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Il titanismo di Alfieri ritorna con i protagonisti di “The Umbrella Academy”

Gli eroi dell’Umbrella Academy si scontrano con un potere più grande di loro che causa la fine del mondo e lo fronteggiano con un abnorme atteggiamento titanico.

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Il termine “titanismo” deriva da un episodio della mitologia greca: i Titani, figli di Urano e Gea, avevano osato ribellarsi a Zeus e all’intero pantheon; tra questi Prometeo che rubò il fuoco (= civiltà) agli dei per donarlo agli uomini.

 

Il Titanismo nella letteratura

Oggi il vocabolo sta ad indicare un atteggiamento di ribellione contro l’autorità e l’oppressione gerarchica, pur nella consapevolezza del fallimento della propria impresa; di fatti, i Titani -da cui ha origine il termine “titanismo”- furono sconfitti dagli dei e confinati nel Tartaro.

In letteratura, rappresenta un atteggiamento tipicamente romantico, ma -in realtà- già nel Settecento se n’era discusso abbastanza come ne “I masnadieri” di Schiller; e, addirittura, in un’epoca in cui si può soltanto parlare di tendenze proto-romantiche, come in alcuni personaggi della “Gerusalemme Liberata” (1581) di T. Tasso  e nel “Paradiso Perduto” (1667) di J. Milton.

È la sconfitta di personaggi come il Satana miltoniano e Karl Moor, quale eroe schilleriano, ad accrescere il fascino emanato dalle stesse figure; animate da un profondo e inarrestabile senso di libertà, non possono arrendersi ad un destino orribile, seppur consci dell’inevitabile disfatta.

La tensione verso l’infinito e l’inestinguibile sete per la libertà le si ritrovano nelle tragedie e nel trattato “Della tirannide” di V. Alfieri: in esse l’autore cerca di far emergere l’importanza necessaria di una lotta continua e inarrestabile contro l’assolutismo -del suo tempo- e l’abuso di potere.

Si ottiene, così, un combattimento estenuante fino alla fine, fino alla morte.

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I personaggi delle tragedie alfieriane

Cosa spinge i protagonisti delle opere di Alfieri a combattere anche a costo della vita? Cosa muove quest’accanimento per vincere la potenza avversa?

L’affermazione dell’io, l’insofferenza per costrizioni e oppressioni, l’insoddisfazione personale, l’impossibilità di raggiungere una sublimità da tempo ambita caratterizza i personaggi alfieriani. Si tratta di eroi buoni e generosi, pronti a sacrificarsi pur di affermare la propria libertà di scelta e di restare puri. Come Saul -protagonista dell’omonima tragedia- che, spinto dalle manie di protagonismo e di grandezza, osa sfidare Dio e la natura; o come Mirra che, innamorata del padre Ciniro, continua a lottare con tutte le forze contro la sua passione impetuosa e scabrosa, ma non può che uccidersi dopo aver confessato il terribile segreto.

Sia la tragedia del “Saul”, sia la “Mirra” sono definite tragedie del dramma interiore (perché, di fatti, lo spazio della colpa è la psiche stessa); e di libertà  (il cui desiderio si scontra con la drammatica presa di coscienza dei limiti umani: morte o destino avverso).

La loro ricerca di libertà -anche e soprattutto ideale- non si arresta ed è sollecitata dall’agitazione ottativa del bisogno superomistico di tendere all’infinito irraggiungibile, di riaffermare se stessi e ciò in cui credono contro tutto e tutti, contro ogni ostacolo.

Tragedie di vittorio alfieri da asti | 787

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*spoiler alert*

Una sorta di ansia, originata dall’orgoglio e dal super io, anima gli eroi dell’Umbrella Academy; ciò emerge: nell’atteggiamento di ribellione nei confronti del padre, il signor Hargreeves, (da parte di Cinque, che gli disobbedisce e si ritrova da solo nel futuro dove resterà per quarantacinque anni);

la tensione verso l’infinito e la decisione di rinunciare al sé a favore di una Causa (in Luther -il numero Uno- che non riesce ad abbandonare la casa paterna e a dimenticare il passato);

la volontà di un’assoluta e vera libertà (come in Allison, ancorata ad una vita perfetta ma non veramente sua, perché realizzata su presupposti magici);

l’impotenza di non poter modificare la realtà e, in particolare, il modo in cui la si affronta (individuabile in Klaus, il cui superpotere -essere in grado di poter dialogare con i morti- lo ha traumatizzato e lo ha fatto precipitare nel vortice della tossicodipendenza);

il farsi carico di una responsabilità non indifferente (come quella di Ben che è costantemente impegnato nel vegliare sui suoi fratelli, specialmente, su Klaus);

l’incessante bisogno di tenere a bada il senso del dovere (peculiarità di Diego che non vuole abbandonare la madre e, nella seconda stagione, farà di tutto affinché il Presidente Kennedy non venga assassinato);

la lotta per affermare la propria dignità e l’aspirazione a divenire più forti e indipendenti (Vanya fa di tutto per essere accettata dai fratelli, eppure non esita a spiattellare alla stampa e al mondo intero tutti i loro segreti).

Nonostante siano molto diversi, i sette fratelli hanno qualcosa in comune: non si fanno intimorire e guardano al proprio destino con coraggio.

A New Age of Superheroes: “The Umbrella Academy” – The Vision

Eroi o antieroi?

Con o senza superpoteri, sarebbero comunque degli eroi. Infatti, mettono da parte (o, almeno, cercano di farlo) le avversità, le differenze caratteriali e gli obiettivi personali per concentrarsi su una missione salva-vita. Quando Cinque comunica e mostra agli altri lo scenario dell’imminente apocalisse, dopo un iniziale momento di perplessità e incredulità, l’Umbrella Academy al completo si mette all’opera per evitare che giunga effettivamente la fine del mondo. Certo i rischi sono molti ed è praticamente impossibile arrestare l’Apocalisse; ecco, perché si parla di titanismo: i nostri eroi sono pronti a sacrificarsi anche se le possibilità di vittoria sono praticamente inesistenti; a pagare con la vita nonostante il fallimento è ineluttabile.

Soltanto mettendo in atto uno stratagemma temporale riusciranno a salvarsi; riusciranno a dimostrare che l’esaltante e crudele lotta contro l’autoritarismo del padre e il potere della Commissione (per cui lavorano Hazel e ChaCha, The Handler e Lila) per riaffermare la propria libertà può superare lo stesso limite spazio-temporale.

Nonostante i dolori e le perdite, la delusione e il rimpianto, la sconfitta e la morte, gli eroi dell’Umbrella Academy -come come Saul, Mirra e gli altri protagonisti delle tragedie di Alfieri- possono essere vinti materialmente, ma non domati spiritualmente.

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