adattano, andando a spazzare via gli individui che abitualmente colonizzavano quei territori. Oltre a distruggere le specie endemiche del posto, questi insetti sono in grado di danneggiare i campi coltivati, i frutteti, le risaie e molte altre realtà agricole, e questo economicamente e alimentarmente parlando è un danno notevole. Per tale motivo sono stati studiati molteplici approcci, che sfruttano gli insetti o anche batteri, per contrastare i danni portati avanti dagli insetti nocivi.

 

La lotta biologica: sfruttamento di un meccanismo del tutto naturale

La lotta biologica è una tecnica molto importante che va a sfruttare i rapporti di antagonismo, già esistenti in natura, tra le diverse specie di insetto parassite e non parassite. I tre punti fondamentali su cui si basa questa lotta sono, competizione, parassitismo e predazione. Infatti, si può rilasciare in maniera controllata una serie di insetti che vadano a contrastare il parassita target, l’insetto scelto per contrastare il pest, può essere o un competitore del parassita, ad esempio mangia le stesse cose del parassita e quindi lascia il pest senza risorse portandolo alla scomparsa, può essere un predatore, ossia l’insetto rilasciato si nutre del pest lo attacca, inducendo sempre la sua scomparsa. Oppure può essere un parassitoide, ossia l’insetto rilasciato, sfrutta l’insetto da debellare per deporvi all’interno le uova e farle maturare, ad esempio, quindi questo causa inevitabilmente la morte del parassita.

SIT: la tecnica dell’insetto sterile

Il SIT, rappresenta una vera avanguardia nella lotta agli insetti pest. Si basa sul principio di prendere individui maschi della specie da eliminare e sterilizzarli in maniera controllata tramite radiazioni. Una volta avvenuto questo processo, i maschi vengono rilasciati in natura, in maniera da accoppiarsi con le femmine dannose per i raccolti e bloccare quindi la loro riproduzione, andando così a contenere l’avanzata di questi artropodi nocivi. Chiaramente come tutte le tecniche si hanno delle limitazioni, ossia, si deve studiare attentamente la biologia dell’insetto, poiché magari le femmine non hanno un unico partner, ma sono poliandriche, ossia si accoppiano con più maschi e a quel punto la sterilità no verrebbe assicurata. Il SIT va applicato in condizioni relativamente contenute, perché se si prendono spazi troppo ampi, avremo una dispersione degli insetti sterili. Inoltre, sono necessari anche finanziamenti adeguati, poiché vanno create delle biofabbriche per la produzione messale di questi insetti sterili, che vanno rilasciati in elevate quantità per ottenere degli effetti importanti.

La natura ci ha già dato tutti gli strumenti per gestire numerose problematiche ambientali. L’abilità dello scienziato risiede nella sua capacità di analizzare l’ecosistema per poterle scoprire e applicare concretamente e nel rispetto della natura stessa.

 

Lascia un commento