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La morte distrugge l’amore? Properzio 4,7 è la chiave di lettura di “Moulin Rouge!”

La morte distrugge l’amore? Properzio 4,7 è la chiave di lettura di “Moulin Rouge!”

Amore è destinato a soccombere di fronte alla Morte: Moulin Rouge! ce lo spiega chiaramente. Ma dalla desolazione del film si esce grazie alla lettura dell’elegia 4,7 di Properzio. 

Il celeberrimo Moulin Rouge

Moulin Rouge! è un film del 2001 di Baz Luhrmann, con Ewan McGregor e Nicole Kidman, intriso di spirito bohemien.
L’Elegia 7 di Properzio rappresenta un unicum nell’intero libro 4 delle Elegie. Di per sé il quarto libro è molto diverso dagli altri per tematiche e stile, ma con questa elegia Properzio fa un salto all’indietro, ricollegandosi al tema amoroso, filo conduttore dei primi tre.

L’amore in Moulin Rouge!

SPOILER ALERT
Il film Moulin Rouge! è fortemente incentrato sul tema dell’amore. Sono gli anni della “Rivoluzione bohemien” e Christian (Ewan McGregor), un poeta squattrinato che spera di poter scrivere una storia sull’amore, si reca a Parigi, cuore della rivoluzione. Entra presto in contatto con Henri de Toulouse-Lautrec e i suoi compari teatranti allo sbaraglio. Il gruppo vuole mettere in scena una commedia in pieno spirito bohemien e Christian viene subito accolto come scrittore. Manca però l’approvazione dell’organizzatore di spettacoli al Moulin Rouge, Zidler. Per convincere Zidler, Henri organizza un incontro tra Christian e Satine, l’étoile del Moulin Rouge, così da farle conoscere le doti artistiche di Christian e garantirsi l’approvazione di Zidler per la scrittura di Children of the Revolution. L’incontro serale tra i due è il punto di partenza della storia. All’inizio Christian è completamente estraneo all’emozione amorosa, mentre Satine è maestra e macchina da sesso. I due protagonisti iniziano così una storia alla scoperta dell’Amore, quello con la A maiuscola, immortale, straordinario e potentissimo. Tra momenti di corteggiamento, di pazza gelosia, di canzoni che eternano i sentimenti degli amanti, anche lo spettatore è accompagnato alla scoperta dell’Amore. Eppure Moulin Rouge! è universalmente etichettato come drammatico. Perché? Beh, perché alla fine del film Satine muore di tisi, gettando anche lo spettatore in uno sconforto insopportabile.

Il dramma in Moulin Rouge!

Così alla fine del film, lo spettatore è lasciato con una profonda amarezza. Per tutto il film Amore è descritto come una forza immortale, potente, creatrice e tutto questo crolla con la morte di Satine. Alla fine si percepisce davvero che sia la fine. Amore è morto, Morte ha vinto. Christian è sfinito, distrutto e completamente perso. Parigi stessa è silente, degradata e misera. Moulin Rouge! è un film che lascia un peso opprimente nel cuore e una domanda terribile nella mente: vale la pena di amare, se tanto poi arriva la Morte che tutto distrugge? La risposta del film è un secco, terribile, devastante “NO”. E allora? Davvero la prospettiva di Morte ci costringe a vivere chiusi nel nostro guscio, senza unirci a nessuno, per paura di perderlo? Per chi non crede nella vita dopo la morte la risposta sembrerebbe scontata.
Ma lo è davvero?

L’amore in Properzio 4,7

In soccorso alla desolante tristezza che trasmette finale di Moulin Rouge! viene l’elegia 7 del quarto libro di Properzio. L’elegia si apre con la celeberrima massima sunt aliquid Manes: letum non omnia finit (“I Mani valgono qualcosa: la morte non tutto distrugge”). Per i Romani, che credevano nel dualismo anima-corpo e nella vita dopo la morte, l’anima era immortale. Infatti proseguendo nell’elegia, Properzio ci racconta che lo spirito di Cinzia, donna da lui amata, gli è apparso in sogno. Ma io vi avevo promesso che l’elegia 7 sarebbe stata di conforto a chi non crede nella vita eterna e, dopo aver visto Moulin Rouge!, si trova in uno stato di profondo isolamento. Ebbene, tralascio tutto ciò che sta in mezzo, i rimproveri di Cinzia, le sue richieste, per passare direttamente alla parte finale dell’elegia. Cinzia ha appena dettato il proprio epitaffio a Properzio e lo sta ironicamente rimproverando per averla tradita dopo la sua morte. Sia pure libero, il poeta, di saziare le proprie voglie con altre mille ragazze, tanto, alla fine, mox sola tenebo / mecum eris, et mixtis ossibus ossa teram (vv. 93-94) “Tra poco ti avrò io sola, sarai con me, e mescolate le ossa, strofinerò le ossa”. Eccola la chiave di lettura positiva di Moulin Rouge!: Morte non distrugge ma eterna. E questo a prescindere dalla vita eterna: le ossa dei due amanti saranno sempre insieme, i due corpi non saranno mai separati. Grazie a questa chiave di lettura properziana il messaggio di Moulin Rouge! cambia completamente. Non aver paura di amare, perché la morte non divide, unisce ed eterna: dopo la morte, sarete sempre insieme e le vostre ossa non si distingueranno più. Dopo la morte gli amanti saranno davvero, finalmente, un corpo solo.

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