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Il “Simposio” e Aldo, Giovanni e Giacomo: ecco la vera storia dell’amore platonico

Il “Simposio” e Aldo, Giovanni e Giacomo: ecco la vera storia dell’amore platonico

Da Tre uomini e una gamba all’Eros platonico: qual è la sua vera storia? 

Statua del filosofo Platone

Stravolgendo ogni canone e visione comune, influenzando poeti, cantautori e registi, il famoso amore platonico non smette mai di essere attuale. Spesso usato come sinonimo di un sentimento non carnale, è davvero solo questo? Scopriamolo insieme. 

Il mito delle due metà 

In Tre uomini e una gamba del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo i protagonisti si dirigono verso Gallipoli, dove sono programmate le nozze di Giacomo, ma una serie di imprevisti ritarderà il loro arrivo. Uno di questi imprevisti si chiama Chiara, una ragazza che in strada tampona accidentalmente l’auto di Giovanni e attira l’attenzione di Giacomo. Dopo qualche screzio i tre fanno amicizia con Chiara, e per il promesso sposo il loro rapporto comincia a tramutarsi in qualcosa di più. In una scena del film, Chiara racconta al trio un mito presente nel Simposio di Platone riguardante l’amore, conosciuto come il mito delle due metà: il filosofo parla di come gli uomini un tempo fossero perfetti, bastevoli a se stessi, senza alcuna distinzione fra maschio e femmina. Ma Zeus, geloso della loro completezza, divise ognuno di loro in due parti, rendendoli deboli e difettosi: 

“E da quel giorno l’uomo cominciò a cercare disperatamente la sua metà, perché senza di lei si sentiva incompleto, infelice. Solo che per quanti tentativi facesse, non riusciva mai a trovare la sua metà esatta, e non ce la fa tuttora, perché praticamente è impossibile trovare la propria metà e riconoscerla, ci vorrebbe un miracolo.”

Così conclude Chiara, parlando di come l’amore sia quella forza che spinge l’uomo a ricercare la sua metà mancante. 

La storia di Eros 

Tutti i fan del film sono affezionati a questa scena, tuttavia, senza nulla togliere alla sua bellezza, va sottolineato il fatto che questo mito non rappresenta la visione di Platone. Non bisogna dimenticare che il suo è un dialogo, nel quale passano in rassegna opinioni contrastanti dalla bocca di più personaggi: nel Simposio questo mito nasce infatti dalla voce dell’antico commediografo Aristofane. La visione platonica è invece raccontata da Socrate, maestro del filosofo: durante il banchetto per la nascita della dea Afrodite, Penia (la povertà) si sdraiò accanto a Poros (la risorsa) e dalla loro unione nacque Eros o Amore. Egli ereditò i tratti di entrambi, perciò divenne un essere intermedio fra il divino e il mortale, imperfetto, manchevole, non bello, ma consapevole di ciò e perciò desideroso di raggiungere tutto ciò che lo possa rendere completo e bello. Eros è tensione, attrazione verso la bellezza degli amati, ma non solo. Platone dice che per l’uomo il percorso erotico continua nella capacità di riconoscere il bello che si nasconde nella natura, nelle scienze, nella musica, nella società, fino ad arrivare a quello che il filosofo chiama il Bello in sé. Egli non svaluta mai l’amore carnale, ma lo considera il primo gradino di una forza più ampia e potente.

Giacomo e Chiara in “Tre uomini e una gamba”

La nostra metà 

Perciò il modo in cui spesso si parla dell’amore platonico non può bastare: non è affatto il sentimento che fa contemplare in maniera astratta e spirituale la persona amata, come spesso si crede. Nel film questo Chiara lo coglie in pieno: per lei come per Platone l’amore significa mancanza, tensione, sofferenza, bisogno. Ma il filosofo differisce nel fatto di non identificare “la metà mancante” solamente con una persona, nell’amore di un uomo o di una donna. É senz’altro questo, ma può essere anche altro. Eros può avere una grande forza sociale: ricorda continuamente all’uomo che da solo non ce la può fare, che ha bisogno dell’altro per poter vivere meglio, che per poter essere autosufficiente ha bisogno di aprirsi. 

Eros si nasconde silenziosamente ovunque, assumendo le forme più diverse. Come si dovrebbe chiamare, allora, quella passione che spinge a scegliere un percorso di vita piuttosto che un altro? Quel bisogno che si prova nel voler realizzare i propri sogni più profondi? O quella strana sensazione che si prova di fronte alla musica, che alcune volte sembra toccare le corde della nostra vita? Eros è essenzialmente ricerca di ciò che ci completa, è tensione verso ciò in cui riconosciamo un senso per la nostra esistenza. 

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