“The daughter also rises”: come Ernest Hemingway è diventato un Simpson

Nel giallo e ironico mondo dei Simpson compare la figura di un giovane Ernest Hemingway, compagno di avventure di Lisa.

 

 

Nel tredicesimo episodio della ventitreesima stagione dei Simpson, un personaggio dalle fattezze hemingwayane, accompagna Lisa alla scoperta dell’amore.

 

 

Verdi colline di Springfield

Hemingway è diventato giallo. E no, non ha preso l’ittero in uno dei suoi safari in Africa. Molto più semplicemente, è entrato nell’universo di Matt Groening. In realtà lo avevamo già visto nella prima puntata della seconda stagione dei Simpson, “Bart rischia grosso”, interpretato da un magistrale- come sempre- Martin Prince, nel corso di una presentazione de “Il vecchio e il mare” per la signora Caprapall che si complimenta con il piccolo Martin, con tanto di maglione e barba, pipa e canna da pesca, mentre recita alcune frasi del libro più famoso di Hemingway. Ma questa volta è tutta un’altra storia. Infatti, è la storia di “Fiesta: the sun also rises”, trasformata in “The daughter also rises”, episodio della ventitreesima stagione, che ricalca il romanzo d’esordio di Hemingway, mediante la storia di Nick, personaggio caricaturale dello scrittore, e la piccola Lisa, sempre pronta ad innamorarsi di figure colte e intelligenti quanto lei.

 

Fiesta: il sole sorgerà ancora

Pochi romanzi evocano l’irripetibile mix di frustrata smania, voglia di perdersi altrove e crisi esistenziale come quelli di Ernest Hemingway. Ha raccontato la “generazione perduta” che era cresciuta sullo sfondo caotico della prima guerra mondiale, catturando la loro irrequietezza e malessere. “Fiesta: the sun also rises” del 1926, è il suo primo romanzo, la cui azione si muove tra le terrazze dei caffè, i locali di Parigi e le suggestive corrida de toros spagnole. Hemingway calca i toni, in un linguaggio nudo e crudo come il mondo non l’aveva mai visto, narra la storia di Jake Barnes e Lady Brett Ashely, lui soldato, lei infermiera- temi che torneranno ovviamente ne “L’addio alle armi”, il romanzo consacrazione di Hemingway– lui ormai impotente per le ferite di guerra, lei temprata da quest’esperienza, che l’ha plasmata in una donna indipendente e sfacciata. Una relazione ad intermittenza la loro, che sfuma al finire della guerra e si riaccende nel 1920 in Europa, luogo di edonismo sfrenato e profondo cinismo, dove i due incontreranno altre figure fondamentali che li aiuteranno a comprendere meglio la loro relazione, ma soprattutto cosa significhi perdere sé stessi, e come ritrovarsi.

 

 

 

Amori invisibili

Fiesta è tutto qui. In un amore che c’è, è tangibile, ma inattuabile, se non nei sogni. Proprio come la storia d’amore tra Nick e Lisa in “The daughter also rises”, tredicesima puntata della ventitreesima stagione dei Simpson. Mentre Bart e Milhouse sono impegnati ad improvvisarsi Myth Busters e sfatare i miti della scuola elementare di Springfield- regalandoci finalmente la risposta alla tanto dibattuta domanda: Ma il giardiniere Willy è di Glasgow o di Aberdeen? (Nessuna delle due, è di Kirkwall), Marge e Lisa sono da Luigi, per una cena madre – figlia, ed è lì, che Lisa nota una figura accanto a lei, intenta a leggere “l’addio alle armi” di Hemingway.  È Nick, e tra i due nasce immediatamente una storia d’amore tanto intensa quanto breve, proprio come ogni storia alla Hemingway che si rispetti. Un amore che si consuma in fretta, tra dessert, uscite brevi e una cena a casa Simpson. I due, ispirati dalle parole di nonno Simpson, Abe, stanno quasi per dichiararsi amore eterno, finché non si fermano, pieni di dubbi. È davvero questo quello che vogliono? Come si fa a decidere di stare “per sempre” con qualcuno, dal momento che come fa notare Lisa, per sempre è “davvero tanto tempo”? Così i due si lasciano in maniera concorde, conservando sempre il ricordo del loro amore, prima che questo possa appassire, rovinandosi e rovinandoli. Il ricordo è meglio della realtà, la fantasia diventa il rifugio dove entrambi potranno sognare il loro futuro, senza fare i conti con il mondo reale. La bellezza di questa puntata dei Simpson è tutta qui, nell’essere riuscita a convogliare l’amore del quale ci parla Fiesta: c’è ma non si vede, poteva essere e non è, sarebbero potuti stati assieme: è bello pensare così.

 

 

«”Oh, Jake” Brett disse. “Noi due saremmo stati bene assieme.”
Di fronte a noi su una pedana, un poliziotto in kaki dirigeva il traffico. Alzò la sua mazza. La macchina improvvisamente rallentò, spingendo Brett contro di me. “Già” dissi io, “non è bello pensare così?”»

 

 

 

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