Il turista moderno vuole vivere esperienze, così Airbnb dà in affitto la casa di Monet

Sull’onda della ricerca di esperienza del turista moderno, Airbnb decide di affittare la casa in Normandia del celebre Claude Monet al ‘modico’ prezzo di 300 euro a notte

L’annuncio su Airbnb per affittare la Blue House

Claude Monet è sicuramente uno degli artisti più amati ed ammirati di tutti i tempi. È celebre per il suo ‘Impression, Soleil Levant’ che ha dato il nome alla corrente di cui faceva parte, gli impressionisti; per le sue ‘Ninfee’; per i suoi studi attenti della luce sulla Cattedrale di Rouen. I suoi quadri fanno sognare lo spettatore, che rimane incantato dalle sue linee libere e vibranti, e si perde affascinato dall’assenza di contorni, dettaglio che dona alla rappresentazione movimento ed un sentimento di incertezza, quasi ad invitare colui che la guarda ad inventare per lei ogni volta un finale diverso.

Insomma, Claude Monet fa sognare ed innamorare da generazioni. Gli appassionati magari si taglierebbero un braccio pur di avere la possibilità di scambiare due parole con l’artista. Ma se ora fosse possibile entrare a far parte del suo mondo, anche se solo per qualche notte? Airbnb, la nota piattaforma online di sharing houses, dà la possibilità a tutti di affittare per qualche notte la casa di Givenry del pittore, in Normandia. A ‘soli’ 300 euro a notte, i turisti potranno godere della pace del giardino perfetto che aveva portato Monet a scegliere proprio quella casa e delle stanze in cui lui creava i suoi meravigliosi paesaggi.

Forse ad alcuni potrebbe apparire come un’idea bizzarra ed anche un po’ eccentrica. Perché Airbnb ha deciso di dare questa possibilità? La ragione è semplice: perché la piattaforma ha compreso come stare al passo con i tempi, seguendo le necessità del turista contemporaneo, non più solo alla ricerca di un semplice viaggio, ma dell’esperienza della vita.

 

La casa di Monet su Airbnb

La Blue House è stata attentamente restaurata tre anni fa, presentandosi ora in un nuovo look costituito di pezzi di antiquariato e comfort moderni. Un po’ per la zona tranquilla di campagna dove è situata, un po’ per l’aria di creatività e nostalgia che si respira, la casa è adatta a coppie, solo travellers e famiglie, avendo a disposizione ben tre camere da letto e tre bagni. Certo non era la prima casa di Monet, che soggiornava in un’altra maison a Giverny con più regolarità (e che per questo è ora sede della Fondazione Claude Monet), ma questo non scoraggia un’enorme quantità di turisti, tanto che è difficile trovarla libera.

Il fatto che la casa dell’artista sia messa in affitto è un chiaro sintomo del cambiamento che il mondo del turismo sta vivendo in questi anni. Vent’anni fa, probabilmente anche meno, non sarebbe mai venuto in mente di soggiornare in un luogo simile. O, forse, sarebbe stato un desiderio solo di esperti ed appassionati d’arte, che volevano provare la vicinanza con il loro artista preferito.

Ora, invece, anche chi di arte non si intende prova interesse nell’affittare una casa simile. Perché? Per l’esperienza che potrebbe assicurare. Essere ospiti nella casa di una figura storica celebre è un’esperienza unica che non tutti possono permettersi. Un’occasione di distinguersi dalla massa e di sentirsi unici e speciali. Non è forse questo ciò a cui tutti agogniamo?

Il famoso ponte giapponese dipinto da Monet, che prese ispirazione proprio dal giardino di Giverny

 

Perché vogliamo dormire nella Blue House?

Il turista moderno non è più un mero viaggiatore mordi e fuggi. Al contrario, è un avventuriero alla ricerca di sempre nuove esperienze. L’importante è viaggiare, non importa come o dove. Muoversi e cambiare la propria vita è divenuto essenziale. Circondato dalle nuove tecnologie (di cui è un esperto fruitore), il neo turista è sempre più rapido ed attento nelle sue scelte. Un bell’albergo con piscina non gli basta più. Ora entrano in gioco tutta un’altra serie di variabili che non hanno nulla a che vedere con il prezzo.

Complice la situazione sociale contemporanea, l’interesse generale è incentrato sulla sostenibilità (sociale ed ambientale), sull’opportunità di relazionarsi con la popolazione locale, di gustare piatti tipici e di far parte, anche solo per poco, di una storia che non è la propria. L’educazione sempre maggiore vede dei turisti più colti, che ben conoscono le tradizioni e la cultura locale, e sempre più interessati a diventarne parte. L’immediatezza del digital ha portato alla controtendenza del voler vivere un’esperienza slow almeno per quanto riguarda un viaggio. Godere di ogni singolo e differente dettaglio del luogo di destinazione è una mania soprattutto per i giovani, perché permette loro di distinguersi.

Con una leggera vena di narcisismo, la nuova generazione (che è poi anche la nuova classe di coloro che fanno i bagagli e decidono di partire), abituata a mettersi in mostra sui social, vuole dimostrare a tutti di essere differente, vivendo un’esperienza unica e completamente totalizzante che ‘sicuramente nessuno di voi altri ha mai vissuto’. Inoltre, con il grande successo che le serie tv ed i film hanno sui Millenials, il loro turismo è un turismo incentrato al seguire i luoghi che hanno fatto da sfondo alle loro scene preferite.

Perché dunque non aggiungere il mondo della cultura ad un trend di viaggio già decisamente sfaccettato e caratterizzato dalla estenuante ricerca di luoghi famosi come sfondo alle proprie vacanze? Detto ciò, è chiaro come Airbnb abbia compreso il tutto e stia, come su una tavola da surf, cavalcando decisamente l’onda giusta.

La macchina fotografica (o un buono smartphone) sono un attrezzo indispensabile per il viaggiatore moderno, perché gli permettono di cristallizzare nella memoria -e su Instagram- la propria ‘esperienza della vita’

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