Il mito di Narciso diventa realtà con i selfie su Instagram

Il narcisismo è un carattere umano che nasce nell’antichità, ma scopriamo come si è evoluto nell’epoca dei social.

Donna che si guarda allo specchio (osservatorio.riparteilfuturo.it)

 

Narciso con la sua tragica vicenda cerca di farci da monito contro l’eccesso di amor proprio ai tempi di Instagram e dei selfie.

Il mito di Narciso

La versione del mito proposta da Ovidio nelle sue Metamorfosi racconta come Narciso, figlio del dio Cefiso e della ninfa Liriope, divenuto un fanciullo dalla bellezza incomparabile, rifiutasse chiunque gli dichiarasse il proprio amore. Infastidita dalla presunzione del ragazzo, una volta rifiutata anche la ninfa Eco, la dea della vendetta Nemesi costringe il giovane a specchiarsi in un corso d’acqua per bere. Narciso, vedendo il suo riflesso nell’acqua, se ne innamora perdutamente condannandosi all’infelicità per il resto della vita. Notiamo quindi che il narcisismo è un fenomeno antico che affonda le sue radici nell’antica Grecia dove la cultura di vergogna spinge gli uomini a una continua ricerca di approvazione da parte della società. L’eroe infatti diventa tale se e solo se sono gli altri a sostenerlo, così la soddisfazione e l’accettazione personale perdono importanza di fronte all’opinione collettiva, unico parametro di giudizio riconosciuto. In questo contesto è inevitabile che l’individuo, per sentirsi accettato e sostenuto dagli altri, faccia sfoggio soprattutto delle proprie facoltà fisiche, in quanto più facili da ostentare rispetto alle capacità di pensiero. È per contrasto dunque che in tale contesto spiccano figure come quella di Socrate che, per far sì che a contare fossero solo i suoi discorsi, vagabondava per le vie di Atene vestito di stracci lontano da ogni tipo di lusso.

John William Whaterhouse, Eco e Narciso (restaurars.altervista.org)

Il narcisismo dietro a un selfie

Il narcisismo continua a manifestarsi nella società odierna sotto diverse forme. Una di queste riguarda i social, in particolare Instagram e i selfie. Non è un caso infatti che quella che in origine è nata come piattaforma per gli amanti della fotografia, negli anni si sia trasformata in una vetrina in cui gli utenti mostrano solo il loro lato migliore da fotografare e la parola d’ordine diventa ostentazione. Si ostentano la bellezza, il lusso, le amicizie, non c’è limite a ciò che può essere oggetto di desiderio altrui. Così il confronto con gli altri diventa un momento di autocelebrazione, ciò che dovrebbe unire finisce per separare, portando alla chiusura in se stessi e a vedere l’altro come mezzo per affermare la propria superiorità. Già Aristotele nella sua Politica sosteneva che l’uomo è un animale sociale, focalizzando l’attenzione su un punto cardine dell’esistenza umana: la socialità e il vero confronto sono infatti indispensabili per la nostra crescita e il raggiungimento della felicità. È curioso il fatto che per queste piattaforme virtuali oggi si usi proprio la parola social che è stata in qualche modo privata del suo significato originale. L’individualismo infatti sembra avere preso il sopravvento e il riflesso di Narciso torna sui nostri schermi ogni volta che scattiamo un selfie.

selfie

Una ragazza mentre si scatta un selfie (tecnoandroid.it)

Gloria Morsello

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