Il polmone del mondo in fiamme: la terra sta morendo, come (non) risolvere il problema?

La foresta amazzonica sta bruciando, ogni minuto la situazione diventa più critica e in tutto questo i politici ‘litigano’ sul da farsi accusandosi a vicenda e senza fare nulla di concreto. Soprattutto il presidente del Brasile, Bolsonaro, che cerca solo di sminuire la gravità della situazione.

Foresta Amazzonica in fiamme

Purtroppo a causa di scarse o incomplete informazioni, la maggior parte della popolazione ancora non si rende conto della gravità della situazione. La foresta amazzonica, non a caso, è anche chiamata ‘il polmone verde della Terra’. Essa produce il 20% dell’ossigeno presente nella nostra atmosfera e assorbe tantissima anidride carbonica, dando un forte contributo al mantenimento delle temperature medie annue. Solo ultimamente se ne parla, ma forse non tutti sanno che non è l’unica foresta che sta andando a scomparire. Ma soprattutto gli incendi sono dolosi.

Come mai preoccupa un’alta percentuale di CO2 nell’atmosfera

Ciclo della CO2

La CO2 è la principale causa dell’aumento delle temperature nel nostro pianeta. Proprio per questo il cosiddetto ‘ciclo della CO2’ è molto importane, perché l’assorbe, riducendone la concentrazione nell’atmosfera. Principalmente è assorbita dalle piante, in minima parte da rocce durante alcuni processi, come ad esempio la carsificazione, ma anche l’azione batterica, il mare, le eruzioni vulcaniche, e chi più ne ha più ne metta.

Schema dell’effetto serra

Partendo dal concetto che la presenza di vapore acqueo nell’atmosfera contribuisce all’assorbimento di calore, gas come il metano e l’anidride carbonica hanno effetto opposto, trattenendo il calore nell’atmosfera,che ne causando il riscaldamento della stessa. Quindi il concetto fondamentale è che l’aumento di produzione CO2, e la diminuzione dei processi che l’assorbono causano un aumento della sua concentrazione nell’atmosfera, che di anno in anno va sempre aumentando. Infatti le temperature medie annue si stanno alzando in maniera irreversibile.

L’importanza della foresta amazzonica per l’ecosistema mondiale

Foresta Amazzonica

Come spiega Isabella Pratesi direttrice del programma di conservazione WWF, ‘‘Non tutti sono consapevoli che la foresta Amazzonica è veramente il più grande polmone del pianeta. Oltre a produrre ossigeno, produce acqua e conserva la biodiversità dell’habitat: bruciando l’Amazzonia non ci precludiamo soltanto queste prerogative, bensì contribuiamo al riscaldamento globale e a quello che ne deriva’’. Bruciando la foresta amazzonica, non solo si diminuisce l’assorbimento di CO2, ma il fuoco stesso emette CO2 nell’atmosfera, aumentandone la concentrazione. Chi segue questa vicenda, anche dal punto di vista politico, sa che Bolsonaro sin da subito ha minimizzato la situazione. Ma perché? Per rispondere a ciò va spiegato il motivo di questi incendi. I principali scopi del disboscamento sono l’agricoltura e l’allevamento. Prima vengono abbattuti gli alberi e successivamente viene dato fuoco ai tronchi per rendere fertile il terreno, tutto questo durante la stagione secca, cosa oltretutto illegale. Questa situazione va avanti da anni e se il presidente non ha mai preso provvedimenti con un’alta probabilità ha un suo tornaconto personale. Per proteggere gli agricoltori e gli allevatori ha ultimamente accusato le ONG, dicendo che sono loro a causarli, per dare la colpa al riscaldamento globale, cosa oltretutto non vera, perché l’unica causa degli incendi è l’uomo.

 

Perché il problema è venuto fuori solo ora e chi ha dato l’allarme?

A lanciare per primo l’allarme fu il direttore dell’Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale (Inie), Riccardo Galvano, che a inizio agosto, guarda caso, è stato licenziato da Bolsonaro, che l’ha accusato di mentire e ha parlato di psicosi ambientalista. Come ho detto prima la situazione va avanti da anni, ma quest’anno è sfuggito il controllo dalle mani e gli incendi sono aumentati notevolmente, per far capire la gravità andiamo a parlare di dati. La foresta amazzonica è la foresta pluviale più grande al modo, è 5,5 milioni di kmq. Essa produce il 20% dell’ossigeno presente nell’atmosfera, ed ogni anno assorbe ben 2 miliardi di tonnellate di CO2. Nel giugno 2019 si è registrato un tasso di abbattimento di piante più alto del’88% rispetto al giugno 2018, ed è il più altro dal 2012 a questa parte. I dati più impressionanti sono quelli raccolti da gennaio 2019 a luglio, sono stati contati ben 76.720 incendi in tutto il Brasile, l’84% in più rispetto al 2018, il numero più alto dal 2013. Solo a luglio scorso c’è stato un aumento del 278% rispetto a luglio 2018, per un totale di 1.345 kmq disboscati, una media di tre campi da calcio al minuto. Dati davvero impressionanti che si aggravano di minuto in minuto. Tutto ciò non avrà ripercussioni solo sul Brasile, ma su tutto il mondo, le temperature medie annue mondiali sono aumentate di 2 gradi dal 2018. Una piccola dimostrazione della gravità della situazione è quello che è successo a San Paolo, a 2.700 km dagli incendi, che è stato oscurato da una folte coltre di fumo.

Immagine satellitare dell’Amazzonia

Cosa sta facendo la politica europea a riguardo

Vignetta ironia ma triste che rappresenta la foresta in fiamme

Come ho già detto, sin dall’inizio il presidente brasiliano Bolsonaro ha tentato di minimizzare la faccenda. Il primo ad opporsi alla politica di Bolsonaro è stato il presidente francese Macron accusandolo proprio di minimizzare la faccenda per un tornaconto personale, ovvero avere più campi sia per la coltivazione che per l’allevamento, parti importanti dell’economia brasiliana. Bolsonaro ha replica che Macron ha ingigantito la situazione per un tornaconto politico. La politica di Bolsonaro ha portato la Norvegia e la Germania a sospedere le loro donazioni al Fondo Amazzonia. Pochi giorni fa la cancelliera tedesca Merkel ha appoggiato la politica di Macron dichiarando ‘‘Questa è una situazione di grave emergenza che dev’essere discussa al G7’’. Il 24 agosto è iniziata una riunione del G7 che come priorità ha la discussione sul da farsi. La prima decisione presa riguarda la possibile sospensione di carni bovine dal Brasile. Il 26 Agosto, dopo la richiesta da parte del WWF, è stato deciso di sbloccare 20 milioni di dollari a sostegno dei Paesi dell’Amazzonia per le attività di contrasto agli incendi. Ma oggi, 27 Agosto Bolsonaro ha rifiutato il denaro, nonostante che il Ministro dell’ambiente brasiliano, Salles, sarebbe favorevole a ricevere aiuto dal G7. Bolsonaro ha rifiutato l’aiuto, continuando a sostenere che la situazione non è grave e andando così ad alimentare le recenti accuse di Macron. Solo il tempo potrà dirci cosa accadrà.

Vignetta ironica ma triste della Terra che difende la flora e la fauna dagli umani

1 thought on “Il polmone del mondo in fiamme: la terra sta morendo, come (non) risolvere il problema?

  1. In realtà la foresta amazzonica non produce affatto il 20% dell’ossigeno nel mondo, questo è un dato errato che circola senza nessuna fonte autorevole. Probabilmente viene confuso con l’ossigeno prodotto da tutte le foreste tropicali.
    In realtà il massimo di ossigeno che potrebbe essere prodotto dalla foresta amazzonica è il 6%, anche se può essere anche meno.
    Questo è solo un esempio di come bisogna mantenere sempre uno sguardo critico anche su cose che sembrano scontate.
    Se volete approfondite

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