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Incontri con mostri finti nella notte di Halloween: E. A. Poe racconta il terrore vero

Il 31 ottobre di ogni anno, in molti Paesi del mondo, si celebra Halloween, una ricorrenza che ha origini celtiche molto antiche.

Halloween Zucca Jack O Lantern - Immagini gratis su Pixabay

 

Il termine “Halloween” deriva da una variante della forma contratta “All Hallows’Eve”= lett. “Vigilia di Ognissanti”. Quando si sente parlare di Halloween nell’immaginario collettivo si palesano figure di scheletri, zucche intagliate, pipistrelli, ragni, gatti neri, streghe, fantasmi, ombre e mostri… Tutte figure che richiamano la dimensione dark e il genere dell’horror. Ciò che fa paura o provoca terrore diviene simbolo di Halloween.

La materia di Halloween nella letteratura

Lo sgomento, l’angoscia, il panico, il gusto del macabro vengono contemplati anche nelle arti. L’accezione gotica è presente nell’architettura, nella pittura, nella poesia, nella musica e, a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, è tornata di moda e ha ripreso quelle tematiche decadenti e irrazionali tanto care alla cultura dark.

La letteratura dell’orrore affonda le sue radici nel cosiddetto romanzo gotico (fondamentale è il primo esempio di Horace Walpole quale “Il castello di Otranto”), ma nasce ufficialmente nella prima metà del XIX secolo con Edgar Allan Poe, considerato l’inventore del nuovo genere letterario “del terrore”.

Poe (1809-1849) è definito come il precursore del romanzo horror e l’anello di congiunzione con il vecchio genere gotico; le sue opere più famose sono sicuramente le varie raccolte di racconti tra cui i “Racconti del mistero”, i “Racconti del terrore”, i “Racconti di raziocinio”, i “Racconti del grottesco e dell’arabesco” e numerose liriche.

I topoi ricorrenti nei suoi scritti sono: dimore infestate, castelli, demoni, il tema della morte, personaggi ambigui, deliri, split di personalità, torture psicologiche e follia. Il tutto inserito in situazioni inquietanti e paradossali che riverberano lampi di orrido.

La prosa e la poesia spettrali di Poe

Esemplari sono i racconti: “La rovina della casa degli Usher” in cui torreggiano tenebre e maledizioni; “Il pozzo e il pendolo” che descrive minuziosamente le torture subite da un prigioniero ad opera del tribunale dell’Inquisizione spagnola; la “Maschera della Morte Rossa” che tratta di una terribile pestilenza da cui ha origine una sensazione di soffocamento e di caos pervadente l’intera narrazione.

L’incubo e l’attrazione morbosa riecheggiano anche nella poesia, come all’interno de “Il Corvo” (la più celebre), “Per Annie” e “Annabel Lee“, in cui il contenuto si riallaccia alle tragedie amorose e a elementi sovrannaturali.

Ogni poesia dovrebbe ricordare al lettore che sta per morire“.

-E. A. Poe

IL CORVO E TUTTE LE POESIE di Edgar Allan Poe - Satyrnet.it

 

Il terrore affascina e irretisce la mente dell’uomo

Il fascino per la psiche umana e l’analisi dell’interiorità rappresentano il centro di molti dei suoi racconti; di fatti, l’americano Poe può essere identificato anche come colui che ha anticipato e ha posto le basi per lo sviluppo del romanzo psicologico.

Mi hanno chiamato pazzo; ma nessuno ancora ha potuto stabilire se la pazzia sia o non sia la più elevata forma d’intelligenza. Se la maggior parte di ciò che è glorioso. Se tutto ciò che è profondo non derivi da una malattia del pensiero, da umori esaltati della mente a spese dell’intelletto generale“.

(da Eleonora, 1841)

La follia è un tema principe nei suoi lavori, come nel racconto “Il cuore rivelatore“, in cui un maggiordomo, in preda ad un violento raptus, uccide il suo padrone; quindi, vi è l’indagine introspettiva dei motivi folli che lo hanno portato a compiere quell’azione efferata.

La questione della precarietà e del confine labile tra “pazzia” e “genio” arriva ad angustiare lo stesso Poe che, in quanto artista tormentato, vede nell’uso smodato di alcolici e di sostanze stupefacenti l’unico modo per sopravvivere.

Rabbrividire con i personaggi dei testi di Poe

L’abilità incommensurabile di Poe, oltre che nella novità dei temi trattati, risiede nel saper coinvolgere i lettori, nel saper architettare e realizzare un collegamento tra contesto letterario e spettatore. Coloro che leggono sono attratti dalla storia, ne vengono rapiti e la suspense li tiene incollati alla pagina; la prosa sinistra conduce i lettori in una dimensione tetra che pare così maledettamente reale. Essi si ritrovano ad incarnare il ruolo di vittime o carnefici nelle malefatte narrate, costretti a vivere obbrobriosità indimenticabili che lasciano tutti con il fiato sospeso o che pietrificano il protagonista e, di conseguenza, il lettore (che, grazie agli artifici dell’autore, va a identificarsi con lui), come l’essere sepolti vivi, nei racconti  “La sepoltura prematura” e “Bernice“.

Photomontage Edgar Allan Poe | Photomontages done by hand fo… | Flickr

L’influenza del pioniere dell’horror

L’eredità di E. A. Poe è stata colta e rinnovata da molti autori contemporanei e del Tardo Novecento, come Richard Matheson, Micheal Scott, Peter Straub, Anne Rice, Valerio Evangelisti e il noto Stephen King.

Sono nati numerosi sottogeneri dal genere horror classico, come il dark fantasy, lo spi-fi, l’erotic horror, il noir ecc.

La letteratura dell’orrore è ancora oggi un cavallo di battaglia sul piano letterario e ancor di più sul piano cinematografico; di grandissima ispirazione sono stati i temi e i contenuti affrontati da Poe nel suo mondo fantasmagorico e intricato di orrore che riscuote un acclamato successo ancora tutt’ora.

Nelle opere di Poe il terrore è autentico, non trapela la dimensione scherzosa di Halloween e il famoso “Trick or treat?” non esiste.

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