Vi siete mai chiesti perché è proprio il blu a rappresentare le nostre nazionali e non i colori del nostro tricolore?

Qualsiasi nazionale giri nel mondo per portare alti i nostri colori è vestita d’azzurro, non di verde, bianco o rosso ma di azzurro? Ecco l’azzurro è il colore simbolo di casa Savoia ed è stato scelto in tutti gli sport per questo motivo. Fatta eccezione per l’automobilismo dove si usa il Rosso Corsa. Questo per ricordare la ricorrenza dei 221 anni dalla nascita di Vittorio Emanuele II il primo re e fuitore dell’unità d’Italia.
Il Blu Savoia
Il blu Savoia o azzurro Savoia, è una gradazione di blu compresa fra il blu pavone e il pervinca, più chiaro del blu pavone più scuro del pervinca. La prima comparsa questo colore la fece in occasione di una partita della nazionale italiana di calcio nel 1911 contro l’Ungheria, ma la nazionale aveva già esordito l’anno prima contro l’Ungheria stessa ma con un completo bianco con un nastro tricolore su polsini e colletto. Si dice che il blu fu adottato per svariati motivi: o ripreso dai colori della nazionale francese, o che venisse dal colore dei mari e del cielo italiani o che si fosse casualmente scelto un colore alternativo al bianco a causa di una nevicata la mattina del match. A livello storico, fonte accertata, il motivo è solo uno: ‘azzurro sia stato scelto in onore di Casa Savoia in quanto rappresentava il colore del loro casato fin dal 1360. Fateci caso in ogni rappresentazione Vittorio Emanuele II ha sempre una divisa blu. Il blu al quale tutti siamo affezionati ad ogni occasione sportiva e che tutti i nostri atleti indossano con onore.
Piccola menzione va al mondo automobilistico: il colore scelto per il motorsport italiano è da sempre il Rosso Corso. Una lieve sfumatura di amaranto che tutt’oggi è presente nelle case automobilistiche e motociclistiche (Ferrari, Ducati ed Aprilia) nel mondo della F1 e della MotoGp.

221 anni fa nasceva Vittorio Emanuele II
Vittorio Emanuele II di Savoia è nato a Torino, 14 marzo 1820 ed è stato l’ultimo Re di Sardegna, dal 1849 al 1861, e il primo Re d’Italia, dal 1861 al 1878. Oggi è ancora ricordato con l’appellativo di Re galantuomo per aver mantenuto in vigore lo Statuto Albertino, una prima forma di costituzione adottata dai governanti sabaudi nel Regno di Sardegna. Nell’impresa unitaria è stato affiancato dal presidente del Consiglio Camillo Benso, conte di Cavour, grazie al quale portò a compimento il Risorgimento nazionale con la Proclamazione del Regno d’Italia. Il suo nome nel tempo è stato affiancato anche all’appellativo Padre della Patria e il Vittoriale a Roma prende il nome proprio da lui, Vittorio Emanuele II. Colui che ci ha reso popolo unito e questo dovrebbe bastare a tutti. Ancora oggi si può rendere onore al Padre della Patria al Pantheon, il luogo in cui è sepolto e dove gli italiani porgono i loro omaggi al nostro papà.

Alcune curiosità sulla maglia della nazionale.
Il colore blu dai Savoia non fu scelto in modo casuale; l’azzurro era il colore del manto di Maria Vergine ai quali erano molto devoti. Sulle maglie della neonata nazionale italiana di calcio campeggiava, fino all’avvento del fascismo, lo scudetto croce bianca di casa Savoia, ovvero una croce bianca in campo rosso. Con l’avvento del fascismo il colore Blu Savoia è stato mantenuto da Mussolini, ma con il cambio di stemma, ovvero il fascio littorio. Infatti durante il ventennio la nazionale di calcio ha avuto anche una brevissima parentesi con una maglia nera, voluta da Benito Mussolini. La casacca nera debuttò nell’amichevole contro la Francia del 17 febbraio 1935 e venne poi utilizzata in occasione degli XI Giochi olimpici di Berlino del 1936 e anchenella seconda gara dei Mondiali del 1938, in questo caso ancora contro i francesi, mondiali dai quali uscimmo vincitori. Dopo la caduta del fascismo e la nascita della repubblica italiana la maglia azzurra vide un ulteriore cambio: il fascio littorio fu sostituito dal tricolore che tutt’oggi ancora campeggia sulle maglie delle nostre nazionali.