Il potere del Papa: Giovanni Paolo II agiva pensando al Dictatus Papae di Gregorio VII?

Giovanni Paolo II e Gregorio VII sono due papi che rappresentano dei pilastri nella storia della Chiesa, il primo per aver rinnovato il concetto di potere spirituale e il secondo per averlo teorizzato.

Il 18 maggio è stato l’anniversario della nascita di Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, un Papa che ha fatto storia e che ha cambiato il modo di concepire non solo la fede, traghettando la Chiesa nella contemporaneità, ma anche il rapporto che i suoi rappresentanti devono avere con il proprio gregge. Che si sia cattolici o meno, l’importanza che ha avuto questo pontefice nella storia è innegabile, partendo dal fatto che alla sua morte nel 2005 la maggioranza dei fedeli chiese l’immediata santificazione. Allo stesso modo, ma quasi 1000 anni prima, Gregorio VII, al secolo Ildebrando di Soana, rinnovò completamente il modo di “fare la Chiesa” con il suo Dictatus Papae, un documento importantissimo che legittimò definitivamente i poteri del pontefice, non solo spirituali, ma anche temporali.

Enrico IV chiede la revoca della scomunica a Papa Gregorio VII a Canossa

L’anniversario della nascita di Karol Wojtyla

Non si tratta di un semplice anniversario, è il primo centenario della sua nascita. Il Papa nacque, infatti, il 18 maggio del 1920 in Polonia, più precisamente nel paesino di Wadowice. E’ una figura molto importante della nostra contemporaneità e non serve spiegare chi fosse o la storia della sua vita, ma se lo voleste fare si può trovare la notizia dell’anniversario sulla rivista online Focus e ascoltare il podcast di Franco Cardini a riguardo, al link https://www.focus.it/cultura/storia/luci-e-ombre-del-pontificato-di-karol-wojtyla. Quello che conta, al senso dell’articolo, è il ruolo che questo Papa ha giocato nella storia e il centenario lo ha riportato in auge. La memoria collettiva si ricorda di Giovanni Paolo II e si rammenta soprattutto del suo modo di interagire con i fedeli, con il suo gregge. In un secolo complesso come è stato il Novecento, ricchissimo di cambiamenti, esageratamente tragici come le trincee, i campi di concentramento, la bomba atomica, il muro di Berlino, la Guerra Fredda, il Vietnam, i regimi fondamentalisti del medio oriente, anche occuparsi della storia della religione è complicato. Ridefinire la Chiesa e il ruolo che essa deve avere spettò, chiaramente, ai pontefici e, non di meno, a Giovanni Paolo II, soprattutto per il fatto che il suo pontificato fu estremamente longevo: durò, infatti, 27 anni.

Gregorio VII, il papa medievale per antonomasia

Se si pensa ai papi nel Medioevo si hanno in mente personaggi potentissimi, in grado di fare tutto quello che volevano e come volevano, in grado di manipolare la popolazione per un proprio tornaconto (ad es: la vendita delle indulgenze) e soprattutto, sicuramente non si pensa a loro come a dei santi, anzi, spesso erano proprio il contrario. Essere Papa nel Medioevo, in effetti, non si allontana troppo dall’idea più generale che ha la maggior parte delle persone, occorre, tuttavia, fare una precisazione. Il fatto che noi ricolleghiamo ai Papi la possibilità di fare tutto ciò che volessero, ha un’origine ben precisa e questa si trova nel documento redatto da Gregorio VII negli anni del suo pontificato (1073 – 1085). Con il Dictatus Papae vengono definitivamente legittimate e fissate, in 27 disposizioni, le funzioni del Papa e, soprattutto, viene legittimato il suo potere. Facendo un breve calcolo, da San Pietro a Gregorio VII ne sono passati di anni, anni in cui la Chiesa e tutti i suoi Papi hanno lavorato molto più che alacremente per crearsi una solida base di potere, al fine di poter agire in maniera totalmente legittima. L’autorità papale non nacque, infatti, di punto in bianco e nemmeno il fatto che egli fosse il rappresentante di Cristo in terra è una teoria che è arrivata con lo stesso Pietro. I pontefici hanno elaborato questo concetto, che a noi pare banalissimo, in molti anni, per non dire secoli, di riflessioni, di lavoro filologico, ancorché filosofico, sui Testi Sacri, ci sono voluti quasi mille anni affinché questo concetto penetrasse talmente tanto nella popolazione da permettere a Gregorio VII di poter scomunicare un imperatore, Enrico IV, colui che nel Medioevo rappresentava l’autorità suprema, un po’ come il Re di tutti i Sette Regni nel Trono di Spade, tanto per fare un paragone più comprensibile e capirci meglio.

Giovanni Paolo II e l’eredità Gregoriana

Il lavoro fatto da Gregorio VII pur sembrando così lontano, ricade anche sull’operato di Giovanni Paolo II. Parlare di storia della Chiesa non vuol dire per forza parlare di teologia o affermare principi religiosi, in questo caso c’entra la storia politica e l’evoluzione di un pensiero, di un modo di governare, che da Gregorio VII arriva fino ai giorni nostri, cioè fino a Papa Wojtyla. Giovanni Paolo II, è stato un pontefice noto, non solo per il fatto di non essere italiano dopo quasi cinque secoli, praticamente da Papa Adriano VI, ma soprattutto per il suo impegno a girare il mondo e a mostrarsi davvero ai fedeli. Non è che lo ha potuto fare di punto in bianco, perché nonostante la Chiesa sia una teocrazia e il suo sovrano, il Pontefice Massimo, abbia un potere che è praticamente assoluto, non siamo ai tempi del Re Sole e comunque, il Papa, di fatto, non può sempre fare come vuole. La Chiesa è un’organizzazione strettamente legata alla trazione, per fare qualcosa è necessario che alla base ci sia un precedente che legittimi il comportamento del Papa. Che poi questo precedente sia una parola nelle Sacre Scritture, una frase scritta nell’angolo più insulso del più insulso manoscritto, poco importa, ma per far sì che il Papa agisca in un certo modo gli serve questo precedente. E Giovanni Paolo II dove ha trovato i suoi? Fermo restando che si tratta comunque di un innovatore, egli si è potuto comportare come ha voluto perché c’era qualcosa che glielo permetteva e una di queste cose era sicuramente il documento di Gregorio VII, grazie al quale il pontefice ha potuto elevarsi come autorità suprema, fissare le sue prerogative ed essere l’unico responsabile delle proprie azioni. Per noi oggi è paradossale pensare che una cosa diventi legittima solo perché fissata dalla legge e che un’autorità sia davvero tale quando qualcuno scrive un documento in cui la definisce così, eppure nel Medioevo era così e ancora oggi il diritto canonico è strettamente improntato alla tradizione.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: