Un esperimento sulla dopamina ha portato alla luce dei meccanismi cerebrali, abili a comprendere come l’individuo si relazioni in amore. Erich Fromm ci spiega come questi meccanismi siano necessari per imparare ad amare.
Per imparare ad amare bisogna capire sé stessi. Le fasi dell’amore coinvolgono le nostre emozioni e anche il nostro cervello. Ogni soggetto cambia nelle diverse circostanze amorose, adattandosi sempre a proteggere sé stesso e il suo io interiore.
L’esperimento della dopamina
Uno studio recente pubblicato sulla rivista Current Biology, ha evidenziato come la dopamina abbia un’azione evidente nelle relazioni amorose. Infatti un esperimento fatto su delle arvicole, a livello celebrale, ha portato alla luce l’incidenza che la dopamina ha sul nostro cervello, sia durante la fase d’innamoramento, che durante la fase di rottura.
Secondo i neuroscienziati durante le prime fasi dell’amore il cervello risulterebbe sempre più irrorato dalla dopamina, che ci spingerebbe a ricercare il partner, con la stessa funzione che questo neurotrasmettitore ha, spingendoci, ad esempio, a ricercare dolci o nicotina. Lo studio ha inoltre accertato che l’allontanamento e dunque la rottura amorosa provocherebbero l’esaurimento di dopamina nell’encefalo, con una funzione protettiva, del cervello stesso, a tutelarsi da un amore ormai finito e non ricambiato.
Erich Fromm e l’arte di amare
Questi studi neuroscientifici permettono di comprendere più da vicino quella che è l’arte di amare, presentata da Erich Fromm nelle sue opere. Infatti il filosofo afferma che l’amore debba essere appreso come qualsiasi altra disciplina, quale la musica, la pittura ecc. L’amore infatti porta l’individuo a distaccarsi dalla solitudine, permettendogli un ingresso nel mondo, tramite le relazioni. Bisogna perciò imparare ad amare, per poter imparare a vivere con gli altri.
L’educazione amorosa per Fromm permetterebbe di migliorare la posizione dell’individuo nel mondo, garantendogli piena libertà e mancanza di malessere. Da qui si potrebbe valutare come il sapere filosofico risulterebbe efficace per aiutare l’individuo anche a comprendere sé stesso e i suoi meccanismi cerebrali. Non a caso davanti alla rottura amorosa il cervello umano diminuisce e successivamente elimina la dopamina, permettendo un definitivo rifiuto dell’ormai ex partner. Questo meccanismo è necessario all’uomo più di quanto si possa immaginare. Infatti l’abbandono e il rifiuto inducono stati di confusione e malessere nel soggetto che ha bisogno di una naturale autodifesa, per riprepararsi all’amore. Prendere dunque piena consapevolezza di sé, nuovamente, senza il legame d’amore, risulta necessario per poterne cercare uno di nuovo. Fromm infatti sostiene:
“Quando noi trascuriamo noi stessi e non riusciamo ad amarci, non siamo in grado di amare gli altri.”
Amarsi per poter amare
Bisogna perciò sapersi amare, per poter amare. È necessario difendere sé stessi da spiacevoli tragedie amorose, per poter riscoprire nuovamente l’amore. È essenziale ridurre la dopamina nel cervello, davanti a circostanze ormai superate e infelici, per poterne consumare nuovamente, davanti a nuove situazioni amorose. La cura di sé è l’elemento fondamentale e utile per costruire relazioni nel mondo, infatti come afferma lo stesso Fromm:
“L’amore è un potere attivo dell’uomo; un potere che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso d’isolamento e di separazione, e tuttavia gli permette di essere sé stesso e di conservare la propria integrità.”
