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Tra i due poli: il bipolarismo e le sue realtà

Tra i due poli: il bipolarismo e le sue realtà

Originariamente definiti come “psicosi maniaco – depressive” i disturbi bipolari sono collocati tra i disturbi dell’umore. I disturbi dell’umore si distinguono per la loro caratteristica predominante che è l’alterazione del tono dell’umore. Tra i disturbi dell’umore si distinguono i disturbi depressivi, i disturbi bipolari ed i disturbi indotti da abuso di sostanze o altra condizione medica.

Perchè “bipolare”?

Immaginate i due poli dell’attività umorale di un individuo: se un polo sarà l’eccitamento, automaticamente il polo opposto sarà il suo netto contrario, quindi la depressione. Il disturbo bipolare è caratterizzato dall’alternanza di queste due condizioni contro polari. Avremmo così due diverse manifestazioni cliniche, gli episodi maniacali nelle condizioni di eccitamento e gli episodi depressivi nelle condizioni depressive.

Nelle fasi depressive il soggetto risulta depresso, irritabile, può lamentare dolori somatici, si sente affaticato e stanco, può avere crisi di pianto o, per contro, lamentare di non provare emozioni. Nelle fasi maniacali, invece, il soggetto risulta euforico o irritabile, sente meno il bisogno di dormire, è molto più attivo, parla molto e appare molto disinibito.

http://www.terzocentro.it/distrurbi-umore/disturbo-bipolare-2/

Come distinguere la presenza del disturbo, e quali sintomi ha?

Questo non sta certo a significare che chi sia talvolta depresso o alle volte euforico sia per questo bipolare. Infatti, come per ogni altro tipo di disturbo psichico e psichiatrico ci sono dei criteri diagnostici cui tener conto. Nel caso degli episodi maniacali, la fase di umore anormalmente elevato o irritabile, e l’aumento dell’attività e dell’energia deve durare almeno una settimana, e deve essere presente per gran parte della giornata, quasi tutti i giorni.

C’è però anche una terza manifestazione clinica. Oltre gli episodi maniacali e depressivi, vi sono anche gli episodi misti. Questi episodi sono spesso nel mezzo tra la fase depressiva e quella maniacale e sono caratterizzati dalla presenza sia di sintomi depressivi, che di sintomi ipo/maniacali. Negli episodi misti (o stati misti) la persona è pervasa da depressione agitata, mania depressiva o ansiosa, stupor maniacale, depressione con fuga delle idee, mania improduttiva, mania inibita ecc. In questa fase si osservano repentini cambi d’umore.

Disturbo Bipolare di Tipo I e II

I disturbi bipolari sono stati suddivisi in disturbo Bipolare di Tipo I e in disturbo bipolare di tipo II. Nel disturbo bipolare di tipo I vi è la presenza di almeno un episodio maniacale a cui possono abbinarsi uno o diversi episodi depressivi lifetime. Nel disturbo bipolare di tipo II deve esservi almeno un episodio di tipo ipo-maniacale a cui possono associarsi uno o più diversi episodi depressivi lifetime. I criteri diagnostici degli episodi maniacali ed ipo-maniacali sono pressoché gli stessi, ciò che fa la differenza è la durata. Gli episodi maniacali infatti per essere diagnosticati devono durare per almeno una settimana, per contro, gli episodi ipo-maniacali devono durare almeno quattro giorni.

Va ricordato che nelle persone bipolari il rischio suicidario è 15 volte superiore alla popolazione generale e che spesso nella storia della persona sono presenti tentativi di suicidio. Gli episodi maniacali possono presentare caratteristiche psicotiche. Gli individui separati, divorziati o vedovi presentano tassi più alti di disturbo bipolare. Il sesso maschile sembra maggiormente colpito. Il disturbo è più frequente nei paesi con alto reddito economico e che, secondo uno studio del Child Health and Development Study (CHDS), pubblicato dall’American Journal of Psychiatry nel 2013, il fumo in gravidanza raddoppia il rischio di probabilità di diagnosi di bipolarismo nel figlio durante la vita adulta.(fonte: www.stateofmind.it)

https://www.ospedalemarialuigia.it/disturbi-dell-umore/disturbo-bipolare-bipolarismo-dsm-v/

I vari tipi di trattamento

Il trattamento farmacologico per il bipolarismo, sia nella mania che nella depressione, vede spesso protagonisti i Sali di Litio, utili per il mantenimento di un episodio di lieve-moderata intensità. Altrettanto spesso vengono utilizzati l’acido valproico, la carbamazepina, farmaci anticonvulsivanti e antipsicotici atipici. Altro tipo di trattamento è quello delle terapie somatiche: la TEC (terapia elettro-convulsivante), la TMS (stimolazione magnetica transcranica) e la Light Therapy. Un valido ausilio è anche presentato dalle strategie psicoterapeutiche: terapia cognitiva, terapia comportamentale, psicoterapia ad orientamento analitico, terapia di gruppo ecc. Inoltre, il sostegno di almeno un familiare si rivela di grande importanza per la prevenzione di episodi maggiori.

Serena Vitale

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