Il Superuovo

Il pericolo é in casa nostra! Tecn-o-micidi sui nostri ragazzi.

Il pericolo é in casa nostra! Tecn-o-micidi sui nostri ragazzi.

“Stai attento quando vai in giro,che la gente é cattiva!”,oppure: “Non accettare le caramelle dagli sconosciuti!”. Questi erano i “pericoli” di una ventina d’ anni fa. 2018, Italia: il pericolo é nel computer.

Esatto, quell’ aggeggio che abbiamo in casa e che utilizziamo per svariati motivi. Non bisogna dimenticare che la tecnologia é stata creata dall’ uomo,dunque, é malevola.

Chi non si ricorda sella famosa “Blue Whale challenge” di cui si é discusso fin troppo?

Ora è la volta della tecnica Black-out, la quale ha portato subito morte,con il suicidio del povero Igor di 14 anni.

Nata negli Stati Uniti nel 1995, essa é un metodo per “tranquillizzarsi” e “rilassarsi” cosí tanto da evadere dal mondo reale co.piendo un gesto alquanto berbero: soffocarsi.

Analizziamo il profilo biologico di questa metodica: l’ azione di soffocarsi, é volta a comprimere le carotidi, in modo tale, che il cervello riceva meno sangue e dunque che vada in ipossia (mancanza di ossigeno). Questo fenomeno causa allucinazioni e senso di rilassamento.

Sono indagati al momento, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera on line, Google e Microsoft. La colpa di tutto questo peró,come si é scritto in precedenza, é dell’ uomo e della sua cattiveria e voglia del “brivido”, rincorsa da quell’ animale che dovrebbe essere il piú intelligente tra tutti.

Gli adolescenti sono le prede piú facili da catturare ed attirare, per due motivi che sono prettamente psicologici: il primo, piú neuropsicologico, é perché il sistema cognitivo dei ragazzi in età adolescenziale,volto al ragionamento,é ancora immaturo, per cui non riescono ad annullare la variabile istinto nelle scelte razionali. Per questo giovani con età compresa tra i 13 e i 17 anni amano le sensazioni cosiddette estreme.

Il secondo motivo, riguarda proprio la voglia di indipendenza e dunque di compiere azioni che vanno contro la norma sociale.

Pericoli ce ne sono ovunque,tanto ora, quanto tempo fa, ma i quest’ epoca, come sottolinea il professor Paolo Crepet, psicologo e psicoterapeuta, sul giornale “Leggo”, il pericolo si é trasferito nelle nostre case e soprattutto nelle stanze dei ragazzi adolescenti.

Occhi aperti, genitori!

Mattia Mancini.

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