Il Superuovo

Il Vaticano condanna il DDL Zan perché viola il Concordato: analizziamo che cosa significa

Il Vaticano condanna il DDL Zan perché viola il Concordato: analizziamo che cosa significa

La Chiesa Cattolica si sta opponendo fermamente a questo nuovo disegno di legge. Ma resta da capire perché lo sta facendo. 

Da Moneyval riconoscimento per gli organismi finanziari del Vaticano

Che la religione cattolica abolisca tutto ciò che non sia tradizionale, è cosa risaputa. Ma il fatto che ora stia interferendo all’interno della politica italiana per lo stop al DDL Zan desta parecchi dubbi. E nel frattempo, il disegno di legge sta trovando parecchi ostacoli.

Cosa sono questi concordati che il Vaticano usa come motivazione?

La storia della Chiesa Cattolica è senza dubbio ancora oggi un oggetto di discussione. Una storia fatta di grandezza e di prosperità artistica e culturale. Ma anche di guerre, condanne, tribunali e tradizioni spesso difese anche con l’uso della violenza. Ah, non dimentichiamoci degli accordi.
Il Vaticano per anni ha combinato concordati che permettessero di esercitare ancora una volta la loro supremazia. Tra questi si possono citare il Concordato di Worms (1122), che sancì la fine della lotta per le investiture. Oppure quello del 1801, che riappacificò la Francia napoleonica con la Santa Sede. E se proprio vogliamo arrivare ai giorni nostri, dobbiamo arrivare ai Patti Lateranensi.
Quest’ultimi, firmati da Mussolini e il cardinale Pietro Gasparri, rappresentano il vero dilemma per cui il Vaticano può ancora intromettersi indirettamente nelle nostre leggi. Lo so, non è giusto (il sottoscritto pensa la stessa cosa dell’intero Vaticano!). Ma se proviamo ad addentrarci più interiormente, possiamo notare come in realtà, il detto “carta canta e villan dorme” ci può tornare utile in queste occasioni.

File:Firma dei Patti Lateranensi.jpg - Wikipedia
La firma dei Patti Lateranensi (1929)

Come questa ingerenza può nascere…da una modifica

Ebbene sì. I Patti Lateranensi sono forse il trattato più importante che la Santa Sede abbia mai firmato. Grazie ad esso, nacque l’odierno Stato della Città del Vaticano. Mussolini in quel momento pose fine a quella che venne definita questione romana. Con i patti che furono inseriti all’interno della Costituzione italiana, più precisamente negli articoli 7 e 8, la situazione cominciò a farsi spinosa soprattutto per quando riguarda il concordato interno. Più precisamente, la sezione riguardante i rapporti Stato-Chiesa.
Gli Accordi di Villa Madama vennero stipulati nel 1984, durante il governo Craxi, ma nonostante ciò non si assistette ad una vera e propria modifica dei trattati. In particolare, l’articolo 2 di questi accordi stabilisce le “garanzie in ordine alla missione salvifica, educativa e evangelica della Chiesa cattolica”. Cosa vuol dire questo? Che il Vaticano ha il compito di controllare che eventuali dottrine pagane – come appunto l’omosessualità – non diventino materia di insegnamento all’interno di scuole e istituzioni. L’educazione, di conseguenza, deve seguire i principi tradizionali. Ma l’interferenza della Chiesa, quando tali patti non vengono rispettati, è ancora oggi motivo di critiche. Infatti, per un semplice punto all’interno degli accordi, il Vaticano sembra ancora tenerci sotto scacco dottrinalmente.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani?

Questo è ciò che afferma l’articolo 7 della Costituzione:

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettati dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale

Le polemiche tuttavia sorgono soprattutto nella prima frase. Indipendenti e sovrani. Di conseguenza quindi, l’Italia non potrebbe intervenire negli ordinamenti vaticani. E viceversa. Ricordando infatti che quella fatta dal monsignor Gallagher è solo una richiesta specifica, bisogna però notare come alla Santa Sede vengano richiesti numerosi privilegi all’interno del nostro paese. Tra cui l’esenzione dell’IMU dagli immobili, così come di tutte le tasse. Oppure l’8×1000, la tassa versata alla Chiesa per impieghi materiali quali i beni pubblici e l’assistenzialismo. Senza dimenticare l’insegnamento della religione cattolica, con docenti pagati però dai contribuenti.
Il Vaticano gode di queste innumerevoli agevolazioni fiscali, anche per quanto riguardano operazioni di retribuzioni garantite. Come ad esempio, il fondo pensionistico istituito da, indovinate un po’, lo Stato per i funzionari della Chiesa e ai loro familiari. Sì esatto, noi cittadini italiani stiamo pagando la pensione del vostro parroco di paese! Così come paghiamo i cappellani delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine, con tutti i trattamenti compresi.
Inoltre, i beni di proprietà della chiesa sono a carico del paese ospitante. Quindi scordiamoci del vescovo che versa denaro per riqualificare un possedimento dedito a cerimonie religiose! D’altronde, come ci hanno insegnato più volte, i cattolici “non hanno altro che la fede“.

Ma il DDL Zan priverebbe davvero della libertà d’espressione?

Chi pensa realmente questo, non ha ben capito cosa significa in realtà il disegno di legge. Innanzitutto, smettiamola con queste dicerie fantasiose del tipo “ci vogliono imporre il pensiero unico” o “i nostri bambini ne risentiranno“. Esse sono castronerie inventate dagli ambienti più conservatori, per sintetizzare quella che in realtà è solo una legge per promuovere l’aggravante di omofobia. Nessuno vi priva della libertà di chiamare “fro*io” un amico vostro, facendovi credere di essere l’avanguardia della comicità (siete penosi in realtà, sapetelo!). E ne tantomeno di utilizzare il maschile/femminile al posto del più elegante schwa (ə).
Il Vaticano, assieme ai suoi compagni di merende Pillon e Ostellari, non avrebbe nulla di cui preoccuparsi. Anche perché nel DDL Zan si promuoverebbe la Giornata nazionale contro l’omofobia. Per i cattolici più oltranzisti, la ricorrenza, tanto innocua quanto formativa, sarebbe paragonabile ad un atto di guerra. Il loro castello di carta, fatto di bigottismo e falso amore, crollerebbe in un batter d’occhio. E stiamo pur sempre parlando di una giornata educativa, non di una dittatura arcobaleno, che non esiste.
I più religiosi tuttavia non si dimentichino delle parole del loro Messia, che in un versetto della Genesi afferma:

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”

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