Il Purgatorio di Dante e l’ultimo libro di Aldo Cazzullo: ecco come rinascere dopo l’oblio

Con il I Canto del Purgatorio de “La Divina Commedia”, Dante raggiunge un nuovo regno fatto di luce e rinnovata speranza. Aldo Cazzullo, con il libro “A riveder le stelle”, ispirato a Dante, descrive l’aspettativa di una ritrovata libertà quando, dopo la pandemia, potremmo tornare a riviverla.

Un’immagine del Purgatorio dantesco (Google)

Che questo periodo storico sia solo un momento di passaggio per giungere ad una rinnovata speranza?

Il I Canto del Purgatorio

Il I Canto del Purgatorio dantesco vede l’arrivo dei due poeti su una spiaggia. Dante e Virgilio sono solitamente e provato dalle sofferenze appena viste all’Inferno. Quella spiaggia è il segno di qualcosa di nuovo, di una nuova speranza. Davanti a loro il mare e in alto si vede solo il colore del cielo. È la domenica di Pasqua e la resurrezione è centrale in questo canto. Ad attenderli un cammino lungo la montagna del Purgatorio che preparerà loro per il raggiungimento di Dio. Il linguaggio usato nei canti del Purgatorio è dolce e fiducioso e Dante incontrerà molti amici conosciuti in vita. Ecco dunque che lasciata alle spalle la sofferenza, il viaggio di Dante ai prospetta sì faticoso, ma necessario per raggiungere il più elevato stato dell’uomo.

“A rivedere le stelle” di Aldo Cazzullo

L’ultimo libro di Aldo Cazzullo, “A riveder le stelle” parla di Dante e del poeta che “inventòl’Italia. La nostra nazione, infatti, non è nata da guerre o divisioni territoriali, ma dalla cultura e questo ci rende unici. Il libro è un romanzo sull’Inferno dantesco e ci guida alla conoscenza dei suoi personaggi. In contemporanea, Cazzullo parla dell’Italia del poeta e di come abbia elevato la figura femminile. Il titolo, poi, ha qualcosa di emblematico: dopo le sofferenze, le guerre e le epidemie, la gioia più grande è “uscire a rivedere le stelle”.

Lo scrittore Aldo Cazzullo (Google)

Dante e Cazzullo: la speranza che sconfigge la sofferenza

Ecco che sia Dante che Cazzullo (con il suo libro su Dante) insistono sulla speranza e sulla possibilità di un futuro migliore. Sono le sofferenze a caratterizzare parte della vita dell’uomo, ma non dobbiamo dimenticarci del domani che porta con sé desideri e speranze. In questo periodo difficile della nostra storia è a questo che dobbiamo pensare: che domani sarà un giorno migliore. Sarebbe sbagliatissimo accettare di vivere così per sempre e abituarsi a questa “nuova normalità”. Dobbiamo invece lavorare per garantirci una vita al ritmo di quella precedente la pandemia e non adeguarci senza lottare. Forse, questo momento, è un Purgatorio per noi uomini, uno dei tanti, ma dopo gli sforzi e la fiducia mai perduta riusciremo a ritrovare la pace.

 

 

 

 

 

 

 

 

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