Inquinamento digitale: il web nemico dell’ambiente e i suoi costi ambientali

Inquinamento digitale, termine ancora troppo poco conosciuto di un fenomeno tanto reale quanto devastante: l’inquinamento atmosferico ed il suo sviluppo esponenziale.

L’inquinamento digitale determina l’inquinamento generato dal funzionamento di internet. Per molti Internet è una realtà astratta, eppure è ben lontano dall’essere virtuale. Basato interamente su un’infrastruttura fisica, il corretto funzionamento è dato da una vasta rete composta da server e Data Center.

Inquinamento digitale, che cos’è?

L’inquinamento determinato da internet e dai dispositivi che lo utilizzano è in rapido aumento. Infatti l’insieme delle tecnologie atte a scambiare informazioni in formato digitale era responsabile dell’1% delle emissioni globali di CO2. Uno studio della McMaster University datato 2018 ha stimato che entro il 2040 questo contributo all’inquinamento raggiungerà il 14%. Cosa rende il digitale così pericoloso per l’ambiente? Prima di ogni cosa il processo di produzione dei dispositivi che utilizziamo ogni giorno, come computer o smartphone, contengono materiali chiamati terre rare che necessitano di un’estrazione ad alte emissioni di gas climalteranti. Gli smartphone ed i laptop sono i più pericolosi perché consumano molta energia dovendo essere ricaricati frequentemente, hanno vita breve, soprattutto gli smartphone, e solo l’1% di questi devices vengono riciclati. Internet resta la principale fonte di inquinamento, basta pensare che, se fosse un Paese, sarebbe il sesto consumatore di energia a livello mondiale e si calcola che entro 2020 sarà colpevole del 45% delle emissioni di tutto il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC). Qualsiasi azione nella rete porta a complesse elaborazione di dati da parte dei Data Center e dei server che, come si può ben immaginare, consumano enormi quantità di energia. Per portare esempi concreti, basti pensare che l’invio di un’e-mail con allegato consuma quanto una lampadina accesa per una giornata, guardare un video di un’ora da smartphone è pari al consumo annuale di un frigorifero.

Costi ambientali di Internet

Inviare otto messaggi elettronici inquina come guidare una vettura per un chilometro, in termini tecnici e per essere precisi, una mail da 1 magabyte (mb) equivale a 19 grammi di anidride carbonica. Ogni giorno vengono inviate in media 269 miliardi di e-mail anche se solo circa il 34% di esse viene aperte perché giudicata utile. Siamo cresciuti pensando che la versione online di qualsiasi cosa fosse migliore, più eco-sostenibile e responsabile di quella offline. Meglio ordinare da Internet invece che andare in macchina nei centri commerciali, meglio inviare un’e-mail che una lettera e meglio cercare su Google invece che chiedere a qualcuno. Generalmente ci hanno insegnato che meno carta volesse dire meno inquinamento, è stato lo slogan degli anni 2000, ma è vero solo in parte perché, purtroppo, la rete non si genera dal nulla. Un altro grande problema è l’impatto dell’industria dello streaming. Shift Project di Parigi ha rivelato che per alimentare un Data Center per guardare un video in HD di 10 minuti equivale a utilizzare un forno elettrico da 2000 watt a piena potenza per 5 minuti. Secondo Maxime Efoui-Hess, che ha condotto lo studio, occorrono circa 6 kg di CO2 per alimentare i server necessari a guardare 2 ore di materiale su Netflix, mentre per andare al cinema in macchina si producono circa 200 grammi di anidride carbonica per passeggero. A conti fatti guardare un video in streaming inquina più che andare in macchina al cinema per vedere un film.

Come contribuire a ridurre questo impatto ambientale

Digital for the Planet per contribuire a ridurre questi impatti digitali consiglia di cancellare e annullare l’iscrizione a spam e newsletter indesiderate e che quindi non apriremo mai perché non sono di nostro interesse visto che, come detto precedentemente, un’e-mail aggiunge circa 20g di CO2 nell’atmosfera. Cancellare le app non utilizzate, in media una persona sul proprio smartphone ha 70 app e la maggior parte non vengono utilizzate. Chiudere ogni volta tutte le finestre web non utilizzate, quindi non lasciarle aperte né in background sul proprio mobile device né sul proprio browser. Scollegare il cellulare quando la carica ha raggiunto il 100% perché un dispositivo che ha raggiunto la carica massima e che continua ad essere collegato alla rete elettrica consuma molta più energia. Quando si acquista un nuovo smartphone smaltire correttamente quello vecchio per permettere il riciclo e per l’acquisto optare per uno schermo più piccolo perché consuma meno energia e quindi necessiterà di meno tempo per caricarsi e più tempo per scaricarsi.

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