Il Superuovo

In occasione della Giornata Internazionale contro i test nucleari leggiamo qualche verso di Quasimodo

In occasione della Giornata Internazionale contro i test nucleari leggiamo qualche verso di Quasimodo

Il 29 agosto di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale contro i test nucleari.  Tale ricorrenza venne istituita il 2 agosto del 2009 dall’Assemblea Generale dell’ONU.

Segno nucleare Immagine gratis - Public Domain Pictures

Si tratta di un’occasione per riflettere sull’importanza del disarmo nucleare; è fondamentale coinvolgere i governi, gli stati membri dell’ONU e non, altre organizzazioni intergovernative, esperti del settore e non, i media e i giovani. L’ottimistico scopo è quello di sensibilizzare tutti circa l’abolizione degli esperimenti con il nucleare per rendere il mondo un posto più sicuro.

Un po’ di storia

Il 16 luglio 1945 venne effettuato il primo test nucleare (in particolare per “arma nucleare”) nel Nuovo Messico, negli Stati Uniti.

Il nome del test era “Trinity”; e il suo scopo era quello di sperimentare un tipo di bomba al plutonio (chiamata “The Gadget”), la versione “base” della bomba che distrusse, poi, Nagasaki il 9 agosto dello stesso anno.

Dal 1945 a oggi sono stati effettuati più di 2 000 test nucleari, ufficialmente da dieci nazioni: Stati Uniti d’America, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan e Corea del Nord.

Gli unici casi di impiego bellico di armi nucleari sono l’utilizzo della prima bomba all’uranio (denominata “Little Boy”), sganciata sulla città di Hiroshima il 6 agosto 1945; e l’utilizzo della seconda bomba al plutonio (“Fat Man”), lanciata su Nagasaki.

I due ordigni causarono la morte di circa 200 000 persone nelle due città giapponesi.

Nucleare esplosione di una bomba Immagine gratis - Public Domain Pictures

E oggi?

Per quello che sappiamo, l’ultimo test nucleare (allo stato attuale) è stato effettuato dalla Corea del Nord il 3 settembre 2017.

Nel 1996 venne elaborato il trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari: la maggior parte degli stati del mondo firmò nel giro di poco tempo (tra questi anche USA, Cina, Iran che però non hanno mai ratificato); altre nazioni come Pakistan, Corea del Nord e India non sottoscrissero affatto il bando.

Quindi, neanche da un punto di vista prettamente burocratico, pare che vi sia un accordo tra le più grandi superpotenze.

A cosa serve allora il trattato? Sulla carta, l’effettiva adesione al bando rende impossibile testare nuove armi nucleari; avremo uno stop del progresso tecno-scientifico sulla questione del nucleare; nessuno stato potrebbe vendere o comprare armi nucleari; neppure le “vecchie” bombe dei test passati sarebbero “valide” perché l’assenza di periodici esperimenti inficia l’effettivo successo del test.

Soltanto le nazioni che dispongono di tecnologie all’avanguardia e di supercomputer potrebbero continuare a sviluppare nuove armi nucleari, servendosi -ovviamente- non del test sul campo, dal vivo, bensì di un’accurata simulazione virtuale.

Salvatore Quasimodo e l’aspirazione alla pace

Quasimodo (1901-1968) è stato uno dei più grandi scrittori italiani del ‘900, rilevante esponente dell’ermetismo. Nella sesta composizione di una delle raccolte di poesie più famose “La vita non è sogno” esprime il valore etico dell’aspirazione alla pace, il desiderio di vivere in un mondo senza guerra e senza armi.

La toccante poesia è espressione del pacifismo, ecco l’incipit: “Avete finito di battere i tamburi/ a cadenza di morte su tutti gli orizzonti/ dietro le bare strette alle bandiere,/ di rendere piaghe e lacrime a pietà/ nelle città distrutte, rovina su rovina“.

Quasimodo abborrisce la guerra e, in particolare, le armi di distruzione di massa, anche e soprattutto quelle nucleari che causano danni al pianeta, sofferenza, dolore e potrebbero portare, verosimilmente, all’estinzione dell’intera specie umana.

L’augurio del poeta per la promozione di pace e per la sicurezza mondiale continua in uno scritto del 6 febbraio 1960: “Se il politico addestra l’uomo a morire con coraggio, il poeta lo vuole convincere che può vivere con coraggio“.

 

A proposito della pericolosità della bomba atomica, Einstein ebbe a dire: “L’uomo ha inventato la bomba atomica; ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi”.

Salvatore Quasimodo: vita, opere e poetica

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